Charly's blog

Anno 2030: l’Italia e il “Warszawa Shock”

Un aspetto curioso della mentalità dei polacchi è che non amano sentirsi dire di essere un paese dell’Est Europa: loro si considerano come un paese dell’Europa centrale. La cosa ci suona strana perché la nostra concezione del continente è stata forgiata da due eventi storici:

  • I due conflitti mondiali con il suo punto di vista germanocentrico: il fronte occidentale era tale perché a occidente della Germania, quello orientale perché a oriente;
  • La Guerra Fredda con la divisione nei due blocchi occidentali e orientali;

Sia come sia, il fastidio polacco di essere etichettati come Europa orientale è primariamente dovuto al fatto che all’Est viene associato il sottosviluppo economico, l’impotenza geopolitica e l’arretratezza tecnologica. E queste considerazioni ci portano all’anno 2030.

 

—- La ricchezza è relativa …. —–

Figli del nostro tempo, per noi l’Est Europa è una terra povera, post sovietica, tradizionalista. Al massimo si poteva favoleggiare sulla bellezza delle donne locali e ignorarne bellamente la storia e la cultura con poche eccezioni (Kafka, per dirne una). Ma negli ultimi è sucesso una cosa piuttosto banale: l’economia. Se all’inizio del nuovo millennio l’economia italiana sembrava in panne, dalla seconda metà del decennio ci si cominciò a chiedere se l’economia tricolore non fosse, in realtà, in declino. Domanda che ebbe la sua risposta nel decennio successivo che ci apprestiamo a chiudere: siamo in declino economico sotto tutti i punti di vista (PIL, occupazione, disoccupazione, posizione nella catena del valore). Nel mentre nell’Europa dell’Est accadeva questo:

PIL Polonia e Cechia

E questo:

Pil Ungheria Slovacchia

Forse è arrivato il tempo di dare ragione ai polacchi quando sostengono di essere l’Europa centrale…

Poland GDP

 

—- The Warszawa Shock —–

Essendo la ricchezza una dimensione relativa, l’ascesa economica di Varsavia e dintorni porta a una triste realtà [1]:

Italy will soon be poorer than Central Europe

In Poland, the GDP per capita expressed in purchasing power is expected to reach less than 32 thousand USD at the end of 2018 (IMF data). This is still almost 8 thousand less than in Italy. However, the difference in the case of Slovenia, the Czech Republic or Slovakia is much smaller and ranges from 2 to 5 thousand USD.

According to the latest World Economic Outlook prepared by the Fund in October this year, both the Czech Republic and Slovenia will already outperform Italy in 2022. A year later, Slovakia will do it as well. The IMF has no forecasts beyond 2023, but given the trend, Poland will overtake Italy in the next few years.

Moreover, the average GDP expressed in purchasing power parity for Poland is probably higher than for about 30 million Italians. Excluding the north-west of the country (mainly Lombardy and Piedmont) and the northeast (mainly Veneto), the GDP of the rest of the country is about 78% of the average. As a result, south of Bologna, the average GDP per capita of Italy does not exceed the average level for the whole of Poland, i.e. 32 thousand USD.

Se aggiungiamo al tutto le dinamiche geopolitiche che vedono l’Europa centrale

  • Beneficiare della kerneuropa tedesca come parte della catena del valore;
  • Essere il pivot americano per il contenimento della Germania e della Russia;
  • Essere terra di transito per la nuova Via della Seta cinese;

Non è difficile immaginare il prossimo futuro anche considerando che l’Italia è la nuova frontiera verso caoslandia, l’Africa e il Medio Oriente. Sarà divertente notare le facce degli italiani quando realizzeranno di essere stati superati dai polacchi per ricchezza pro capite e qualità del lavoro: d’altronde non tutti vogliono fare i bagnini e i pizzaioli per qualche facoltoso turista orientale. Nel frattempo polacchi e compagni avranno cominciato a confrontarsi con la Germania…

 

—- Il passato non conta! —-

Uno degli aspetti più irritanti della mentalità italiana è l’ottusa venerazione per il passato, sia esso Roma antica o il Rinascimento, unito al predominio dell’ideologia umanista. Peccato che la fu urbe caput mundi sia invasa non più dai barbari ma dalla spazzatura [2]:

La crisi dei rifiuti a Roma, con cassonetti che traboccano di immondizia in tutta la città e le strade sempre più sporche, potrebbe portare alla chiusura delle scuole. I presidi di Roma riuniti nell’Anp hanno scritto alla sindaca che, a causa dei troppi rifiuti, dei topi e del rischio di emergenza sanitaria, in assenza di un’efficace raccolta, lunedì le scuole rimarranno chiuse.

E che Venezia, ben lungi dall’essere una potenza commerciale, è solo una Disneyland presa d’assalto dai turisti. L’unico fattore che tiene in piedi il paese è l’industria concentrata in gran parte nel Nord-Est, ultimo residuo del processo di deindustrializzazione del paese. Ma il futuro, come negli ultimi 200 anni, sarà determinato da tre fattori:

  • Peso tecnologico;
  • Peso economico;
  • Peso culturale;

E mi chiedo quanto tempo ci vorrà prima di cominciare a vedere film polacchi, leggere libri cechi e comprare cose made in Slovakia… E sapete quanto conteranno i 3.000 anni di storia in tutto questo? Nulla.

 

Approfondimenti:

 


[1] Cfr. https://conotoxia.com/about-us/press-centre/press-release/could-italy-be-poorer-than-poland-in-just-a-few-years

[2] Cfr. https://www.huffingtonpost.it/2019/01/05/roma-sommersa-dai-rifiuti-virginia-raggi-porta-il-caso-in-procura_a_23634153/

Un commento su “Anno 2030: l’Italia e il “Warszawa Shock”

  1. am
    9 luglio 2019

    se lo dici te…

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 8 luglio 2019 da in geopolitica con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: