Charly's blog

La guerra del futuro: perché le IA sono così importanti?

Visto il clamore scatenato dalla diffusione delle intelligenze artificiali era ovvio aspettarsi anche sviluppi in senso militare. Vediamo l’opinione di Putin a proposito [1]:

The Russian leader’s most recent speech won’t help to ease those concerns after reiterating that AI offers unprecedented power, including military power, to any government that leads in the field.

Mechanisms of artificial intelligence provide real-time fast decision-making based on the analysis of huge amounts of information, which gives tremendous advantages in quality and effectiveness,” he said. “If someone can provide a monopoly in the field of artificial intelligence, then the consequences are clear to all of us: he will rule the world.”

Immagino sia superfluo aggiungere che anche gli americani e i cinesi condividono quest’idea.

 

—- Storia della guerra: dai muscoli alle macchine… —-

La premessa fondamentale del discorso è quella di non lasciarsi ingannare dal nome. A dispetto de titoli di giornale, infatti, nessuno sta sviluppando una IA che possiamo definire intelligente in senso umano:

  • Autoscoscienza;
  • Emozioni;
  • Consapevolezza del mondo esterno;
  • Abilità di imparare multisettoriale e ripetuta nel tempo;

Quelle che vengono vendute come IA sono, in realtà, tutta una serie di software o algoritmi che sono in grado di effettuare un compito meglio di un essere umano senza, però, avere nessuno degli elementi che noi definiremmo tipici dell’intelligenza. Allo stesso stempo fare qualcosa meglio di un essere umano non è un grande motivo di vanto, ci riesce anche un banalissimo orologio da polso…

Per capire l’impatto sull’arte delle guarra dobbiamo partire da un breve excursus storico. Prendiamo, ad esempio, l’esercito napoleonico che era basato sulla fanteria di linea, l’artiglieria e la cavalleria. I compiti di ricognizione erano affidati alla cavalleria che doveva poi anche portare i dispacci informativi da un’unità all’altra. Il quadro strategico era per forza di cose limitato e confuso, con uno flusso informativo lento e inaffidabile. In poche parole a dominare era la fog of war [2]:

Fog of war a phrase now much used to describe the complexity of military conflicts. Fog of war is often attributed to Clausewitz, but is in fact a paraphrase of what he said: ‘War is the realm of uncertainty; three quarters of the factors on which action in war is based are wrapped in a fog of greater or lesser uncertainty.’

Nel corso del 20° secolo abbiamo assistito a:

  • Un passaggio da una dimensione muscolare a una meccanizzata (veicoli, blindati, corazzati, aerei);
  • Lo sviluppo di nuovi e più potenti mezzi di ricognizione (aerei, satelliti);
  • La nascita delle comunicazioni in tempo reale via radio e poi via internet;

Se negli anni ’60 un generale poteva ricevere le foto di un aereo di ricognizione ore dopo lo scatto della macchina fotografica, ora è possibile vedere le immagini in tempo reale. In effetti fra gli anni ’90 e il decennio scorso la vera superiorità degli americani sui russi e i cinesi non era data tanto dai singoli mezzi, ma dalla capacità di integrare tutte le informazioni raccolte sul campo di battaglia in modo da avere la migliore consapevolezza situazionale possibile.

 

—- … fino alla robotica —-

E il prossimo futuro? Da qui al 2050 alla meccanizzazione dei mezzi si affiancherà la robotica:

  • Dapprima in aria con i droni;
  • Poi sul campo di battaglia con i robot e mezzi corazzati automatizzati;
  • Per ultimo anche la flotta sia tramite i droni sia tramite navi o sottomarini automatizzati;

Anche la fanteria si avvia verso la strada delle meccanizzazione… personale. Gli esoscheletri permettono alle truppe di marciare su distanze maggiori e di portare un maggiore quantitativo di provviste. Da lì è possibile corazzare i fanti rendendoli a prova di armi leggere attualmente in uso, mentre le maggiori capacità fisiche permette l’introduzione di armi da fuoco più potenti ma anche più grandi e pesanti.

Dal 2050 in avanti, allora, è lecito aspettarsi droni capaci di prendere decisioni autonome in aria e al suolo, accompagnati da un quantitavio minore di fanti pesantemente armati e corazzati. A cui aggiungere armi a energia diretta, missili ipersonici con gittata globale e una copertura totale del campo di battaglia da parte di sensori di ogni sorta.

