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Fenomenologia del politicamente corretto, una minaccia per la democrazia

Sapete chi è August Ames? È una pornostar di origine canadese che ha avuto la pessima idea di postare questo tweet qui:

August Ames tweet

All’epoca del misfatto aveva 23 anni. Scrivo all’epoca perché solo due giorni dopo la pubblicazione del tweet la Ames è stata trovata morta, suicida.

 

—- Fenomenologia di un tweet —-

Analizziamo logicamente l’affermazione della Ames. Ci sono tre possibili scenari:

  • La Ames aveva ragione e le possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili con un attore dedito al porno gay, senza controlli, c’è come appurato da dati statistici/report/ricerche a sostegno della sua tesi;
  • La Ames aveva torto e non ci sono dati statistici/report/ricerche a sostegno della sua posizione;
  • La tesi della Ames non era né provata né smentita da dati/ricerche/report. In compenso aveva tutto il diritto di avere rapporti sessuali o meno con persone a sua totale e assoluta discrezione;

Ed è facile notare che le parole della Ames non erano dettate dalla cattiveria ma da una genuina preoccupazine per le colleghe. La reazione degli utenti di Twitter, invece, ha assunto tutt’altro tono con insulti, minacce di morte e inviti al suicidio.

Jaxton Wheeler August Ames

La Ames, in teoria, aveva tutto quello che si poteva chiedere dalla vita: nata in Canada, uno dei paesi più ricchi del mondo, giovane,  di rara bellezza. In realtà, leggendo la sua biografia, si possono scoprire una violenza subita da bambina, problemi psichici, abusi di sostanze, forse tentativi di suicidi precedenti. In poche parole era una giovane donna terribilmente fragile con il costante rischio di andare in mille frantumi al minimo urto. E nessuno su Twitter ha minimamente pensato che dietro allo schermo c’era una persona con una storia tragica alle spalle.

 

—- Cyber nullismo? No, politicamente corretto —-

Il caso Ames è stato rapidamente derubricato come un fenomeno di cyber bullismo [1]:

Il cyber bullismo è la manifestazione in Rete di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo. Quest’ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici (sms, mms, foto, video, email, chatt rooms, istant messaging, siti web, telefonate), il cui obiettivo e quello di provocare danni ad un coetaneo incapace di difendersi.

Ma si tratta di una visione miope che non tiene conto dei tratti salienti del linciaggio di cui la Ames è stata vittima. Voi cosa sapete del politicamente corretto? Ecco la definizione da manuale [2]:

L’espressione politicamente corretto è un ➔calco dalla locuzione angloamericana politically correct, con cui ci si riferiva in origine al movimento politico statunitense che rivendicava il riconoscimento delle minoranze etniche, di genere ecc. e una maggiore giustizia sociale, anche attraverso un uso più rispettoso del linguaggio.

Una simile definizione poteva andar bene agli inizi, forse, ma oggi la situazione è radicalmente cambiata. Spesso percepito come una forma di censura e di moralismo linguistico, in realtà il politicamente corretto presenta i connotati di un’ideologia i cui tratti principali sono:

  • visione manichea: buoni vs cattivi, colti vs ignoranti, democratici vs fazzzisti;
  • deligittimazione e demonizzazione degli avversari politici;
  • culto della vergogna e dell’indignazione basato su presunte verità autoevidenti la cui trasgressione denota ignoranza/analfabetismo funzionale/malvagità;
  • dimensione morale – e non razionale – come strumento di censura;
  • assenza delle argomentazioni a sostegno della propria tesi;
  • narcisismo: i sostenitori del politicamente corretto sono i buoni, i colti che però necessitano costantemente dell’appoggio del branco;

Sono questi gli elementi che differenziano i pontefici del politicamente corretto dai semplici haters o indignati vari. A loro manca la missione divina da portare a termine, l’afflato educativo, la visione del mondo in bianco e nero.

