Charly's blog

Cari giornaloni, non preoccupatevi di Giggino, preoccupatevi dei lettori… che non avete più

Nonostante fosse impegnato nell’abolizione della povertà per decreto legge, l’ineffabile Giggino ha dispensato un vaticinio rivolto al mondo della carta stampata [1]:

Ieri, Luigi Di Maio, attraverso una delle solite dirette Facebook senza contraddittorio, si è scagliato contro i giornali che criticano la maggioranza. «Per fortuna – ha detto – ci siamo vaccinati anni fa dalle bufale, dalle fake news dei giornali e si stanno vaccinando anche tanti altri cittadini, tanto è vero che stanno morendo parecchi giornali tra cui quelli del Gruppo L’Espresso che, mi dispiace per i lavoratori, stanno addirittura avviando dei processi di esuberi al loro interno perché nessuno li legge più, perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà».

Non si è fatta attendere la replica del presidente di Gedi, il gruppo editoriale in questione, Marco De Benedetti: «Stia sereno Onorevole, il gruppo Gedi non sta morendo. Grazie alla professionalità dei suoi giornalisti siamo il primo gruppo editoriale del Paese. Grazie agli investimenti fatti siamo leader nel digitale. Soprattutto continueremo a raccontare la verità».

 

—- Il mondo della stampa reagisce… —-

Così come non è mancata la reazione degli altri compagni di merende della carta stampata [2]:

Ezio Mauro‏ @eziomauro

Di Maio, i giornali sono al mondo per raccontare la vostra ascesa, il vostro potere, la vostra caduta: com’è successo sempre

 

Vittorio Feltri‏ @vfeltri

Di Maio auspica la morte dei giornali. Normale. Un ministro del lavoro che non ha mai lavorato non può che odiare ogni mestiere. Tranquillo Gigino ,tu durerai meno di noi e verremo in massa al tuo funerale.

Massimo Giannini @MassimGiannini

Il piccolo Caudillo di Pomigliano @luigidimaio si metta l’anima in pace: i giornali e il giornalismo vivranno, è il populismo digitale che morirà presto.

Paolo Giordano‏ @IlPaoloGiordano

Siate clementi con Di Maio. Quando augura la chiusura a Espresso, Repubblica e Stampa, non capisce di parlare come un dittatore fascista o comunista semplicemente perché non sa neppure che sono esistiti. #Dimaio #Espresso

Luca Telese @lucatelese

Bisogna spiegare a Di Maio che nessun giornale deve “morire”, nemmeno quello che è più distante da lui. #repubblica

mario calabresi‏ @mariocalabresi

Alla fine della giornata resta la domanda: qual è il problema di @luigidimaio ? @repubblica è la testata con più lettori in Italia ma non si è messa ad applaudire sotto il balcone. Se ne faccia una ragione e provi a governare, se ne è capace. Noi siamo solidi e sereni. Buonanotte

Giorgio Mulè‏ @giorgiomule

Quando si ha l’ossessione di punire i giornalisti e chiudere i giornali si è già fascisti. Luigi Di Maio è l’avanguardia di un movimento che fonda sulle purghe la sua azione, violenta finora solo a parole. Guai a sottovalutarlo. Per questo bisogna essere solidali con @repubblica

Augusto Minzolini‏ @AugustoMinzolin

Giggino Di Maio ha augurato la chiusura a La Repubblica, L’Espresso, La Stampa perche propinano fake news. Lo comprendo: ha una crisi di identità visto che è lui stesso una fake news. Motivo per cui io non mi impaurirei. Le minacce di Di Maio sono come le sue promesse: fake news!

Antonio Polito‏ @antoniopolito1

Caro Di Maio, diceva nel ‘700 un padre della Costituzione americana che tra una democrazia senza giornali e una democrazia senza governo avrebbe preferito la seconda. Vuol dire che i giornali esisteranno ancora quando i Cinquestelle non ci saranno più

Claudio Cerasa‏ @claudiocerasa

Nota a margine per chi si scandalizza su Di Maio. Di Maio non è *diventato* così. Di Maio è sempre stato così. Un vaffa è per sempre. Più o meno come un diamante della Tanzania.

Tommaso Labate‏ @Tommasolabate

I giornali sopravviveranno a Di Maio. Come sono sopravvissuti a tutti quelli che prima di Di Maio hanno detto o pensato le cose che dice e pensa Di Maio dei giornali.

