Charly's blog

L’inglese del Premier Conte è claudicante? Ah. Quindi, di grazia?

Una costante del dibattito politico e culturale italiano è la scarsa dimestichezza con la lingua inglese da parte dei politici nostrani. L’ultimo a essere preso di mira è il Premier Conte [1]:

Il premier Conte litiga con l’inglese (e il web se la ride)

È diventato virale il discorso tenuto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte al World Economic Forum di Davos lo scorso 23 gennaio. Il motivo? L’inglese non proprio impeccabile del premier in carica. Qualcuno ha pensato bene di ritoccare il filmato con dei sottotitoli ad hoc per sottolineare meglio la pronuncia non certo perfetta del presidente del consiglio.“

E per carità di patria è meglio non indagare sulle capacità di Salvini o di Giggino…

 

—- Renzi, Berlusconi e tutti gli altri —-

L’ultimo di una lunga serie, si diceva. Infatti abbiamo avuto, prima di Conte, l’improvvida esibizione di Renzi [2]:

Il web non si placa e continua a creare nuovi video parodia sulla padronanza dell’inglese del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Clip che sottolineano soprattutto la pronuncia “all’italiana” – per lo più maccheronica e a tratti del tutto incomprensibile – dell’inglese “sfoggiato” da Matteo Renzi durante il suo intervento al Digital Venice 2014. Dopo il filmato pubblicato su YouTube “10 minuti di Matteo Renzi che dice Because”, la satira on-line continua a trarre ispirazione dall’ormai famoso discorso del presidente del Consiglio e questa volta carica un video su YouTube, già popolarissimo con oltre 87 mila visualizzazioni, dal titolo “Parla come magni”.

E che dire di Alfano, l’allora Ministro degli esteri [3]?

Proprio ai tempi in cui Alfano era Ministro dell’Interno risale il fatto a cui stiamo facendo riferimento, nello specifico si tratta del 27 agosto 2014, con l’onorevole che giunse in ritardo all’incontro con il Commissario Ue agli Affari Interni Cecilia Malmstrom per parlare di immigrazione. In questa occasione l’attuale Ministro degli Esteri sfoggiò un inglese claudicante, giustificando il suo ritardo causato dal rallentamento nell’atterraggio del suo aereo con l’utilizzo errato della parola “uaind”, fatto che non sfuggì alla svedese Malmstrom che non si astenne dal bacchettarlo per questo.

Ancor prima le luci della ribalta toccarono a La Russa: «Non c’è “pace” per il nostro Ministro Ignazio La Russa; mentre presiedeva un’importantissima conferenza stampa che verteva sulla liberazione della nave Montecristo dai pirati somali, il simpatico ministro italiano ha dimenticato alcune parole chiave del suo discorso in inglese, e così come è successo a tutti durante un’interrogazione in lingua inglese (magari in piedi davanti al proprio professore madrelingua nato ad Oxford), si è letteralmente impappinato» [4].

 

—- Ma come se la cavano con le lingue straniere gli altri politici? —-

E la lista potrebbe andare avanti con Berlusconi o il leggendario video di Rutelli che invitava a visitare Roma (plis, visit uar cauntri). Tutto vero se non fosse che verrebbe da chiedersi come siano messi i detrattori che imperversano sul web. Se consideriamo, infatti, l’English Proficiency Text l’Italia è in 34esima posizione a livello “moderato” [5]. Solo Francia, Bielorussia, Russia, Ucraina e Albania registrano una performance peggiore in Europa.

Tralasciando, per ora, la politica nostrana, come se la cavano i politici degli altri paesi? Non aspettatevi grandi risultati fra i mr. ditini alzati, gli anglosassoni. Né Trump né Obama padroneggiano fluentemente altri idiomi a parte l’inglese, mentre Bush alle prese con lo spagnolo divenne un video virale, non di certo per la sua maestria. A differenza del fratello Jeb che, invece, è fluente. E neppure i coniugi Clinton si difendono bene sotto questo punto di vista e nel caso di Hillary sarebbe da tenere a mente quando prendeva per il culo il povero Silviosauro. Quanto basta per reitare il classico:

Medice, cura te ipsum

Nella vecchia Europa gli inglesi non se la cavano meglio con la May che si esprime solo in inglese e Cameron che conosce un poco di francese. Il solo Blair dovrebbe cavarsela con il francese. La Merkel conosce il russo essendo nata nella Germania Est e l’inglese seppur con un forte accento teutonico (non migliore del mio inglese con accento italiano). Da bravi iberici sia Zapatero sia Rajoy erano monolingue, esattamente come Hollande e Sarkozy. Macron, invece, grazie al suo percorso professionale è fluente nella lingua inglese con il solito accento materno.

