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Cina, Russia e USA: perché tutti vogliono l’Italia?

Nel mezzo della crisi del Coronavirus arriva la cavalleria, solo che è russa e non americana [1]:

Coronavirus Russia

E senza dimenticare i cinesi [2]

(ANSA-XINHUA) – PECHINO, 12 MAR – La Cina ha inviato oggi in Italia un’équipe medica di nove persone per assistere i colleghi italiani nel contenimento di COVID-19. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri. Il portavoce del ministero Geng Shuang ha annunciato durante una conferenza stampa che il gruppo di esperti è partito da Shanghai in mattinata, portando con sé a Roma i dispositivi di protezione medica e di terapia intensiva.

Anche gli americani hanno fatto la loro parte per quanto meno pubblicizzata [3]:

“The United States loves Italy”. Lo aveva detto Donald Trump twittando le Frecce tricolori e lo avevano dimostrato i tanti messaggi di vicinanza arrivati dal mondo Usa e Nato. Ora, le parole trovano conferma in aiuti concreti, con un ospedale da campo dotato di otto posti per terapia intensiva a Cremona e il sostegno alle iniziative messe in campo dal Gemelli. “L’amicizia tra Usa e Italia è ora più forte che mai”, ha detto l’ambasciatore in Italia Lewis Eisenberg commentando l’arrivo delle attrezzature in un tweet rilanciato da Luigi di Maio al motto di “l’Italia non è sola”. Un ringraziamento è arrivato anche dal ministro Lorenzo Guerini, alla guida di una Difesa in prima linea per l’emergenza: “L’ospedale da campo dimostra ancora una volta l’amicizia verso l’Italia”.

Sospetto, non trovate?

 

—- Italia: il peso delle geografia —-

Assai curiosamente uno degli aspetti più sottovalutati nel dibattito pubblico nostrano è il ruolo della geografia nei rapporti internazionali per quanto esistano, persino, delle posizioni geopolitiche e storiche basate su una dose più o meno forte di determinismo geografico. Ma prendiamo la posizione dell’Italia: un paese unito politicamente situato nel mezzo del Mediterraneo e sotto il cuore dell’Europa. I vantaggi sono evidenti:

  • Proiezione verso l’Africa e il Medio Oriente;
  • Base di penetrazione verso il cuore dell’Europa;
  • Posizione giusta: la Spagna è troppo periferica, i Balcani troppo frammentati e con una pessima orografia;

In aggiunta l’Italia si porta in dote l’esperienza storica dell’aver avuto il partito comunista più forte d’Europa con relativa fascinazione della Russia e rapporti storici con la Cina dai tempi di Marco Polo. Un complesso di autorazzismo propalato dalle élite di sinistra, poi, assicura una politica estera poco assertiva al punto dal considerare gli interessi nazionali come “fazzzismo!1!”.

Allo stesso tempo l’Italia è un paese stretto e lungo, le Alpi sono tutto fuorché invalicabili, la completezza strategica non è stata raggiunta (Corsica, Malta) e il cuore industriale e produttivo del paese è situato giusto dietro la porta d’ingresso. La difesa richiede una flotta potente per difendere le coste mentre la situazione internazionale è positiva visto che siamo circondati da paesi piccoli e non pericolosi con l’unica eccezione francese.

Grazie all’eredità storica l’Italia è membro della NATO e della UE nonché importantissimo centro logistico per gli USA. Gli americani sono l’unica potenza mondiale proprio grazie alla loro rete infrastrutturale e al dominio degli oceani che permette di lanciare operazioni in ogni parte del mondo a differenza della Cina e della Russia che sono limitati al loro estero vicino.

Ma siccome non di sola geografia si vive, non manca anche l’eredità storica che rende l’Italia una mina vagante:

  • Membro della NATO ma dalla dubbia affidabilità;
  • Troppo grande per fallire? No, troppo grande per essere salvata finanziariamente;
  • Situazione economica e socio-demografica compromessa, a perenne rischio implosione;

Se si vuole incrinare la Nato si deve passare dall’Italia (e dalla Turchia), se si vuole far esplodere la UE si deve passare da Roma, se si vuole sovvertire la globalizzazione americana ancora una volta siamo noi l’approdo ideale. In pratica siamo fra le mine dell’ordine mondiale insieme al Mar Cinese Meridionale, la Crimea, l’Iran e la Corea del Nord. Ma finché ci fanno la corte e non ci bombardano non possiamo lamentarci…

 

—- Wind of change? No, pubblicità —-

Vuol dire che Mosca e Pechino complottano contro l’Occidente? No, è solo pubblicità o il rifarsi la verginità nel caso cinese. Partendo dalla Russia non possiamo non notare l’estrema debolezza del paese: l’economia è un disastro e orientata sulle risorse naturali, la demografia è negativa, la struttura imperiale comporta un perenne rischio di frantumazione su base etnica e dagli anni ’90 Mosca combatte sulla difensiva contro l’avanzata americana. Nell’arco di pochi anni la Russia ha perso tutta la sua sfera d’influenza in Europa, le basi americane sono arrivate ai suoi confini e ha perso parte del territorio nazionale (baltici, Ucraina, Caucaso, Asia centrale) al punto di essere tornata ai tempi di Pietro il Grande all’inizio del 18° secolo. Le forze armate sono imponenti ma obsolete e non a caso gli sforzi industriali si sono concentrati su armi idonee per una guerra quasi asimmetrica:

  • Missili terra-aria;
  • Sottomarini;
  • Nuove armi nuclerari;

A differenza dei loro fanboys, i russi sanno perfettamente che in un conflitto convenzionale con gli USA possono finire solo male per via del divario tecnologico attualmente in campo e ricorrere all’impiego delle armi nucleari strategiche comporta solo la distruzione reciproca. Ma l’obiettivo strategico russo è la sopravvivenza non la conquista del mondo e le armi di cui sopra sono perfette idonee allo scopo. Lo sanno che con i SU27 e gli R77 finisci decimato in un paio di giorni, ma con centinaia e centinaia di S400 e missili ipersonici antinave il prezzo da pagare sarebbe altissimo per gli americani. Sono russi, non scemi.

