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Coronavirus: ma è davvero così irrazionale fare la scorta di beni di prima necessità?

Fra le più ovvie conseguenze delle catastrofi più o meno naturali troviamo l’assalto ai supermercati per fare incetta dei beni di prima necessità [1]:

Coronavirus supermercati

La cosa, ovviamente, ha scatenato la reazione di quelli intelligenti perché il rifornimento alimentare non è a rischio… al momento. Vorrei, però, invitarvi alla cautela quando si tratta di fare gli sgargianti che il karma è sempre in agguato [2]:

Coronavirus Zingaretti

Siete ancora impegnati a scrivere #milanononsiferma e ad abbracciare cinesi che non siete rasssisti? Ops.

 

—- Coronavirus: due dati —-

Per quanto i riguarda i dati relativi al Coronavirus possiamo rifarci alla Protezione Civile [3]:

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 10.590 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 12.462 i casi totali.

Sono 1045 le persone guarite. I deceduti sono 827, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Non è raro imbattersi in posizioni scettiche sul rischio pandemia per via del relativo basso tasso di mortalità del virus e dell’identikit dei morti: anziani e con patologie pregresse. In effetti, quello non è il problema, i problemi sono:

  • La rapidità e la facilità del contagio dovuta anche dalla diffusione da parte di contagiati inconsapevoli in quanto asintomatici;
  • la necessità di un pesante supporto medico per una parte dei malati;

Ricordiamo che il virus attacca le vie respiratorie e nei casi più gravi è necessario il supporto delle macchine per garantire la respirazione dei pazienti. E senza respirare, per la cronaca, non si vive. La percentuale dei pazienti in terapia intensiva è intorno al 10% e i ventilatori per respirare, a quanto pare, si contano nell’ordine di qualche migliaio.

Così come risulta infondata l’idea che sia la malattia degli anziani, altrimenti all’INPS stapperebbero le bottiglie dello champagne. Se è pure vero che gli over 70 pagano il pedaggio maggiore, esser giovani non garantisce né l’immortalità né l’invulnerabilità [4]:

Coronavirus classi età

E con questi dati possiamo cominciare a fare due calcoli.

 

—- Coronavirus: uno scenario —-

Prendiamo due dati, il tasso di mortalità al 3,4% e la percentuale di persone che presentano la necessità della terapia intensiva. Se dovessimo arrivare a 100mila contagiati, allora, ci ritroveremmo con 3,4mila deceduti e 10mila persone da mettere in terapia intensiva. Peccato che, come abbiamo detto, non ci sono abbastanza posti e senza supporto anche queste persone moriranno. Se i contagiati dovessero arrivare al milione, allora, avremmo più di 100mila morti. Provare a fare due conti con 10 milioni di contagiati o, addirittura, il 60% della popolazione residente [5]:

Stampa 60 per cento

In Italia abbiamo 60 milioni di persone e il 60% dei contagiati sarebbe 36 milioni: in pratica avremmo bisogno di 3,6 milioni di posti in terapia intensiva…

Per dare un senso a questi numeri, ricordo che nei due conflitti mondiali i morti fra civili e militari superano il milione ma nell’arco di trent’anni [5] [6]. Qui stiamo parlando di milioni di persone nell’arco di tre mesi!

Il bello di un scenario del genere è che i numeri sono al ribasso. Se gli ospedali collassano non potranno essere trattati i malati del Coronavirus né tantomeno quelli di altre patologie. In uno scenario del genere, poi, è lecito ipotizzare il venir meno delle forze dell’ordine dato che una divisa non ti rende a prova di virus. Si dovrebbe mobilitare l’esercito che è sì addestrato (vagamente, almeno) a uno scenario di guerra batteriologica ma:

  • il controllo di un territorio prevede un rapporto abitanti/forze di occupazione pari a 30:1. Nel caso dei 60 milioni di residenti in Italia servirebbero 2 milioni di soldati sul campo (a cui aggiungere quelli di supporto: logistica, medici, cuochi, tecnici);
  • le forze armate italiane (e quelle europee in generale) sono sotto organico per decenni di incuria e solo una parte sono soldati schierabili nelle strade. Non ci mandi i tecnici delle navi o degli aerei, per dire…

Uno scenario con milioni di morti vedrebbe inevitabilmente l’istaurarsi della legge marziale ma sarebbe solo un posticipare l’inevitabile. Il collasso dell’autorità statale e l’impossibilità dell’esercito di controllare il territorio finirebbe anche nel tagliare le vie di rifornimento sia per i beni di prima necessità sia per i beni necessari alle attività economiche. E ricordiamo che l’Italia è un paese montuoso, sovrappopolato e con un’agricoltura di tipo meccanizzato che richiede risorse naturali non presenti in loco (carburante) per andare avanti. Neppure la Pianura Padania potrebbe reggere in uno scenario del genere, pensate a quello che potrebbe succedere sugli Appennini.

