Charly's blog

Il DEF, il Governo del Cambiamento e la Paperinomics

Leggo le news e mi sembra di vedere la nuova stagione di Black Mirror se non fosse che Di Maio è tanto cose, ma non ancora un attore [1]:

L’esultanza di Luigi Di Maio, al termine del Consiglio dei Ministri che ha trovato l’accordo sul Def. Affacciato dal balcone di Palazzo Chigi, con gli altri ministri del Movimento 5 Stelle, il vicepremier ha festeggiato con la folla di parlamentari pentastellati che, con bandiere e striscioni al seguito, da Montecitorio si è mossa verso il palazzo del governo (FOTO). “Oggi aboliamo la povertà”, ha detto di Maio. “Noi siamo il cambiamento” hanno intonato entusiasti in coro deputati e senatori.

Di Maio ha abolito la povertà? E come ci è riuscito? Facile, facendo più deficit pagandolo a interessi maggiori… in pratica ha inventato la Paperinomics. Scontata la reazione dell’opposizione PD [2]: «La manovra ha messo “cento miliardi di deficit sulle spalle dei giovani, zero investimenti, condono fiscale”. Questo il giudizio del segretario del Pd Maurizio Martina intervistato questa mattina a “Circo Massimo” su Radio Capital da Massimo Giannini».

Dimentichi, ahiloro, di quanto dicesse Renzi poco tempo fa [3]:

Un accordo in cui l’Italia si impegna a ridurre il rapporto debito/Pil tramite sia una crescita più forte, sia un’operazione sul patrimonio che la Cassa depositi e prestiti e il ministero dell’Economia e delle Finanze hanno già studiato, sebbene debba essere perfezionata; essa potrà essere proposta all’Unione europea solo con un accordo di legislatura e in cambio del via libera al ritorno per almeno cinque anni ai criteri di Maastricht con il deficit al 2,9%. Ciò permetterà al nostro paese di avere a disposizione una cifra di almeno 30 miliardi di euro per i prossimi cinque anni per ridurre la pressione fiscale e rimodellare le strategie di crescita. La mia proposta è semplice: questo spazio fiscale va utilizzato tutto, e soltanto per la riduzione delle tasse, per continuare l’operazione strutturale iniziata nei mille giorni.

Morale della storia? Giggino è più moderato di Renzi!

 

—– Il DEF pentaleghista —-

La Nota di Aggiornamento al DEF è un documento di 41 pagine che presenta l’intera azione di un Governo sia sul piano economico sia su quello amministrativo. Troviamo, quindi, le solite cose dei vari esecutivi di turno come il sostegno alle PMI, il miglioramento dell’efficacia della giustizia, il 5G  e altro ancora. Da segnalare che  «il Governo intende sottoporre ad un riesame, attraverso un’attenta analisi costi-benefici, le grandi opere in corso (i.e. la Gronda autostradale di Genova, la Pedemontana lombarda, il terzo valico, il collegamento tra Brescia e Padova e la tratta Torino-Lione)» [4].

Alcuni punti specifici, ovviamente, sono quelli che stanno tenendo occupato gli analisti e i commentatori. Partiamo dalla strategia complessiva: «il Governo ritiene prioritario rilanciare gli investimenti pubblici, che quest’anno probabilmente toccheranno un nuovo minimo dell’1,9 per cento in rapporto al PIL (da una media del 3,0 per cento nel decennio precedente la crisi del debito sovrano nel 2011).» A cui si deve aggiungere «la riduzione del debito pubblico, che da ormai trent’anni vincola le politiche economiche e sociali dell’Italia e che va affrontato a prescindere dalle regole di bilancio europee al fine di liberare spazi di bilancio e di riduzione della pressione fiscale». Ma come conseguire l’obiettivo? Con la crescita e non con i tagli:

Dall’inizio del secolo l’Italia ha registrato tassi di crescita del PIL nettamente inferiori alla media dell’Area euro e UE. La politica economica del Governo mira a chiudere il differenziale di crescita con l’Europa e a porre le condizioni per una performance superiore alla media. Tutto ciò non solo perché un’economia più dinamica renderebbe il debito pubblico più sostenibile, ma anche e soprattutto perché una maggiore crescita faciliterebbe il riequilibrio sociale dato che essa influenza numerosi indicatori di benessere.

