Charly's blog

Italia vs Europa: la legge del moralismo applicata al mondo del calcio

La mancata qualificazione della Nazionale al mondiale di calcio di quest’anno ha avviato una riflessione sullo stato di salute del campionato di calcio italiano. Che la Serie A non sia più la gioiosa macchina da guerra del periodo 1988-2010 è abbastanza evidente dal complessivo calo del livello tecnico dovuto, tuttavia, più alla perdita di potere economico delle società che ad altro. I clubs italiani fatturano meno delle altre società europee riducendo la possibilità di ingaggiare i giocatori e gli staff tecnici migliori. Nella Top 5 dei club con maggiore fatturato, infatti, non c’è un solo club italiano [1]:

  • Manchester United, 676,3 milioni di euro;
  • Real Madrid, 674,6 milioni di euro;
  • Barcelona, 648,3 milioni di euro;
  • Bayern Munich 587,8 milioni di euro;
  • Manchester City 527,7 milioni di euro;

La prima squadra italiana, la Juventus, è decima con 405,7 milioni, l’Inter è quindicesima con 262,1 milioni e il Napoli occupa la posizione numero diciannove con 200,7 milioni di fatturato. Fra le prime venti squadre per fatturato abbiamo 10 clubs inglesi, 3 spagnoli, 3 italiani, 3 tedeschi e uno francese.

A titolo di paragone nel 2006 la Top 5 era come segue

  • Real Madrid, 275,7 milioni di euro;
  • Manchester United, 246,4 milioni di euro;
  • Milan, 234 milioni di euro;
  • Juventus, 229,4 milioni di euro;
  • Chelsea, 220,8 milioni di euro;

Fra le prime venti squadre per fatturato erano presenti 5 clubs italiani, 3 spagnoli, 8 inglesi, 2 tedeschi. Il denaro, ovviamente, non spiega tutto ma rimane una variabile importante. Ma si sa, siamo in Italia, e al denaro diamo la precedenza al moralismo.

 

—- Corruzzzzione, kasta !1!1!1! —-

La corruzione, si diceva [2]:

Quindi?
«Siamo in mezzo a una corruzione spaventosa. Nei settori giovanili ci sono genitori che pagano per far giocare i figli, come si fa? Ci sono degli istruttori di base che andrebbero arrestati subito: non sanno fare nulla. Ai bambini di 10-12 anni vengono richiesti esercizi per il potenziamento fisico; in campo si parla di tenere la linea, di fare la diagonale, di non tirare in porta. La creatività e la fantasia, così, vengono spianate. Siamo in una situazione drammatica. E’ un’occasione unica per cambiare e per farlo basta mettere le persone giuste al posto giusto. Possibile che conti il risultato nei vivai? Non esiste, tu devi crescere il ragazzo dal punto di vista tecnico, quello che serve per giocare. Non altro. Penso che manchi la strada, la libertà di giocare e di dare spazio alla fantasia. Serve una visione a medio termine, per i prossimi dieci anni».

E i genitori:

Tutti parlano di vivaio.
«Vedo genitori che si arrampicano alla rete. E magari inveiscono contro l’allenatore o l’arbitro. Ci sono attese spasmodiche su ragazzi di 10-12 anni. Magari il genitore spera che il figlio possa rivolvere i problemi della famiglia con il calcio. E così facendo carica il ragazzino di pressioni che non stanno né in cielo né in terra. Devono essere liberi di giocare e di divertirsi. Per me quello che accade oggi in Italia è orribile».

E dopo la pubblicazione a pagamento non poteva mancare il gioco a pagamento [3]:

Insomma, sul ragazzo si poteva – “si doveva”, suggeriva qualcuno – investire. L’investimento però non doveva essere fatto dalla squadra, ma dalla famiglia. “Misero subito le mani avanti, affermando che di giocatori promettenti in giro ce ne sono a migliaia e che solo i più determinati sarebbero andati avanti, anche con il sostegno della famiglia. In pratica mi hanno chiesto di acquistare delle partite, perché loro non avrebbero avuto il tempo e lo spazio necessari per provare mio figlio nelle gare che contano”.

“Io non posso pagare, e non lo farei nemmeno se ne avessi la possibilità: ma subito mi è stata prospettata la soluzione. Avrei dovuto trovare uno sponsor che finanziasse la società e, quindi, sostenesse la presenza di mio figlio durante la stagione”.

L’ultimo tassello e l’italian in fuga: «Dopo il mondiale del Sudafrica dissi testuali parole: “nel 2022 e nel 2026 non ci qualificheremo ai mondiali”… diciamo che ho abbondato di ottimismo haha. La cosa che più mi ha lasciato attonito dopo ieri sera è stato lo stupore della gente. Da 25 anni in Italia , se non sei un lurido raccomandato fai fatica a trovare spazio in una juniores regionale…e la gente si sorprende?! di cosa?! I settori giovanili imbottiti di gente con i genitori che pagano, o meglio corrompono, i club per far giocare i propri figli (spesso negati)» [4]. Abbiamo anche ottenuto un riferimento temporale: dal 1992, 25 anni al momento della scrittura del post in questione.