Se al tutto aggiungiamo la mentalità sociopatica dell’italiano medio che non riesce a seguire una regola che sia una, una situazione pregressa già disastrata (economia, sanità), un Governo debole, i divari regionali (immaginate cosa potrebbe succedere a Roma o in Sicilia)…

 

—- Razionalità… della sopravvivenza —-

Quello fin qui delineato è lo scenario peggiore e, francamente, non credo si arriverà a tanto. Ma per i fini di questo post non è necessario arrivare a una ecatombe, bastano anche un milione di contagi e la rottura parziale e temporanea delle catene di rifornimento.

Il che ci porta a una questione fondamentale per i nostri fini: quando parliamo di razionalità, voi cosa intendete? Probabilmente qualche scemenza ricordata dalle ore di lezione di filosofia per i liceali e non so cosa per tutti gli altri. Ma la razionalità, assai prosaicamente, non è altro che rendere coerenti i mezzi ai fini… senza, però, dire nulla sui fini da seguire.

Torniamo ai nostri amici in coda ai supermercati. Abbiamo due elementi:

  • razionalità della sopravvivenza: in un possibile scenario di collasso dell’autorità statale è necessario avere a disposizione i beni di prima necessità;
  • irrazionalità: ammassarsi vuol dire rischiare il contagio;

Ma qui abbiamo altri due elementi da tenere in considerazione:

  • Abbiamo visto che il tasso di mortalità è sul 3,4%, la necessità della terapia intensiva sul 10%: è un rischio, non una condanna a morte;
  • Lo stare a casa non rallenta il virus perché è sufficiente che gli altri non rispettino questa regola (e qui entriamo nella teoria dei giochi);

Abbiamo da una parte un rischio con poi l’avere i beni di prima necessità in caso di scenario peggiore, dall’altra nessun rischio ma con la certezza di fare la fame in caso dello scenario peggiore. Ancora convinti di deridere l’irrazionalità degli altri?

L’unico appunto che si possa fare è l’impreparazione generale in caso di scenari apocalittici – le scorte devi averle prima – o quasi e l’aver accelerato i tempi senza che ci sia ancora la necessità. Il collasso statale è ancora da venire ma io un pensierino lo farei, muovendosi in modo silenzioso e discreto. Cibi a lunga scadenza, kit di pronto soccorso, batterie, lampade a manovella. Mal che vada avrete la dispensa già piena una volta superata la buriana e mi pare uno scenario preferibile al fare la fame, non trovate?

 


[1] Cfr. www.rainews.it/dl/rainews/media/Coronavirus-assalto-ai-supermercati-nella-Capitale-a949a982-0b89-4b63-b96f-b9cc2d955bd4.html#foto-1

[2] Cfr. https://www.repubblica.it/politica/2020/03/07/news/coronavirus_zingaretti_positivo_al_test-250519476/

[3] Cfr. http://www.protezionecivile.gov.it/media-comunicazione/comunicati-stampa/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/coronavirus-sono-10-590-i-positi-1

[4] Cfr. https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_09-marzo-2020.pdf

[5] Cfr. https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/09/news/coronavirus-decisivi-i-prossimi-otto-giorni-a-rischio-il-60-per-cento-della-popolazione-1.38567643

[6] Cfr. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/La-grande-menzogna-della-prima-guerra-mondiale-intervista-agli-autori-del-libro-ed5a17a5-6539-4f05-a29f-847aca73809e.html

[7] Cfr. https://www.documentazione.info/numero-delle-vittime-della-ii-guerra-mondiale

2 commenti su “Coronavirus: ma è davvero così irrazionale fare la scorta di beni di prima necessità?

  1. am
    12 marzo 2020

    ”Cibi a lunga scadenza, kit di pronto soccorso, batterie, lampade a manovella. Mal che vada avrete la dispensa già piena una volta superata la buriana e mi pare uno scenario preferibile al fare la fame, non trovate?”

    silenziosamente, dovendo vivere in francia e avendo moglie cinese, mi son procurato 10 kg di riso e due di olio, per le vitamine consiglio il succo di limone concentrato eheheh.
    solo che invece di prendere il corona virus mi son preso l’otite….

    • Charly
      13 marzo 2020

      Beh, lo scopo è non fare la fame, non l’evitare le malattie.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 11 marzo 2020 da in cronaca con tag , , , , , .
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