Sui cinesi abbiamo detto e scritto un’infinità di volte e evidenzio solo che il secolo cinese non ci sarà (così come non ci sarà quello indiano) e un mondo parificato è un mondo senza ordine o, nel migliore dei casi, diviso in blocchi all’Europa di fine 19° secolo. I cinesi sono interessati all’Italia per via della sua posizione geografica che la rende il naturale punto d’approdo della BRI, ma adesso abbiamo il problema del Coronavirus che si è originato in Cina e che è stato gestito male e in maniera opaca. Pechino, in pratica, vuole rifarsi una verginità e con tutti i mezzi possibili, anche dando la colpa agli altri:

China covid

In pratica siamo noi gli untori… e per la cronaca si tratta del tabloid ufficiale del Partito Comunista Cinese.

 

—- E l’Europa? —-

Manca l’Europa… che non è un attore geopolitico ma solo una definizione geografica. Ma partiamo dalla celebre lettera di Draghi al Financiale Times [4]:

The challenge we face is how to act with sufficient strength and speed to prevent the recession from morphing into a prolonged depression, made deeper by a plethora of defaults leaving irreversible damage. It is already clear that the answer must involve a significant increase in public debt. The loss of income incurred by the private sector — and any debt raised to fill the gap — must eventually be absorbed, wholly or in part, on to government balance sheets. Much higher public debt levels will become a permanent feature of our economies and will be accompanied by private debt cancellation.

Ma dove li prendiamo questi soldi?

While different European countries have varying financial and industrial structures, the only effective way to reach immediately into every crack of the economy is to fully mobilise their entire financial systems: bond markets, mostly for large corporates, banking systems and in some countries even the postal system for everybody else. And it has to be done immediately, avoiding bureaucratic delays. Banks in particular extend across the entire economy and can create money instantly by allowing overdrafts or opening credit facilities. Banks must rapidly lend funds at zero cost to companies prepared to save jobs. Since in this way they are becoming a vehicle for public policy, the capital they need to perform this task must be provided by the government in the form of state guarantees on all additional overdrafts or loans. Neither regulation nor collateral rules should stand in the way of creating all the space needed in bank balance sheets for this purpose. Furthermore, the cost of these guarantees should not be based on the credit risk of the company that receives them, but should be zero regardless of the cost of funding of the government that issues them.

Difficile non concordare con Draghi ma non si può non notare che non viene affrontato il punto dirimente nel caso europeo: ognuno per sé, MES o Coronabond? Nel primo caso avremmo conseguenze facilmente prevedibili dettate dalle condizioni di accesso ai mercati finanziari differenti per paese, mentre i Coronabond sono già stati rifiutati dai paesi del Nord. Rimane il MES le cui condizionalità possono essere riassunte in “Troika Greciastyle” con relativi tagli, licenziamanti e recessione.

In pratica i paesi del Nord sono rimasti vittima della loro stessa narrazione essendosi convinti che la crisi dell’eurozona fosse dettata dall’essere cicale e nel non aver fatto le mitologiche riforme. Credono di avere l’occasione tramite Coronavirus di neutralizzare la mina italiana mettendola sotto tutela ma non si rendono conto, ahinoi, che le riforme previste faranno detonare il tutto. L’Italia è una mina e quando le mine esplodono si portano con sé i malcapitati che ci stanno sopra… ma anche le mine finiscono in pezzi, deve esser detto.

 


[1] Cfr. https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-atterrato-a-pratica-di-mare-primo-aereo-di-aiuti-da-russia_16453288-202002a.shtml

[2] Cfr. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/dalla_cina/2020/03/12/coronavirus-cina-invia-unequipe-medica-in-italia_d331da20-3e13-4ae4-8d95-9ec29e22e751.html

[3] Cfr. https://formiche.net/2020/03/stati-uniti-aiuti-virus-italia-solidarieta/

[4] Cfr. https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b

4 commenti su “Cina, Russia e USA: perché tutti vogliono l’Italia?

  1. am
    27 marzo 2020

    quindi tu , come stratega, cosa proporresti?
    finta a destra(RUS) finta a sinistra (ZH) e vendersi agli US anticipando la morte cerebrale dell’EU?

    • Charly
      29 marzo 2020

      Tecnicamente siamo soto occupazione da parte USA, non credo che abbiamo molta scelta alla resa dei conti.

  2. am
    29 marzo 2020

    eh beh…protettorato US , non sarebbe male un brutto affare per entrambi

  3. Pingback: Fantasie italiche: sostituire gli USA con la Cina | Charly's blog

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 marzo 2020 da in geopolitica con tag , , .
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