 

—- L’unica cosa che conta: i risultati —-

Per mettere alla prova la tesi della “corruzzzzione/kasta !!11!” prenderò in esame solo i risultati delle nazionali perché quelli dei clubs sono influenzati dalla presenza dei giocatori stranieri. Si badi bene che questo criterio non avvantaggia affatto i clubs italiani, anzi. Dal 1988 a oggi – quando, grazie a Berlusconi, la Serie A divenne il centro del mondo calcistico europeo – le squadre italiane hanno vinto 7 Champions League, nel 2003 tre semifinaliste su quattro erano italiane e la Juventus ha giocato due finali su quattro negli ultimi quattro anni. E ancor prima, sempre nello stesso periodo le squadre italiane hanno giocato la finale perdendola sette volte portando il bottino a 7 vittorie e 9 secondi posti in 29 edizioni giocate.

Ma limitiamoci, come si è detto, alle Nazionali. Vediamo i piazzamenti dei mondiali di calcio fra il 1990 e il 2018:

 

Tabella 1: risultati nei mondiali di calcio, Nazionale maggiore

1990 1994 1998 2002 2006 2010 2014 2018
Italia 3 2 Quarti Ottavi 1 Primo turno Primo

turno

/
Spagna Ottavi Quarti Primo turno Quarti Ottavi 1 Primo turno Ottavi
Inghilterra 4 / Ottavi Quarti Quarti Ottavi Primo turno 4
Francia / / 1 Primo turno 2 Primo turno Quarti 1
Germania 1 Quarti Quarti 2 3 3 1 Primo turno

Fonte: Wikipedia.

 

Da queste statistiche ricaviamo la maledizione della vittoria: dopo il primo posto si esce al primo turno la volta successiva. Nel complesso l’Italia se la cava molto bene fra il 1990 e il 2010 con un primo posto, un secondo e un terzo in sei edizioni, salvo poi perdere quota negli ultimi anni. La Francia può vantare sugli azzurri una vittoria marginale per aver vinto due volte il mondiale, mentre la Germania è la squadra con il percorso migliore e più stabile. Molto deludente l’Inghilterra, la Spagna può vantare solo l’exploit del 2010. C’è poi il caso dell’Olanda che, dopo il secondo posto del 2010 e il terzo del 2014, ha mancato la qualificazione per il 2018, così come per il 2002. Si vede che gli olandesi sono molto corrotti…

Passiamo agli europei:

 

Tabella 2: risultati negli europei di calcio, Nazionale maggiore

1992 1996 2000 2004 2008 2012 2016
Italia / Primo turno 2 Primo turno Quarti 2 Quarti
Spagna / Quarti Quarti Primo turno 1 1 Ottavi
Inghilterra Primo turno Semifinale Primo turno Quarti / Quarti Ottavi
Francia Primo turno Semifinale 1 Quarti Primo turno Quarti 2
Germania 2 1 Primo turno Primo turno 2 Semifinale Semifinale

Fonte: Wikipedia.

 

In ambito europeo la performance degli Azzurri è più modesta anche se ci si porta a casa due secondi posti. La Spagna si porta a casa due vittorie ma per il resto è molto deludente, la Germania sale sul podio tre volte su sette mente l’Inghilterra si conferma, come al solito, poco competitiva.

Tirando le somme, si può notare come le performance ai mondiali e quelle agli europei non vadano affatto a braccetto. In generale la Germania mostra una performance eccellente fra il 1990 e il 2016, la Spagna ha un solo exploit fra il 2008 e il 2012, la Francia fra il 1998 e il 2006 e una nuova parentesi (forse) nel 2018. L’Italia se la cava abbastanza bene fino al 2010, vero e proprio spartiacque delle fortune del movimento calcistico italiano. L’Inghilterra, invece, combina poco o nulla.

Visto l’arco temporale considerato, dal 1992, focalizziamoci sul settore giovanile anche se, in realtà, chi giocava nelle giovanili negli anni novanta ha poi sollevato la coppa del mondo nel 2006. Non male per essere dei negati e corrotti, non trovate?

 

Tabella 3: risultati negli europei di calcio, Under 21

1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002
Italia Semifinale 1 1 1 / 1 Semifinale
Spagna Quarti / 3 2 1 3 /
Inghilterra / / / / / Primo turno Primo turno
Francia / / Semifinale 3 / / 2
Germania Quarti Quarti / Quarti Quarti / /

Fonte: Wikipedia.

 

Tabella 3: risultati negli europei di calcio, Under 21

2004 2006 2007 2009 2011 2013 2015 2017
Italia 1 Primo turno Primo turno Semifinale / 2 Primo turno Semifinale
Spagna / / / Primo turno 1 1 / 2
Inghilterra / / Semifinale 2 / Primo turno Primo turno Semifinale
Francia / Semifinale / / / / / /
Germania / Primo turno / 1 / Primo turno Semifinale 1

Fonte: Wikipedia.