Per quanto riguarda la politica di bilancio, il programma qui descritto condivide l’enfasi sulla riduzione del debito ma opta per un miglioramento del saldo strutturale più graduale sulla base della considerazione che un aggiustamento di 0,6 punti percentuali di PIL all’anno, unito all’effetto della chiusura dell’output gap, implicherebbe un’eccessiva stretta fiscale (quasi un punto di PIL nel 2019).

Se consideriamo la politica fiscale, «la graduale introduzione della flat tax ridurrà il cuneo fiscale sul lavoro e sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali e da una rimodulazione delle aliquote IVA». Si deve poi tenere conto che il Governo non ritiene opportuno rivedere nuovamente l’imposizione sugli immobili, mentre dal lato delle uscite si continuerà l’opera di revisione della spesa pubblica con l’obiettivo di ridurre il rapporto fra spesa corrente e PIL e di aumentare la spesa per investimenti.

La flat tax verrà introddota con gradualità: «per quanto riguarda le persone fisiche, si passerà inizialmente dalle attuali cinque aliquote a tre aliquote e quindi a due a partire dal 2021. Il livello delle aliquote verrà gradualmente ridotto, fino ad arrivare ad un’unica aliquota del 23 per cento per i redditi fino a 75 mila euro e del 33 per cento sopra a tale livello entro la fine della legislatura».

Da non dimenticare il contrasto all’evasione, abbinato alla solita semplificazione burocratica. Ma se la mano sinistra combatte l’evasione, quella destra prepara la ‘pace fiscale’: «che coinvolgerà i contribuenti con cartelle esattoriali e liti fiscali, anche pendenti fino al secondo grado fino a 100mila euro. Allo stato il valore contabile residuo dei crediti che diversi enti hanno affidato è molto alto e complessivamente pari a quasi 800 miliardi di euro, di cui, tuttavia, solo 50 miliardi sono effettivamente recuperabili».

Da ultimo abbiamo il Reddito di Cittadinanza:

L’introduzione del Reddito di Cittadinanza ha un duplice scopo: i) sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia di povertà relativa individuata dall’Eurostat per l’Italia (pari a 780 euro mensili); ii) fornire un incentivo a rientrare nel mercato del lavoro, attraverso la previsione di un percorso formativo vincolante, e dell’obbligo di accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore. L’attuazione efficace dell’obbligo formativo e della effettiva partecipazione al mercato del lavoro richiede il rafforzamento qualitativo e quantitativo dei centri per l’impiego, tenendo anche conto della necessità di coordinarsi con il livello di governo regionale. Due sono gli aspetti più rilevanti che si dovranno definire: i) individuare le competenze da formare, funzionali allo sviluppo delle diverse Regioni; ii) definire un sistema di tracciabilità dei fondi destinati alla ristrutturazione dei centri per l’impiego.

E il parziale superamento della Fornero:

Con riferimento al sistema previdenziale, verrà introdotta una nuova finestra per i pensionamenti anticipati senza il requisito anagrafico, attualmente in vigore per chi ha maturato un’anzianità contributiva di 41 anni. A questo si aggiunge il requisito di ‘quota 100’ come somma di età anagrafica e contributiva, con alcune restrizioni funzionali alla sostenibilità del sistema previdenziale. Un’attenzione particolare sarà rivolta alle donne, caratterizzate da una carriera discontinua. Si introdurranno anche le pensioni di cittadinanza, che integreranno le pensioni esistenti al valore della soglia di povertà relativa di 780 euro. Una parte delle risorse destinate alla realizzazione di misure verrà dall’abolizione delle pensioni di privilegio, con un taglio degli importi superiori a 4000 euro netti mensili, non corrispondenti alle effettive contribuzioni.

