Charly's blog

Il Salvimaio e il momento Tsipras: tanto il conto arriva dopo…

Neppure tre settimane fa Monti rilasciò un’intervista al Corriere prevedendo l’imminente arrivo del ‘Tsipras moment’ [1]:

In Europa chiamano «Tsipras moment», dal nome del premier greco, la fase in cui un populista accetta di cambiare strada per salvare il proprio Paese. Sta accadendo in Italia?

«Credo di sì. L’impatto con la Commissione e forse la scoperta che fuori dall’Italia non si pensa affatto che dopo le Europee di maggio questa Europa sia morta, avranno contribuito. Certe idee facevano parte della bolla nella quale vivevano nostre forze di governo. Invece hanno visto che una Commissione efficace e la straordinaria unità di tutti gli Stati membri nel sostenerla, quindi hanno capito che bisogna fare qualcosa. Credo che stiamo arrivando allo “Tsipras moment”, ma il “Salvini-Di Maio moment” è più diluito nel tempo. Tsipras cambiò idea in pochi giorni, perché capiva che i greci non volevano uscire dall’euro. In Italia invece Di Maio e Salvini, specialmente il secondo, hanno cercato di eccitare gli animi in chiave antieuropea praticamente dal primo giorno, fino alla settimana scorsa. Ora stiamo arrivando al momento in cui si capisce che la realtà è diversa da come la si immaginava. E che bisogna tenerne conto».

E cosa mi tocca leggere oggi? Il Premier Conte che annuncia un deficit al 2,04%: «Rispettato il mandato dei cittadini, non abbiamo ceduto sui contenuti. Deficit al 2,04%, ma reddito di cittadinanza e quota 100 non si toccano» [2]. Un deficit al 2,04%? Ma non era al 2,4%?

 

—- Il deficit al 2,4%? Non si tocca… o forse si’ —-

In effetti nel corso delle ultime settimane abbiamo avuto dichiarazioni piuttosto contraddittorie in merito. Se Salvini il 21/11/2018 dichiarava che il deficit non era negoziabile [3]:

Il target sul deficit-Pil (per il 2019 stabilito dal NaDef, su cui si basa l’impostazione della manovra M5S-Lega) non è negoziabile“. Lo ha detto a Reuters il vicepremier leghista Matteo Salvini, smentendo le indiscrezioni riportate da La Stampa, secondo cui sarebbe stato disposto a fare concessioni e ad arrivare a un compromesso con Bruxelles.

Giusto una settimana dopo apriva al negoziato [4]:

Il vice premier e leader della Lega Matteo Salvini apre alla possibilità che il governo possa scendere sotto il livello di deficit al 2,4% del Pil previsto per il 2019 e confida che si arriverà a un accordo con Bruxelles sulla legge di Bilancio, per la quale l’Italia rischia una procedura di infrazione.

Parlando nel corso della registrazione della puntata di Porta a Porta, alla domanda se il deficit possa scendere dal 2,4% per diventare 2,2%, il leader leghista risponde: “Mica è scritto nei Comandamenti della Bibbia che bisogna fare il 2,4”.

Anche Luigino, al riguardo, aveva idee chiarissime [5]:

«Credo di parlare a nome di tutto il governo dicendo che smentisco qualsiasi tipo di ripensamento sul 2,4 per cento, perché scendere sotto il 2,4 per cento oggi significa non fare quota 100 per superare la Fornero e non fare il reddito di cittadinanza, non rimborsare i truffati delle banche».

Eppure, alla fine, siamo arrivati al 2,04%, in quello che sembra un numero ideato per ingannare gli elettori per assonanza..

 

—- E la manovra? —-

A un osservatore superficiale la chisura del deficit al 2,04% potrebbe sembrare un buon compromesso tanto lontano dall’imposto 1,6% quanto al voluto 2,4%. Ma così pensando ci si dimentica un banale dettaglio: con il deficit il Salvimaio voleva finanziarsi la manovra. Per essere precisi:

  • Reddito di Cittadinanza;
  • Flat Tax;
  • Controriforma Fornero;

Dato che c’erano già dei fondati dubbi sulla fattibilità della cosa con il 2,4% di deficit con un tasso di crescita previsto al 1,5%, vi lascio immaginare cosa si potrà fare con un deficit al 2,04% e la crescita stimata all’1%. Della spesa per gli investimenti, ovviamente, non c’è traccia.

E giusto per non farsi mancare nulla si dovranno anche trovare i soldi per evitare l’aumento dell’Iva dettato dalle clausole di salvaguardia [6]:

Chiunque siederà a Palazzo Chigi dovrà trovare 12,4 miliardi per evitare che dal 1° gennaio 2019 gli aumenti l’Iva (dal 10 al 12% l’aliquota intermedia e dal 22 al 24,2% quella ordinaria). Senza considerare i 19,1 miliardi che serviranno poi per disinnescare i rincari previsti dal 1° gennaio 2020 (con le aliquote Iva che salirebbero rispettivamente al 13 e al 24,9%).

