Charly's blog

Il fascistometro? Dice di più sull’antifascista di carta…

Mi sono dilettato con il fascistometro ideato da Michela Murgia e sono stato categorizzato come segue [1]:

Non male, davvero, se consideriamo che su questi pixels ho difeso a più riprese il suffragio universale, la democrazia rappresentativa e ho deriso apertamente la strategia fascista dell’ultimo conflitto mondiale

 

—- Come funziona il test —-

A prima vista il test sembra essere il classico quizzone della personalità con le opzioni che, per tema trattato, si incrociano e non sono consecutive in modo da ovviare a eventuali risposte sbagliate. Si tratta di una serie di affermazioni su tematiche politiche, sociali ed economiche: a chi lo porta a compimento viene chiesto di selezionare solo quelle con le quali concorda.

I 65 quesiti proposti possono essere suddivisi per tematica o argomento. Partiamo da quello politico versante “voto ai competenti”:

  • Il suffragio universale è sopravvalutato.
  • Il cittadino medio è come un bambino di 12 anni non troppo intelligente.
  • Come può fare il ministro uno che non ha manco il diploma?
  • Sono laureato all’università della vita.
  • Vi ricordo che questa gente vota.

Per poi passare a “la democrazia non funziona”:

  • Basta partiti e partitini.
  • In Italia chiunque può dre No e bloccare un’opera strategica.
  • L’Italia è un paese ingovernabile.
  • Davvero ci serve un altro tavolo di concertazione?
  • I sindacalisti sono dei servi venduti.
  • Rottamiamoli tutti.
  • Destra e sinistra ormai sono uguali.
  • Uno vale uno.
  • I giornalisti sono tutti servi del potere.
  • Ma il parlamento a che serve?
  • Basta con quelli che dicono di NO a tutto.
  • Senza vincolo di mandato i parlamentari cambiano casacca ogni volta che vogliono.
  • Questa è giustizia
  • Ci vorebbe il presidenzialismo.
  • Le indennità dei parlamentari sono un insopportabile privilegio.
  • La prima cosa è diminuire il numero dei parlamentari.

Poi l’immigrazione:

  • Non abbiamo il dovere morale di accoglierli tutti.
  • Lo stupro è più inaccettabile se commesso da chi chiede accoglienza.
  • Prima dovrebbero venire gli italiani.
  • A questi manca la cultura del lavoro.
  • Ci rubano il lavoro.
  • Facile parlare quando hai il culo al caldo e l’attico in centro.
  • Questa non è bontà, è buonismo.
  • Un paese senza confini non è un paese.
  • Sarebbe meglio aiutarli a casa loro.
  • Un paese civile non può dare diritto di voto a gente che fino a ieri stava sugli alberi.
  • Non sono profughi, sono migranti economici.
  • Non ricordo tutta questa solidarietà per i nostri terremotati.
  • È razzismo al contrario.
  • E il radical chic che dà lezioni col Rolex al polso?
  • E i nostri figli laureati costretti a emigrare!
  • Non si fa nulla per il problema delle culle vuote.
  • Nei loro paesi questo a noi non lo lasciano fare.
  • Noi siamo violenti per necessità, loro per cultura.
  • È finita la pacchia.
  • Non rispettano le nostre tradizioni.
  • Quando ti imporranno il burqa non lamentarti.
  • Bisognerebbe sapere quanti sono, censirli.
  • Loro sono i primi che rubano.
  • I nostri nonni emigravano con già un lavoro.
  • Li raderei al suolo e poi spianerei con una ruspa.
  • Se ti piacciono tanto, portateli a casa tua.

I ruoli di genere e la famiglia:

  • I bambini facciano i bambini, le bambine facciano le bambine.
  • E comunque esiste una famiglia naturale.
  • La lobby gay adesso sta esagerando con le pretese.
  • Una donna, per quanto in vista, deve sempre dare luce al suo uomo.
  • Il femminismo ha insegnato alle donne a odiare gli uomini.
  • Le quote rose sono offensive per le donne.
  • L’ideologia gender sta rovinando le famiglie.

Il suprematismo:

  • Abbiamo le nostre radici cristiane da difendere.
  • Ci sarà una ragione se la cultura occidentale è quella che ha plasmato il mondo.

E non potevano mancare i nostalgici:

  • Non ha ucciso nessuno, al massimo mandava la gente in vacanza al confino.
  • Anche i partigiani comunque non erano stinchi di santo.
  • Comunque è vero che ha fatto anche cose buone.

