Charly's blog

La disoccupazione sotto la soglia del 10%? Era ora…

Escono i dati dell’Istat relativi all’andamento occupazionale e il Governo non cela la sua soddisfazione [1]:

«Le notizie che leggiamo questa mattina ci dicono che quella di oggi è davvero una bella giornata. Dopo esser stato attaccato per mesi dai partiti d’opposizione (e dai loro media di riferimento) che me ne hanno dette di tutti i colori, ridicolizzando il decreto dignità (dicevano che non sarebbe servito a nulla!), ancora una volta sono felice di smentire questi chiacchieroni con i fatti» scrive a commento in un post il vicepremier Luigi Di Maio. Raggiante pure Matteo Salvini. «Disoccupazione sotto il 10% per la prima volta dopo anni, lavoratori italiani in crescita e ai massimi storici dal 1977. Avanti così, tagliare le tasse a imprenditori, lavoratori e famiglie è un dovere morale».

Prima di procedere con l’analisi è bene ricordare che:

  • Un singolo dato non è sufficiente e deve essere valutato in rapporto al lungo periodo;
  • L’occupazione dipende più dalla congiuntura che dall’attività legislativa, nel bene e nel male;

Invece di tifare come se fossimo in curva, proviamo a dare unàocchiata ai dati statistici.

 

—- I dati dell’Istat —-

In effetti il report dell’Istat presenta uno scenario positivo dopo anni di cattive notizie [2]:

A maggio l’occupazione è in crescita dopo la sostanziale stabilità del mese precedente; tale aumento porta la stima degli occupati oltre i livelli massimi storici, sia in termini assoluti sia come incidenza sulla popolazione. La crescita occupazionale riguarda in particolare gli uomini e si distribuisce tra dipendenti permanenti, a termine e indipendenti. I dipendenti superano per la prima volta il livello di 18 milioni di unità. Alla crescita degli occupati a maggio, si accompagna un calo dei disoccupati e la sostanziale stabilità degli inattivi.

Su base mensile, a maggio 2019 la stima degli occupati risulta in crescita rispetto al mese precedente (+0,3%, pari a +67 mila) e anche il tasso di occupazione sale al 59,0% (+0,1%). Allo stesso tempo le persone in cerca di occupazione sono in calo (-1,9%, pari a -51 mila) e il tasso di disoccupazione cala al 9,9% (-0,2 punti percentuali).

Su base trimestrale, nel periodo marzo-maggio 2019 l’occupazione registra una crescita rilevante rispetto ai tre mesi precedenti (+0,5%, pari a +125 mila) a cui aggiungere un ampio calo delle persone in cerca di occupazione (-3,7%, pari a -100 mila) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, -37 mila).

Su base annua l’occupazione risulta in crescita (+0,4%, pari a +92 mila unità) e sul piano contrattuale la crescita nell’anno si distribuisce tra dipendenti permanenti (+63 mila), a termine (+18 mila) e indipendenti (+12 mila). In questo lasso di tempo la crescita degli occupati si accompagna a un notevole calo dei disoccupati (-6,9%, pari a -192 mila unità) e a una sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni.

 

—- Un paio di criticità —-

Non mancano, però, alcune note stonate. Partiamo dal trend degli ultimi anni in termini di occupati:

Occupati

Notate qualcosa? Il trend è positivo ma dalla metà del 2018 si è sostanzialmente bloccato per poi ripartire nell’ultimo trimestre. Anche per il tasso di disoccupazione si può dire la stessa cosa:

Tasso disoccupazione

Sul piano demografico si deve notare che nella classe d’età 15-24 anni l’occupazione non aumenta e il calo dei disoccupati è dovuto all’aumento degli inattivi.

Classi età

La classe d’età 35-49 perde degli occupati mentre a presentare i numeri migliori è la classe over 50. Quest’ultimo fenomeno non è dettato da ragioni lavorative – maggiore richiesta degli over 50 – ma dall’andamento demografico e allle varie riforme previdenziali che hanno aumentato il numero di over 50 al lavoro.

Piramide popolazione italiana

Il che non toglie che per mere ragioni numeriche i disoccupati over 50 siano più numerosi dei 15-24enni.

 

—- E i contratti? —-

Sul piano contrattuale la crescita influenza tutte le tipologie contrattuali:

Nell’ultimo mese la crescita degli occupati coinvolge tutte le posizioni professionali, i dipendenti permanenti (+0,2% pari a +27 mila), quelli a termine (+0,4% pari a +13 mila) e gli indipendenti (+0,5% pari a +28 mila). Anche nei dodici mesi crescono i dipendenti permanenti (+0,4%, +63 mila), i lavoratori a termine (+0,6%, pari a +18 mila unità) e gli indipendenti (+0,2%, +12 mila).

Con i contratti permanenti che presentano un maggiore aumento rispetto a quelli a tempo determinato:

Contratti

Se vi chiedete quale sia l’effetto del Decreto Dignità sul mercato del lavoro, è sufficiente leggere l’analisi effettuata da Assolavoro (l’Associazione di Categoria delle Agenzie per il lavoro) [3]. Se consideriamo l’andamento dei contratti nei dieci mesi successivi all’approvazione del decreto, i dati mostrano una polarizzazione del mercato del lavoro:

  • Da una parte rispetto a prima sono aumentati i contratti a tempo indeterminato (+11,8%) e apprendistato (+4,9%);
  • Dall’altra sono calate le assunzioni a termine (-4,2%), in somministrazione (-26,2%) e quelle stagionali (-2%);
  • Aumentano, però, le assunzioni con contratto intermittente (+5,5%) e soprattutto le prestazioni occasionali (+39,8%)

A cui aggiungere l’aumento delle Partite IVA. Che ne possiamo dedurre? Usando l’orrendo gergo del mondo HR, l’impressione è che le imprese si siano finalmente decise a confermare determinati profili “skillati” mentre i profili non “skillati” – ma comunque indispensabili – sono finiti sotto forme contrattuali ancora più precarie. La salvezza per i primi, l’annegamento per i secondi.

Nel complesso i dati sono positivi rispetto agli anni precedenti ma rimangono negativi rispetto ad altri paesi europei per numero di occupati e un numero di disoccupati. Anche il Decreto Dignità, probabilmente, è da sottoporre a un tagliando vista la situazione che si è venuta a creare con i non “skillati”.

 

Approfondimenti:

 


[1] Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/istat-99percento-disoccupazione-maggio-mai-cosi-giu-2012-ACucSoV

[2] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/231836

[3] Cfr. http://www.assolavoro.eu/

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 4 luglio 2019 da in economia con tag , , , , , .
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