Charly's blog

Come un Burioni qualsiasi e la nuova dimensione dell’analfabetismo funzionale: quella uditiva

In passato abbiamo già visto sotto molteplici punti di vista il fenomeno dell’analfabetismo funzionale, a partire delle dimensioni sulle quali si misura il fenomeno:

  • La comprensione di un testo scritto;
  • La comprensione dei numeri (dalle formule alle tabelle con grafici annessi);
  • Occasionalmente si usa anche la comprensione dei fenomeni scientifici (per quanto la cosa non mi veda d’accordo: qui si tratta di conoscenza e non di facoltà cognitive);

A seguito di un recente fatto di cronaca, a quanto pare, dobbiamo aggiungere una quarta dimensione di analfabetismo funzionale: quella uditiva. D’altronde se non si riesce a comprendere un testo scritto perché mai si dovrebbe comprendere un discorso?

 

—- Dario Corallo? Chi era costui? —-

Ma cos’è successo? All’assemblea del PD abbiamo avuto l’intervento di uno sconosciuto, Dario Corallo, che ha avuto l’ardire di citare Roberto Sua Scientificità Burioni. Anzi, di insultarlo! Orrore! Vediamo [1]:

domenica il giovane Corallo, in un intervento che ho ascoltato in gran parte e in cui ha detto cose serie e condivisibili, riferendosi al dottor Roberto Burioni, il medico che ha combattuto con grande coraggio la pericolosa campagna anti-vax, lo ha definito «un Burioni qualsiasi» che bastonava chiunque dissentisse dalle sue posizioni. È una frase maleducata, come volevasi dimostrare. Mi stupisce che Corallo, fra tanti esempi di personaggi contro cui chiamare alla rivolta, abbia scelto proprio un serio professionista che è sceso in campo aperto a difendere una delle conquiste della umanità, i vaccini. Che cosa l’avrà turbato in Burioni? La cultura? Eppure nel suo stesso intervento aveva elogiato la lettura e ricordato come nella sua casa, piena di libri già letti, si fosse formata la sua preparazione culturale. Non è quindi un ragazzo che elogia l’ignoranza. È stato turbato dal merito delle questioni poste dal grande medico? Avrebbe dovuto dirlo apertamente, per lealtà. Oppure è turbato dal fatto che Burioni, di fronte alla campagna più ignorante e devastante che ci sia stata in questi anni in Italia, abbia reagito severamente rivendicando le priorità della scienza rispetto alle credenze, alle false scienze, al sentito dire, alla cultura di Wikipedia?

Solo una domanda: ma nei suoi 12 minuti e 41 secondi di interventi, dove sarebbe mai l’offesa? Ecco il video e come potete vedere lo scandalo avviene al minuto 7 e 15 secondi.

Per vostra pigrizia eccovi la trascrizione: «E noi, invece, a quel 99% l’abbiamo umiliato, come un Burioni qualsiasi, che si diverte a bulleggiare chi invece ha con le proprie parole espresso semplicemente un dubbio».

Nel discorso, al netto di questa frase, non troverete nessun altro riferimento a Burioni, ai vaccini o alla scienza. A parte per chi ha evidenti problemi di comprensione di un discorso di 12 minuti, è evidente che non c’è nessuna offesa ma è una mera constatazione dell’applicazione di un metodo di comunicazione al di fuori del suo utilizzo originale nella polemica con i No Vax. Lo stesso Corallo è dovuto tornare sulla questione [2]:

Se fossi come Burioni ora dovrei dire: “Burioni, sei un analfabeta funzionale che non capisce una frase con un costrutto semplice. Oppure fai finta di non capirla e allora sei in malafede”. Ma non sono come Burioni e allora ci tengo a rispiegare il concetto: in questi anni il PD ha insultato accusando di analfabetismo funzionale tutti coloro che erano contro il PD, un po’ come Burioni ha fatto con i no-vax. Non sono sicuro che insultare sia il modo migliore per fare divulgazione, quanto più credo sia importante cercare di capire cosa veramente l’altro intende con le proprie parole. Questo atteggiamento è ancora più grave se il PD lo fa non su verità scientifiche, ma su posizioni politiche spesso di destra spacciate per verità assolute (tipo deficit o Unione Europea). Così va meglio?

Siamo giusto a un passo dal disegnino. Nel discorso, ovviamente, Corallo aveva toccato tematiche tipicamente di sinistra come la crescita della povertà, i working poor, l’esercito di riserva, la favola della meritocrazia, la dimensione geopolitica. Nessun commento su questi temi da parte della sinistra, mi par di vedere.

 

—- Il ciclo argomentativo della sinistra —-

Avendo osato offendere Sua Scientificità Burioni le parole di Corallo sono state convogliate sulla dimensione divulgativa della scienza e sulla stucchevole questione dei vaccini. Peccato che, ripeto, queste tematiche non siano state minimamente toccate nell’intervento. Visto che la comprensione orale latita, proviamo con un esempio pratico. La ricordate la buffa storiella della criminalità percepita e dei dati statistici? Eccovi un dialogo tipico fra un cittadino e un simil Burioni di sinistra:

Cittadino: «Cavoli, apro le finestre e vedo gli spacciatori sotto casa. O gli ubriachi che pisciano sul muro. Basta!»