 

In ambito giovanile l’Italia mostra una schiacciante superiorità tra il 1990 e il 2004, cinque titoli in otto edizioni, salvo poi conseguire un mero secondo posto nei successivi 13 anni. La Spagna a sua volta se la cava molto bene, mentre la Germania non riesce a emulare le imprese della Nazionale maggiore. La Francia combina poco, l’Inghilterra neppure quello.

 

—- It’s the money, stupid!—-

Scendendo di livello, fra il 2002 e il 2018 la Nazionale Under 19 si porta a casa un oro (2003) e tre argenti (2008, 2016 e 2018), la Under 17 due argenti (2013 e 2018) e due bronzi (2005 e 2009). Fra l’altro proprio negli ultimi anni si concentrano i titoli delle due selezioni più giovani pur essendo, si sa, raccomandati e negati.

Non si può che concludere che la tesi “corruzzzione!!1!/kasta” abbia un potere predittivo molto basso se non nullo. Fra il 1990 e il 2006 l’Italia è ai massimi vertici sia nella Nazionale maggiore sia nell’Under e nei successivi quattro anni, pur perdendo quota, continua a difendersi. Il tracollo avviene dopo il 2010, salvo sporadici colpi di coda, che però non coinvolge l’Under 17 e 19. Se le giovanili sono corrotte perché negli ultimi anni sono stati proprio i giovanissimi a portare a casa alcuni titoli?

Ma, soprattutto, non si vede perché questa chiave di lettura non venga applicata anche ai risultati delle altre squadre. Se la crisi del movimento calcistico italiano è dovuta alla “corruzzzzione!1!!”, che cosa si dovrebbe dire del nulla cosmico rappresentato dalla Nazionale inglese o dalla Germania Under 21?

Una risposta più sensata per descrivere la crisi del movimento calcistico italiano sembrerebbe essere quella del vil denaro unito al fatto che gli altri campionati hanno colmato il gap tecnico anche a livello manageriale. Ma anche i livelli parificati di teoria e management non impediscono agli allenatori italiani di vincere ogni dove, da Ancelotti a Conte fino a Ranieri.

Il calcio italiano dominava, allora, quando anche le squadre italiane fatturavano in grande stile e la Serie A era il campionato dove giocavano i campioni grazie agli investimenti dei Berlusconi e dei Moratti. Non a caso la squadra italiana di maggiore successo europeo degli ultimi anni è la Juventus che è anche la squadra che fattura di più. Il denaro, ovviamente, è condizione necessaria ma non sufficiente come la Premier League inglese ben dimostra.

Più in generale, ancora una volta vediamo la tendenza tutta italiana del doppiopesismo: i problemi dell’Italia sono sempre da leggere su chiave umana con relative carenze personali  – corruzione, incapacità – e mai per ragioni sistemiche o economiche. Allo stesso tempo questa chiave di lettura non viene mai applicata ai paesi esteri anche se sono nella stessa situazione (non mi pare che la Spagna goda di ottima salute) o persino peggiore. Senza dimenticare, infine, il negletto peso del caso e della fortuna: può capitare che una generazione sia meno forte di un’altra. E visto i giocatori che avevamo un tempo:

  • 1994: Baresi, Maldini, Costacurta, Baggio, Donadoni;
  • 2002: Buffon, Cannavaro, Del Piero, Totti, Gattuso, Nesta, Inzaghi, Vieri, Toldo;
  • 2006: Pirlo, Toni, Barzagli, De Rossi;

Non mi stupisco affatto che l’attuale generazione sfiguri anche se fino a poco tempo fa avevamo la difesa BBC della Juventus e alcuni giovani promettenti (Balotelli ed El Shaarawi), oltre ad alcuni top players su scala europea (Verratti, Sirigu). E nel frattempo l’Under 17 e 19 promettono bene e fra 5/10 anni potremmo vedere risultati validi.

Morale della storia? Il moralismo è una brutta bestia, fate affidamento sulle statistiche.

 

Approfondimenti:

– I casi ecclatanti: http://www.sportavellino.it/calcio/il-marcio-del-calcio-quando-il-calcio-non-edatoad-un-pallone/?refresh_ce-cp

—————————————————————————————————–

[1] Cfr. https://www2.deloitte.com/uk/en/pages/sports-business-group/articles/deloitte-football-money-league.html

[2] Cfr. http://www.ilcentro.it/sport/no-raccomandazioni-serve-meritocrazia-1.1769703

[3] Cfr. https://www.ilpost.it/2010/10/26/il-calciomercato-dei-ragazzini/

[4] Cfr. www.italiansinfuga.com/2017/11/24/la-crisi-del-calcio-italiano-spiegata-da-chi-vive-allestero/

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Questa voce è stata pubblicata il 4 ottobre 2018 da in Uncategorized con tag , , , , , , .
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