Pietro Grasso‏ @PietroGrasso

C’è solo un modo per rispondere alle vergognose parole di Di Maio: andare in edicola e comprare @espressonline @repubblica e @LaStampa. Finché ci saranno dei giornalisti a descrivere la realtà, l’Italia sarà libera, civile e democratica.

E non poteva mancare l’emergenza “libertà stampa”: «”E’ emergenza libertà’ di stampa”, secondo il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna che dopo le parole di ieri del ministro del lavoro e vicepremier Luigi Di Maio contro il Gruppo Gedi, annuncia che ”le relative iniziative da prendere” saranno discusse martedì in una riunione del consiglio in cui si parlerà anche della riforma dell’accesso alla professione» [3].

 

—- … e nell’indifferenza muore —-

Allora, nulla da eccepire sul ruolo teorico della carta stampata in un contesto democratico funzionante. Avevamo visto la cosa non molto tempo fa, d’altronde. Proviamo a vedere la questione dal lato concreto della faccenda sorvolando sull’aspetto retorico e teorico. Guardiamo alle vendite [4]:

 

Tabella n°1: totale copie vendute (pagate)

2000 2005 2010 2015 2018 agosto
Repubblica 566.811 587.274 413.040 248.579

 

176.332

 

Corriere 614.398 618.843 453.384 284.945

 

218.441

 

Sole 24 Ore 398.086 328.793 258.603 129.895

 

65.497

 

Stampa 360.021 303.061 273.030 178.919 129.352

 

Panorama 578.540 494.161 374.132 202.720 86.233

 

Espresso 382.772 378.840 301.978 162.022

 

247.603

 

Fonte: ADS.

 

Tabella n°2: tiratura media

2000 2005 2010 2015 2018 agosto
Repubblica 809.784 790.586 586.643 396.691

 

281.364

 

Corriere 888.695 843.111 630.643 407.057

 

348.867

 

Sole 24 Ore 524.296 426.026 334.413 212.673

 

110.545

 

Stampa 537.906 424.708 389.557 263.216

 

210.086

 

Panorama 748.876 718.018 478.014 288.378

 

156.323

 

Espresso 553.055 562.595 425.617 243.455

 

362.292

 

Fonte: ADS.

 

Solo una domanda: ma per formare l’opinione pubblica si deve essere letti dalla suddetta opinione pubblica? Perché in caso di risposta positiva è evidente che abbiamo un grosso problema: i giornali non sono in crisi perché c’è un complotto pentastellato o perché c’è la censura contro i cani da guardia del potere politico. I giornali sono in crisi perché nessuno li legge più. E a Giggino non posso che reitare il “vile, uccidi un uomo morto”.

Considerato il trend viene da chiedersi se i giornali saranno ancora in circolazione fra 10 anni. Al massimo si può consigliare di seguire le loro ricette economiche: più flessibilità, taglio allo stipendio, stampa furiosa perché l’offerta crea la domanda, internazionalizzazione, innovazione e delocalizzazione. Sarà divertente vedere gli  articoli della cronaca locale scritti da un chatbot supervisionato da un tecnico indiano…

Al netto delle battute chiederei a queste persone, che tutto capiscono, perché non riescono a convincere le persone a spendere poco più di un euro al giorno per leggere le loro elucubrazioni. Ne va, d’altronde, della loro sopravvivenza. I giornali sono usati dai gruppi d’interesse per influenzare e dirigere l’opinione pubblica e se non sono più in grado di farlo per via del calo dei lettori, semplicemente, moriranno lasciando il posto, magari, a qualche influncer web.

Quanto a chi si indigna per la libertà di stampa, amico caro, risparmiati il furore democratico. Se vuoi salvare i giornali devi solo mettere mano al portafogli: se i giornali sono tanto importanti perché non li compri e non li leggi?

—————————————————————————————–

[1] Cfr. http://www.lastampa.it/2018/10/07/italia/di-maio-contro-i-giornali-muoiono-bufera-yp49iV0cI2cuEBM8Btvk5M/pagina.html

[2] Cfr. http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/tweet-parole-maio-feltri-39-39-auspica-morte-184854.htm

[3] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/10/07/di-maio-giornali-non-facciano-vittime-_adaabe1b-4442-4364-9868-0dd79de8395b.html

[4] Cfr. http://www.adsnotizie.it/news.asp?id=24

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Questa voce è stata pubblicata il 8 ottobre 2018 da in politica con tag , , .
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