E Putin? Bella domanda. A quanto pare conosce il tedesco avendo vissuto nella Germania Est per anni e, logicamente, dovrebbe avere un minimo di conosceza in merito alla lingua del nemico. Anche solo per sapere come pensa… eppure Putin ricorre sempre al russo nelle occasioni pubbliche o diplomatiche. E questo ci porta dritti al prossimo punto.

 

—- La conoscenza di una lingua straniera ha valenza politica, ciccini —-

Perché l’inglese è la lingua franca mondiale? Non manca chi evidenzi la facilità e la versatilità della lingua rispetto ad altri idiomi, ma è un concetto che ha poco senso perché la facilità non è assoluta ma relativa alla propria madrelingua. In quanto italiani per noi è molto più facile da apprendere e capire lo spagnolo anche se, oggetivamente, la grammatica inglese è molto più semplice. Non a caso gli scandinavi sono bravi con l’inglese ma fanno ridere con le lingue latine esattamente come noi apprendiamo rapidamente le altre lingue latine ma abbiamo difficoltà con quelle germaniche o slave.

Di fatto la scelta come lingua franca di un idioma rispetto a un altro è dettata da fattori politici e di potenza: si adotterà la lingua della potenza dominante in un determinato spazio-tempo. Se un tempo era il greco, poi il latino, in età moderna il francese, da un secolo abbiamo il predominio della lingua inglese grazie anche al soft power culturale esercitato da Hollywood e dintorni. E fra i vari punti di inferiorità della Russia e della Cina nei confronti degli USA abbiamo già sottolineato il loro nulla cosmico sotto quest’ultimo aspetto.

Torniamo ora a La Russa e Berlusconi. Zoppicanti con l’inglese si è visto, ma entrambi si sono dimostrati più o meno fluenti con la lingua tedesca e quella francese. Perché, allora, si dovrebbe deridere la mancata conoscenza di una lingua a detrimento della padronanza di un’altra? Specie considerando che nell’ottica europea l’inglese ha completamente perso l’importanza di un tempo per via della Brexit e del ruolo marginale dell’Irlanda (dove l’inglese è stata lingua coloniale). Vista la presenza del francese e dello spagnolo si dovrebbe puntare su queste lingue anche grazie alle dinamiche demografiche sia in Africa sia in Sud America. Senza dimenticare, poi, il tedesco, la lingua più parlata in Europa o il tentato bilinguismo franco-tedesco con il Trattato di Aquisgrana.

Il motivo, quindi, è sempre quello: la subordinazione culturale inculcata da decenni di auto razzismo. Si tratta della curiosa idea che si debba essere come i mitici e leggendari anglosassoni copiandone istituzioni e idee. E pazienza se gli anglosassoni sono i primi a non spiaccicare mezza parola di una lingua straniera che sia una. D’altronde è il cane che si preoccupa di parlare la lingua del padrone e non il contrario.

Più in generale il mondo anglossassone dopo duecento anni di dominio sta perdendo terreno sia sul piano economico, sia su quello culturale. E di conseguenza anche l’inglese perderà progressivamente la sua forza lasciando il posto a un mondo multipolare sia in termini politici sia in termini culturali. E vedere gli europeisti inneggiare all’inglese come lingua degli “Stati Uniti d’Europa!!111!” non può che far ridere…

 

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[1] Cfr. https://www.today.it/video/conte-inglese.html

[2] Cfr. https://www.huffingtonpost.it/2014/07/16/matteo-renzi-video-parodia-inglese_n_5591596.html?utm_hp_ref=it-matteo-renzi-inglese

[3] Cfr. https://it.blastingnews.com/politica/2016/12/alfano-il-video-con-l-inglese-incerto-del-neo-ministro-degli-esteri-001326309.html

[4] Cfr. https://tv.fanpage.it/la-russa-e-la-gaffe-in-inglese-finiro-su-striscia-video/

[5] Cfr. https://www.ef.com/ca/epi/

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Un commento su “L’inglese del Premier Conte è claudicante? Ah. Quindi, di grazia?

  1. am
    7 febbraio 2019

    bella analisi…
    certo un po’ difficile da far capire in US, ma il tempo è sempre galantuomo.

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 5 febbraio 2019 da in politica con tag , , , , , .
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