Morale della favola? A parte per l’aumento dello spread che impatterà sull’attività delle banche, lo scontro frontale con Bruxelles non ha portato al deficit voluto e non ci sarà modo di finanziare le misure simbolo della campagna elettorale. Una strategia più razionale sarebbe stata quella di dilazionare nel corso di una legislatura due misure (prima la Flat Tax sperando in un effetto positivo sul PIL e poi il Reddito di Cittadinanza visti i tempi richiesti per la riforma dei Centri per l’impiego) e di lasciar perdere la controriforma Fornero. Ma se devi rendere conto all’elettorato a cui hai venduto la Luna…

 

—- L’IVA pendente sulle teste degli italiani —-

Dal 2011 a oggi si è sempre trovato un modo di evitare l’aumento dell’Iva, ma potremmo essere giunti al capolinea. Lasciamo la parola a Dombrovskis [7]:

A substantial part of the amount stems from the delayed entry into force of the two main expansionary measures, the citizens income and the rolling back of pension reforms. This means, that when these measures will fully come into force they will result in higher costs for the years to come. In 2020 and 2021, Italy intends to compensate the costs by activating a safeguard clause to increase Value Added Tax. However, we know that in the past, Italy has not activated this type of safeguard. If this would happen again, large resources would need to be found elsewhere. The new measures also contain higher taxes on companies and cuts in planned investment, which are not growth-friendly steps. However, the lower investment spending can be partly offset by a better use of available EU structural funds. Of course, the Commission will continue to monitor the situation, starting with the adoption and the implementation of the agreed measures. In that respect, the government has agreed to an additional safeguard that would freeze €2 billion of planned expenditure in the 2019 budget. This expenditure would then only be implemented if it is confirmed during the year that the planned deficit target is on track.

A quanto pare il reddito di cittadinanza e la controriforma della Fornero verranno pagati da 30 miliardi di aumento dell’IVA. E la manovra in deficit? Scomparsa.

Il twittatore compulsivo Salvini può dichiarare quanto vuole che non intende aumentare l’IVA, ma in assenza di deficit e crescita come intende finanziare due voci di spesa strutturali del genere? Allo stesso tempo per evitare lo scatto delle clausole si dovranno impiegare risorse che potrebbero essere destinate per voci di spesa come gli investimenti e l’istruzione.

La prima manovra del Salvimaio non solo era già priva di logica sulla carta, ma adesso rientra anche nella categoria disastrosa sia per i danni sia per i limiti che impone alle politiche adottabili negli anni a venire. Fra l’altro, anche in caso di caduta dell’Esecutivo, stante l’attuale quadro politico, l’unico nuovo Governo possibile è un plausibile Governo Salvini sostenuto dalla coalizione del centro-destra. E, francamente, non so quanto sia meglio per quanto sia spassoso vedere il Silviosauro elogiato da chi lo ha massacrato, giustamente, per vent’anni.

Nel frattempo, per via della Flat Tax, aspettatevi un’esplosione spettacolare delle partite IVA a discapito del lavoro dipendente. Perché, si sa, il problema dell’Italia non è la dimensione micro delle attovità economiche… Una riduzione delle tasse per le partite IVA aumentando le tasse a tutti gli altri via aumento dell’Iva, s’intende.

 

Approfondimenti:

 


[1] Cfr. https://www.corriere.it/politica/18_novembre_29/monti-la-maggioranza-viveva-un-bolla-ora-arrivato-momento-tsipras-e493c9de-f41e-11e8-b6fd-3556737c89de.shtml

[2] Cfr. https://cronachedi.it/2018/12/19/conte-manovra-pensioni-reddito/

[3] Cfr. http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Italia/Italia/notizia/Manovra_Salvini__target_deficitPil_al_24_non_negoziabil-499341

[4] Cfr. https://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL8N1Y46CB

[5] Cfr. http://m.espresso.repubblica.it/video/palazzo/quando-luigi-di-maio-diceva-smentisco-qualsiasi-ripensamento-sul-2-4-del-deficit/12385/12482

[6] Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-05-09/clausole-salvaguardia-cosa-sono-e-perche-incombono-italiani-2011-113742.shtml?uuid=AESunVlE&refresh_ce=1

[7] Cfr. http://europa.eu/rapid/press-release_SPEECH-18-6886_en.htm

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Questa voce è stata pubblicata il 20 dicembre 2018 da in politica con tag , , , , , , .
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