Simil Burioni di sinistra: «Capra! Capra! Sei un ignorante che non conosce i dati statistici! Non lo sai che gli omicidi sono in calo? Asino! Somaro! Studia!»

Cittadino: «Eh?»

Simil Burioni di sinistra: «Xenofobo! Fascista! Maschilista! Prrrr!»

Cosa notiamo da questo scambio di battute? Che il simil Burioni di sinistra non conosce la differenza fra scala nazionale ed esperienza locale, né si cura di vedere la differenza fra omocidi e furti a mano armata con spaccio e microcriminalità come il furto delle biciclette o del portafogli sul tram. Ma più ancora quale volete che sia la reazione della persona del dialogo? Come minimo risponde a tono con il conseguente ciclo elettorale della sinistra:

  • Fascisti! Ignoranti! Razzisti!
  • Ehi, domani, si vota! Ci votate?
  • No.
  • Fascisti! Ignoranti! Razzisti!

Ma, poi, a sinistra sono tutti intelligenti per definizione…

Al di fuori del mondo scientifico e nell’agone politico il metodo Burioni – la cui efficacia è tutta da appurare, in realtà – di sbeffeggiare e insultare non funziona in termini di consenso e risulta essere controproducente. Ma, se si segue il dibattito politico o se avete la sfortuna di discutere con un paio di sinistri 100% con Repubblica sotto il braccio, non potrete che notare che la strategia dell’insulto è costante e verte sempre sulle vostre facoltà cognitive. E poco importa dei dati statistici a sostegno delle vostre posizioni o degli esperti che potete citare come, ad esempio, in ambito geopolitico. Quelli che proclamano la necessità dell’esperto sono anche i primi a straparlare di cose che non conoscono dall’alto dei loro pezzi di carta in medicina o ingegneria.

In questo, fra l’altro, possiamo vedere una netta distinzione fra la destra e la sinistra. Se a sinistra insultano gli elettori senza problemi, a destra gli strali sono dedicati ai politici e agli intellettuali. Raramente vengono coinvolte le persone comuni e solo nei casi più disperati come i tizi dei centri sociali.

 

—- La politica non è scientifica —-

Oltre che per motivi di consenso, ragionare alla Burioni in ambito politico è sbagliato per una ragione estremamente profonda. Lasciamo le parole a Corallo: «Non ci rendiamo neanche conto che abbiamo elevato a scienza assoluta quelle che sono scelte politiche, di solito di destra». Si può anche sostenere che la scienza non sia democratica mostrando, in realtà, una certa incomprensione del meccanismo democratico, ma di sicuro la politica non è affatto scientifica. In ambito politico quasi mai esiste una verità oggettiva che può essere imposta agli elettori – che così diventano sudditi: li ricordate i regimi totalitari, vero? – ma la democrazia è un metodo con il quale determinare le politiche all’interno di una comunità. Politiche che, ovviamente, potrebbero non avere nessuna rapporto con il metodo scientifico.

La democrazia, inoltre, presuppone un’uguaglianza fra governati e governanti sia dinnanzi alla legge sia dal punto di vista dei diritti politici siano essi attivi o passivi. Chiunque dotato della cittadinanza può partecipare al processo politico. Il contrasto con le altre forme di governo è palese visto che sia nella monarchia sia nell’arisotocrazia esiste un abisso fra chi governa e chi no. La rappresentanza politica che si viene a formare per via delle dimensioni del paese si attua via multipartitismo. La molteplicità dei partiti serve a rappresentare sia la molteplicità degli attori sociali – classi, associazioni, ceti – sia a mediare posizioni fra loro contrastanti. Adottare sempre una linea politica a favore di una particolare classe o ceto potrebbe logicamente portare alla conflitto con quanti ne risultassero danneggiati. In ambito democratico, quindi, non si parla di verità ma di mediazione fra interessi non necessariamenti concilianti. Sempre ammesso, s’intende, che si voglia evitare la guerra civile. I cantori de “laverascienza” non si avvedono del fatto che le politiche prevedono sempre dei vincitori e dei vinti e che non sempre ci sono delle verità dal punto di vista tecnico: quale sarebbe la verità fra il parlamentarismo e il presidenzialismo? Molte scelte politiche vengono dettate, allora, da posizioni ideologiche o da preferenze personali piuttosto che da una presunta correttezza o verità tecnica.

Quella che viene spacciata come verità, alla fine, è solo una posizione politica che avvantaggia un determinato ceto e una determinata classe a detrimento delle altre. Non paghi, la retorica della vera scienza porta alla deumanizzazione degli avversari politici dato che chi osa dissentire viene etichettato come rassista, fassista o, di recente, comeanalfabeta funzionale lasciando intendere uno stato di minorità morale, intellettuale e antropologico. E mi pare, umilmente, che questo aspetto sia molto più importante che nominare invano il nome di Sua Scientificità Burioni.

 

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[1] Cfr. https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/11/19/dario-corallo-roberto-burioni-sinistra/226582/

[2] Cfr. https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/11/18/dario-corallo-burioni/226577/

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Questa voce è stata pubblicata il 22 novembre 2018 da in politica con tag , , , , , .
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