E per finire un generico “essere arrabbiati”:

  • Con la cultura non si mangia.
  • Bisogna capire che la gente è stanca.
  • Se lo stato non mi protegge, devo proteggermi da solo.
  • Penso ai nostri ragazzi delle forze armate.
  • C’erano gli anarcoinsurrezionalisti dei centri sociali.
  • Certo, se vai in giro conciata così un po’ te la cerchi.

Dopo alcune prove è possibile ricavare anche i vari profili disponibili:

0 – 15 punti: aspirante;

16 -25 punti: neofita o proto fascista;

26- 35 punti: iniziato o «non sono fascista ma…»;

36 – 50 punti: militante consapevole;

51 – 65 punti: patriota;

Il test, quindi, è strutturato in modo da dare sempre un esito negativo: se non si è già fascisti si è avviati a diventarlo.

 

—- Il fascistometro? Dice di più sull’antifascista di carta… —-

Le reazioni non sono mancate e in molti hanno rilevato quanto le opzioni proposte non siano attinenti al fascimo storico [2]:

E tutto perché ho spuntato alcune voci che, nella mia ingenuità (altro sintomo, temo, di protofascismo), consideravo ovvie. Per esempio che in Italia ci sono troppi parlamentari: il doppio degli Stati Uniti, cinque volte più popolati di noi. O che la gran parte dei richiedenti asilo sono migranti economici e non rifugiati politici: affermazione non attribuibile al Ku Klux Klan, ma ai report del ministero dell’Interno. Oppure che, nella patria dei Tar, chiunque può bloccare un’opera pubblica con ricorsi infiniti. Non si tratta di opinioni, ma di fatti. A meno che, per meritarsi l’appellativo di fascista, in alcuni casi basti dire la verità.

Ma non mancano i sostenitori [3]:

Il gioco (ma non per questo sciocco), perché di questo si tratta, sta dimostrando quanto le persone oltre che aspiranti fasciste stiano risultando parecchio permalose. Il test accompagna l’uscita del libro “Istruzioni per diventare fascisti” pubblicato da Einaudi.

Il libro ci spiega quanto essere democratici sia una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all’Italia di oggi, sembra che non interessi più a nessuno, tanto meno alla politica.

Michela Murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l’ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. E ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte più nera che alberga in ciascuno di noi.

Per quanto mi riguarda, il test è una palese dimostrazione della scarsa conoscenza dei tratti fondamentali del fascismo e di quanto l’accusa di fascismo sia riservata a coloro che hanno l’ardire di pensarla differentemente. Più che una provocazione,  e meno che mai un invito a fare i conti con la complessità, il test mi pare essere una plastica dimostrazione del perché la sinistra sta scomparendo su scala globale. Su tutta una serie di tematiche politiche, economiche e sociali non è permesso discutere pena l’accusa di fascismo. E questo nonostante le continue repliche negative della realtà nei confronti dell’ideologia.

Senza contare, poi, che le tematiche proposte esulano totalmente dalle battaglie storiche della sinistra sul lavoro e contro il capitalismo. A quanto pare per non essere fascista devi essere a favore dell’immigrazione senza se e senza ma, delle coppie gay, dei partitini e dei vari comitati No questo e No quello. Viene quasi da chidersi perché la sinistra perda un’elezione dopo l’altra… ah già, è perché siamo fascisti.

 

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[1] Cfr. http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/10/29/news/e-tu-quanto-sei-fascista-scoprilo-con-il-fascistometro-di-michela-murgia-1.328144

[2] Cfr. https://www.corriere.it/caffe-gramellini/18_novembre_02/confessioni-un-protofascista-massimo-gramellini-17260fde-de0c-11e8-8216-3f7e282dea98.shtml?refresh_ce-cp

[3] Cfr. https://www.globalist.it/politics/2018/11/02/i-fascisti-non-esistono-ma-tutti-si-offendono-per-il-fascistometro-della-murgia-2033115.html

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Un commento su “Il fascistometro? Dice di più sull’antifascista di carta…

  1. mig
    5 novembre 2018

    citazione:
    una specie dovrebbe capire quando è prossima all’ estinzione.

    magari sperano che la gente possa ritrovare il vecchio feeling quando il corrente governo abbia combinato troppi guai…
    forse…chissà.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 novembre 2018 da in politica con tag , , .
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