Lo sviluppo della robotica offre grandi vantaggi rispetto agli eserciti tradizionali:

  • I robot e i droni non hanno bisogno di riposo o di nutrirsi e non sono vincolati ai limiti strutturali del corpo umano;
  • Una volta usciti dalle linee di montaggio sono già operativi mentre un aereo pilotato senza pilota è un fermacarte;
  • L’esperienza bellica di un mezzo può essere condivisa con tutti gli altri mezzi non ancora battezzati sul campo di battaglia;
  • Le perdite di robot e droni non comportano l’emotività della perdita di una vita umana.

Anche la raccolta delle informazioni e la ricognizione verranno rivoluzionate dalla robotica. Da una parte i droni si sono già affiancati ai satelliti ma nel futuro droni grandi come un insetto potrebbero infilarsi senza essere notati in ogni possibile anfratto del campo di battaglia. E a tutto si potrebbe aggiungere la smart dust, sensori così piccoli da poter saturare il campo di battaglia.

Le conseguenze sono duplici. La prima più ovvia è quella di coordinare tutti i mezzi sul campo di battaglia in modo da acquisire vantaggi tattici sul nemico. La seconda è quella di gestire una mole di dati gigantesca in modo da fornire una perfetta rappresentazione del campo di battaglia – la posizione del nemico, la posizione di truppe amiche, le linee di rifornimento – non solo per il centro di comando ma anche per i droni, i robot e le truppe umane. È facile, infatti, integrare un visore con la realtà aumentata nell’esoscheletro di un soldato in modo da sapere in tempo reale dove si trova il nemico e dove si trova il supporto amico.

Tutte queste attività, ovviamente, sopravanzano le capacità umane e potranno essere portate a termine solo dai sistemi informatici. Da qui l’enfasi posta da Putin sull’argomento… con il paradossocale effetto che le truppe speciali del futuro potrebbero essere composte da nerd in sovrappeso con occhiali spessi 20 cm e non da nerboruti membri dei Rangers o delle SAS.

 

—- E il Paradosso di Skynet? —-

I militari hanno un detto che recita che i piani strategici sono sempre perfetti finché non si arriva al momento del dunque sul campo di battaglia. L’idea di integrare ogni singolo mezzo è una gran bella cosa ma una simile interdipendenza presta il fianco alle contromisure elettroniche volte a disgregare le comunicazioni. Rendere comunque autonomi i mezzi non risolve il problema visto il principio della “tecnologia scaccia tecnologia” che avevamo visto nel paradosso di Skynet [3]:

Boeing has announced that it successfully tested an electromagnetic pulse missile capable of disabling electronics without affecting structures. The Counter-electronics High-powered Advanced Missile Project (CHAMP) was tested by a Boeing Phantom Works/U.S. Air Force Research Laboratory Directed Energy Directorate team on October 16 at the Utah Test and Training Range.

Firing high-power microwave bursts at a multi-story structure containing electronic systems and devices, the drone-like weapon irreparably disabled the computers and electronics within seven targets in a one-hour period. The cameras recording the operation were also disabled.

Un impulso elettromagnetico sarebbe una risposta plausibile per distruggere un esercito robotizzato e la sua catena di comando cibernetica.

Tanto disturbo per nulla, quindi? Non proprio perché si potrebbe ipotizzare un superamento dell’architettura informatica basata sul microchip per approdare a una… basata sui neuroni. Invece di utilizzare computer al silicio si potrebbero far crescere in laboratorio dei “cervelli” ad hoc per poi adoperarli come pc biologici. Ma qui sì che sconfiniamo nella fantascienza… per ora.

 

Approfondimenti:

 


[1] Cfr. https://www.artificialintelligence-news.com/2019/05/31/putin-russia-national-ai-strategy-priorities/

[2] Cfr. https://www.encyclopedia.com/humanities/dictionaries-thesauruses-pictures-and-press-releases/fog-war

[3] Cfr. http://mil-embedded.com/news/raytheon-emp-missile-tested-by-boeing-usaf-research-lab/

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16 giugno 2019 da in scienza con tag , , , , .
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