Charly's blog

Il 2019? Un anno senza PIL…

Ricordate le discussioni sulla Manovra finanziaria e le previsioni di crescita del PIL? Da parte governativa l’ottimismo è d’obbligo [1]:

«Sono molto fiducioso che la crescita della nostra economia potrà essere molto più alta di quanto previsto nella legge di bilancio. Credo che sarà dell’1,2%, 1,5%. Sono fiducioso». Il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, in un’intervista a Bloomberg Tv a Davos ha ribadito la previsione del governo sul Pil 2019 dopo che i principali istituti hanno messo in dubbio la crescita italiana.

Ma i dati statistici, ahinoi, raccontano un’altra storia.

 

—– I dati Istat —-

In effetti è arrivata la recessione [2]:

Sarà anche colpa della guerra commerciale tra Cina e Germania «che ci penalizza nelle esportazioni». E sarà vero che conviene sempre guardare al futuro con ottimismo. Ma alla fine il premier Giuseppe Conte davanti a una non proprio entusiasta platea di industriali milanesi è costretto ad ammettere e ad anticipare quello che oggi l’Istat certificherà: l’Italia sta entrando tecnicamente in recessione. «Probabilmente domattina (oggi, ndr) – dice il premier – potrebbe uscire una nuova rilevazione Istat con una contrazione del Pil nel quarto trimestre». E le facce, in platea, si fanno di marmo anche se subito dopo il primo ministro prova a rilanciare: «Vi invito a considerare che le previsioni sono per il 2018. Dobbiamo guardare al 2019 e dobbiamo guardare con entusiasmo alla crescita economica e siamo fiduciosi che nel 2019 raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo prefissi».

L’Istat riporta che il quarto trimestre dell’anno scorso abbia visto una riduzione del PIL del 0,2%, mentre il terzo aveva già visto un calo dell’0,1% [3]. Portando, quindi, l’Italia in recessione tecnica [4]:

Si parla di recessione tecnica quando il Prodotto interno lordo fa segnare una variazione congiunturale negativa per due trimestri consecutivi. La variazione congiunturale prende a raffronto il trimestre precedente, mentre quella tendenziale, che pure ha un rilievo statisticamente importante per valutare l’andamento economico di un Paese, fa riferimento allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Non che le prospettive per il futuro siano rosee: «Nel quarto trimestre del 2018 l’economia italiana ha segnato una contrazione, che fa seguito a quella, più modesta, registrata nel terzo trimestre. Tale risultato negativo determina un ulteriore abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che scende allo 0,1%, dallo 0,6% del trimestre precedente».

 

 

—- Ma in Europa? —-

Solo a novembre l’Istat aveva un tenore assai differente: «Nel 2018 il prodotto interno lordo (Pil) è previsto crescere dell’1,1% in termini reali, in rallentamento rispetto all’anno precedente (Prospetto 1). La crescita del Pil risulterebbe in lieve accelerazione nel 2019 (+1,3%)» [5]. Le aspettative si sono deteriorate per via della guerra commerciale USA-Cina e delle incertezze geopolitiche, si dirà. Tutto vero, ma non mi sono chiari, allora, questi dati statistici:

Si tratta delle previsioni di crescita del PIL della Commissione Europea per il 2019 [6]. L’Italia è l’unico paese a essere sotto l’1% e si piazza in ultima posizione con un misero 0,2%. A seguire la Germania alle prese con la crisi del suo modello orientato all’export ma, ad ogni modo, sempre in grado di surclassare Roma. Come al solito i paesi dell’Est sono imprendibili: la Romania è al 3,8%, la Polonia è al 3,5% e la Rap. Ceca al 2,9%. Ma persino gli ex compari del PIIGS se la cavano molto meglio: a parte per l’Irlanda il cui valore è come al solito poco indicativo (4,1), la Spagna è al 2,1% e il Portogallo all’1,7%. Persino la Grecia registra un 2,2%.

Per il 2020 l’Italia conferma l’ultima posizione con 0,8% di crescita del PIL, unico paese UE a essere sotto l’1%. Germania e Portogallo presentano un valore doppio, la Grecia quasi triplo. Polonia, Bulgaria e Romania triplo, Malta al 4,6%. E che diceva Giggino? Questo [7]:

“Abbiamo dato un’accelerata al processo del 5G in Italia. Lo Stato ha incassato dalla gara 6,5 miliardi. Io credo che possa esserci un nuovo boom economico come negli anni ’60, all’epoca abbiamo costruito le autostrade e ora la nuova sfida sono le autostrade digitali”: lo ha detto il vicepremier, Luigi Di Maio, nel corso del suo intervento agli Stati generali dell’Ordine dei consulenti del lavoro, svoltosi al Palazzo dei congressi all’Eur.

Non credo di dover aggiungere che in caso di crescita sotto le aspettative tutto il discorso sul decifit sia da rifare e con esso le misure finanziate grazie ai soldi presi in prestito: quota 100 e Reddito di cittadinanza…

 

Approfondimento:

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[1] Cfr. https://www.italiaoggi.it/news/conte-insiste-pil-2019-all-1-5-2330282

[2] Cfr. https://www.lastampa.it/2019/01/31/economia/conte-anticipa-listat-litalia-in-recessione-ma-da-giugno-ripartiremo-con-entusiasmo-bFzH6wddwK8zUVryumKOzH/pagina.html

[3] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/226611

[4] Cfr. https://www.agi.it/economia/recessione_tecnica-4929668/news/2019-01-31/

[5] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/223936

[6] Cfr. https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/economic-performance-and-forecasts/economic-forecasts/winter-2019-economic-forecast-growth-moderates-amid-global-uncertainties_en

[7] Cfr. https://www.lastampa.it/2019/01/11/italia/di-maio-possibile-nuovo-boom-economico-come-negli-anni-YmAPH3q6mey2XhPHrr0j5I/pagina.html

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Questa voce è stata pubblicata il 7 febbraio 2019 da in economia con tag , , , , , .
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