Contro ogni aspettativa il Salvimaio, invece di spalmare le sue  misure da campagna elettorale su tutta la legislatura, intende bruciare le tappe anche se alcuni di questi provvedimenti richiederanno comunque tempo prima di entrare a pieno regime (si pensi alla riforma dei centri dell’impiego) o è prevista un’adozione flessibile come la Flat Tax. Il tutto al comodo costo di un deficit del 2,4% rispetto al PIL per i prossimi tre anni.

 

—- C’è deficit e deficit —-

Le reazioni, abbiamo detto. Anche Mattarella ha detto la sua: «Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro» [5]. Dalla UE traspare un moderato… bellicismo [6]:

Non abbiamo nessun interesse a una crisi tra la Commissione e l’Italia. L’Italia è un paese importante della zona euro, ma non abbiamo nemmeno interesse a che l’Italia non rispetti le regole, perché il debito italiano resta esplosivo”, ha affermato il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, in un’intervista alla tv francese Bfm Tv..

“Al momento sembra che si tratti di un bilancio fuori dalle regole Ue. Non mi pronuncio sul contenuto del bilancio italiano, quello che dico è che ci sono delle regole. Pacta sunt servanda non sono regole stupide, sono regoli comuni per l’Italia, per la Francia e per tutta la zona euro. Se il debito pubblico aumento creiamo una situazione instabile”, ha detto Moscovici.

Il DEF non è scritto nella pietra, può essere cambiato e viste le reazioni della UE aspettatevi mesi di alta tensione diplomatica. Ma si badi bene che da un punto di vista politico il Salvimaio ha solo da guadagnarci:

  • Se la UE cede canteranno vittoria;
  • Se la UE non cede e riuscirà a bloccare tutto avranno la campagna elettorale per le prossime europee;
  • Se si giunge a un compromesso canteranno di nuovo vittoria;

Sia come sia gli esiti sono positivi… se ci arrivano alla primavera, s’intende. In effetti più che della UE il problema sono i mercati finanziari. Non vorrei mai che Gigino scopra solo ora che puoi anche chiedere i soldi in prestito ma non è detto che si possa trovare qualcuno disposto a fornirli. Specie se le agenzie di rating dovessero declassare i titoli di Stato italiani. Non basta, allora, dire che il paese x abbia un deficit maggiore per seguirne l’esempio. Certo, al massimo, si potrebbe invitare i patrioti a compare i titoli di Stato, detta anche operazione oro alla patria 2.0.

Ma i mercati su cosa si basano per prestare il denaro nel specifico caso italiano? Su due fattori, per lo più, al netto di occasionali paure e attacchi d’ansia irrazionali:

  • Rischio uscita dall’euro;
  • Cosa ci vuoi fare con il denaro che ti prestano;

Lasciamo la parola al Wall Street Journal [7]:

Between 2010 and 2012, fears that Italy, Spain or Portugal would be kicked out of the bloc led spreads on their debt to balloon. They narrowed again when ECB President Mario Draghi promised to do “whatever it takes” to save the euro. The lesson here: Most of what those spreads are measuring isn’t the risk of default, as in the corporate-bond market, but the fear of a country leaving the eurozone, which would likely mean investors getting paid back in Italian lira or Spanish pesetas. This summer’s ructions in Italy reinforced the point. Italian spreads only jumped on the news that parties in the new government had drafted secret plans in which they considered exiting the euro.