Anche i pontefici del politicamente corretto, ovviamente, non argomentano, non discutono, non riconoscono la dignità ai propri interlocutori. Ma insultano, deridono, minacciano chi osa trasgredire i loro santi dogmi quali che siano le ragioni o le motivazioni dei trasgressori, persino se questi ultimi hanno ragione e loro torto. Fino a quando non si osa più sostenere posizioni o tesi contrarie alla vulgata non tanto per paura della censura ma per il senso di vergogna che è stato inoculato a forza, anche se quella particolare posizione è corretta e motivata. Il trionfo finale dell’imposizione di una falsa coscienza nei ceti/classi dominati avrebbe detto Marx.

Nel caso della Ames abbiamo tutti questi fattori: una manica di fanatici convinti di essere i paladini del bene che insultavano e minacciavano una povera donna di essere omofobica – benché avesse girato scene con altre donne – senza argomentazioni o logica.

 

—- La democrazia e il dissenso —-

I casi nella politica italiana sui quali il politicamente corretto imperversa abbondano ed è facile ricevere l’accusa di essere razzisti se si tocca la tematica dell’immigrazione, di essere fascisti se non si vota come si dovrebbe votare, nazzzionalisti se ci si limita a ripetere quanto scrivono i manuali di geopolitica. E a discriminare un intero settore della politica come qui ben illustra Corrado Augias [3]:

Essere di destra è facile. Perché essere di destra vuol dire andare incontro a quelle che sono le spinte instintive, che quasi tutti, che tutti hanno. E che vengono invece moderate e indirizzate magari meglio, dal ragionamento, dalla conoscenza degli argomenti , da un senso nobile di altruismo, da tante cose. Essere di sinistra è più difficile. Quello di sinistra gioca su un terreno dove la conoscenza degli argomenti è fondamentale. Quello di destra dice, a me gli immigrati mi fanno schifo. Fine, fine del discorso, la cosa finisce lì.

Demonizzi e deumanizzi – spinte instintive, egoismo, ignoranza, manca solo il classico dell’analfabetismo funzionale – l’avversario del pubblico? Applausi del pubblico. Ma se le posizioni dell’avversario politico sono dettate da ignoranza e dall’egoismo, allora, il discorso politico si riduce a una parte che educa l’altra, ignorandone le istanze politiche e censurandone il comportamento. E se l’altra parte non vuole ascoltare? Si può sempre passare tramite leggi liberticide in attesa di fare ricorso alla violenza vera e propria.

Violenza Lega

In nome della democrazia, s’intende. Peccato solo che il pluralismo partitico nasca dall’idea che i vari partiti rappresentino le istanze presenti nella società, gli interessi magari contrapposti di classe/ceto da mediare in Parlamento. Ma se si parte dal presupposto che una forza politica detiene il monopolio della verità si finirà a non riconoscere le istanze politiche di altri ceti/classi, gruppi d’interesse. Anzi, non si comprende neppure perché si debba votare e abbiamo già avuto modo di analizzare le richieste di limitazione del suffragio universale… da parte dei sinceri democratici.

Se si ignorano le istanze politiche diverse dalla propria, che succede alla fine? Che quelle istanze nascono da problemi che non vengono riconosciuti come tali – la presunta percezione della criminalitàfino a quando le dure repliche della realtà impongono agli elettori un drastico cambio di passo. Avete notato, vero, che i partiti socialisti sono al collasso elettorale in tutta Europa, vero? Tragico epilogo di chi si crede più intelligente degli altri, quello di estinguersi a causa della propria stupidità.

 

P.S. Essendo una falsa coscienza, il politicamente corretto serve come strumento di dominio ideologico del ceto/classe dominante.

 


[1] Cfr. https://www.miur.gov.it/bullismo-e-cyberbullismo

[2] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/politicamente-corretto_%28La-grammatica-italiana%29/

[3] Cfr. https://www.la7.it/dimartedi/video/corrado-augias-a-bersani-essere-di-destra-e-facile-vuol-dire-andare-incontro-agli-istinti-19-11-2019-294140

Un commento su “Fenomenologia del politicamente corretto, una minaccia per la democrazia

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Questa voce è stata pubblicata il 27 novembre 2019 da in politica con tag , , , .
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