E qui nascono i problemi. Che sia meglio pagare i debiti con la crescita che con misure draconiane che ammazzanno il PIL alla Monti è pacifico, a parte per qualche austerico-isterico.

debito-pubblico

Ma il QE prima o poi dovrebbe finire, mentre i rapporti con la UE sono belli che andati. Non basta certo per una Italexit a meno che dalle parti di Washington non vogliano chiudere la partita con la Germania, ma con il venir meno delle garanzie targate Draghi sarà la performance economica a indirizzare gli investitori… e a tenere lontana la Troika. Ma le misure proproste sono in larga parte di matrice assistenzialista come il Reddito di Cittadinanza o la controriforma Fornero e pure finanziate in deficit. L’unico punto possibilmente positivo è il graduale ritocco al fisco anche se è tutto da vedere quale sarà il risultato finale. Per tutto il resto si dovrà aspettare le effettive riforme e le misure che verranno implementate.

Sia come sia il Salvimaio sta puntando tutto sulla crescita in un contesto di possibile crisi commerciale per via del conflitto USA – Cina. E qui casca il Salvimaio: e se la manovra del Cambiamento dovesse ridursi alla fine al 0 e qualcosa?

 

—- Ma cosa dice Tria? —-

Lasciamo la parola al ministro Tria [8]:

Bisogna considerare che cosa è emerso da giugno a oggi. Le previsioni di crescita su cui era stato costruito il quadro tendenziale di finanza pubblica dal precedente governo sono cambiate in modo sostanziale, e gli ultimi dati lo confermano. La crescita tendenziale, a legislazione vigente, per l’anno prossimo sarebbe dello 0,9%, contro l’1,4% previsto prima. Questo porta il disavanzo 2019, sempre in termini tendenziali, all’1,2%. Questo deficit includeva un aumento dell’Iva da 12,5 miliardi, che il governo ha ribadito fin dall’inizio di voler bloccare. In altri termini già per 2019 l’eredità effettiva lasciata, nelle nuove condizioni economiche, era di un deficit già sostanzialmente vicino al 2 per cento.

Se, come si prevede, la crescita del PIL dovesse rallentare non ci sarebbero le risorse per tutte le misure messe in cantiere. E a quel punto Giggino di Maio che farà? Dirà ai suoi che non si può più fare nulla o prenderà le risorse facendo fuori gli 80 euro di Renzi che, a grandi linee, costa uguale al Reddito di Cittadinanza? O vorrà sforare ancora di più? Ricordiamo che Salvini può sempre andare al voto e vincere con la coalizione di centro-destra, i grillini no.

Alla fine della storia è eccessivo inneggiare alla fine del mondo o tifare lo spread, finora non abbiamo ancora i dettagli di come l’esecutivo intenda muoversi e cosa farà per davvero. E l’andamento dello spread fin qui non è affatto indicativo al netto della propaganda mediatica. Ma è anche vero che Giggino non ispira fiducia e lo dico per voi. Io abito già all’estero e pure fuori dall’eurozona…

 

————————————————————————————————-

[1] Cfr. https://tg24.sky.it/politica/2018/09/28/manovra-luigi-di-maio-esultanza.html

[2] Cfr. https://www.repubblica.it/politica/2018/09/28/news/manovra_martina_pd_manifestazione_def_debito_pubblico-207580521/

[3] Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-07-08/la-sfida-renzi-ue-deficit-29percento-cinque-anni-231710.shtml?uuid=AEaMTNuB&refresh_ce=1

[4] Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-07-08/la-sfida-renzi-ue-deficit-29percento-cinque-anni-231710.shtml?uuid=AEaMTNuB&refresh_ce=1

[5] Cfr. https://www.lastampa.it/2018/09/30/italia/deficit-mattarella-avverte-il-governo-conti-solidi-per-garantire-il-futuro-KYPlDykQpKbxLspyPs7N3M/pagina.html

[6] Cfr. https://www.tpi.it/2018/09/30/def-2019-news/

[7] Cfr. https://www.wsj.com/articles/investors-should-call-italys-bluff-1538135681

[8] Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-09-29/tria-ecco-perche-resto-ministro-manovra-la-crescita-debito-scendera-182126.shtml?uuid=AE3PPaBG

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30 settembre 2018 da in economia con tag , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: