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In attesa del bang: i primi dati economici e occupazionali

Al netto delle supercazzole di Conte – il ragazzo è un avvocato e si vede – la notizia del giorno è questa qui [1]:

Scontro tra Governo e regioni sulla Fase 2. E la Calabria è in prima fila perchè ha disposto la riapertura da oggi di bar e ristoranti con tavoli all’aperto. Questo dopo che è stata fatta una battaglia, nelle scorse settimane, per chiudere la regione.

Il governo, a quanto si apprende, va verso la diffida dell’ordinanza della Regione Calabria. L’ordinanza, che va in direzione contraria al Dpcm sul lockdown in vigore fino al 3 maggio, è stata oggetto di dibattito nel corso del Cdm appena conclusosi.

Anche il Veneto e forse la Lombardia sono sulla stessa lunghezza d’onda, plastica dimostrazione che posti davanti al dilemma carestia/epidemia si sceglie di mangiare. Quale che sia il costo. Anche al prezzo di avere uno scontro istituzionale con il Governo.

 

—- L’occupazione —-

Iniziamo dai dati occupazionali che si rivelano essere lacunosi per via delle cicostanze [2]:

L’indagine ha risentito degli ostacoli che l’emergenza sanitaria in corso pone alla raccolta dei dati di base. Sono state sviluppate azioni correttive che ne hanno contrastato gli effetti statistici negativi e hanno permesso di elaborare e diffondere i dati relativi al mese di marzo 2020; la ridotta numerosità campionaria non ha tuttavia consentito di diffondere i dati con il consueto livello di disaggregazione; inoltre si sottolinea il carattere provvisorio delle stime presentate in questo comunicato, che potranno subire revisioni sulla base di ulteriori analisi in corso di realizzazione e della progressiva estensione delle informazioni disponibili.

Ma possiamo notare un paio di cosette interessanti:

Istat occupazione

Calano i disoccupati ma aumentano gli inattivi. Potrebbe sembra paradossale ma è un effetto dovuto ai vari decreti a protezione dell’occupazione che coprono chi lavora ma non chi cercava lavoro. Giusto per evitare che qualche furbetto citi solo il dato relativo alla disoccupazione ignorando gli altri.

Riassunto brutale:

  • in un mese prendiamo 301mila inattivi in più;
  • in un anno abbiamo perso 121mila occupati e preso 581mila inattivi;

E si badi bene che sono i dati occupazionali di marzo, all’inizio del lockdown. I veri effetti occupazionali si vedranno nel trimestre in corso e in quelli successivi.

Nel frattempo la Cassa Integrazione marcia a pieno regime [3]: «I beneficiari complessivi di Cassa integrazione ordinaria e Assegno ordinario, al 29 aprile 2020, sono 7.903.434. Dei relativi benefici, 5.123.977 sono già stati anticipati dalle aziende con conguaglio INPS, e 2.779.751 sono a pagamento diretto, in corso di pagamento».

L’occupazione per ora tiene solo grazie alla copertura statale… finché i soldi ci sono, s’intende.

 

—- Le imprese —-

Siccome senza imprese non c’è lavoro, diamo un’occhiata al loro stato di salute: «Quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020 contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale» [4].

Di nuovo, questi sono i dati iniziali ma sono già apprezzabili i trend:

Unioncamere iscrizioni

Il Nord è la parte più colpita del paese, ma il Sud segue a ruota. Qualora qualcuno si illudesse che si possa procedere anche senza il cuore pulsante dell’economia italiana. Il pedaggio è ancora più evidente su base regionale:

Mortalità imprese per regioni

E sulla tipologia delle imprese:

Tipologia imprese

Nessuna sorpresa, le imprese a carattere locale e a contatto con il cliente pagano il prezzo più elevato.

 

—- Il Pil —-

E siccome senza il Pil non abbiamo né le imprese né gli occupati, ecco il dato preliminare [5]:

Nel primo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito del 4,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% in termini tendenziali.

 

La variazione acquisita per il 2020 è pari a -4,9%.

Anche qui, ovviamente, abbiamo le stesse difficoltà metodologiche incontrate nel calcolo dei dati statistici dell’occupazione.

Su scala europea c’è chi registra dati peggiori come la Francia (-5,8%) e la Spagna (5,2%) e chi si comporta meglio. Ed è un grosso problema: si conferma la natura locale di questo shock globale con impatti differenziati da paese a paese. Con l’effetto pratico che non ci sarà la stessa urgenza nell’adottare misure economiche o finanziarie condivise. Quanta azione comune avete visto sull’immigrazione, per dirne una?

Né tantomeno sarei così sicuro di azioni concertate fra i paesi latini – dopo i Coronabond adesso in Italia si sognano i latinbond – perché la Francia potrebbe scoprire che le è più facile procedere da sola confidando sul suo dividendo geopolitico che portandosi dietro una o due palle al piede.

Ma siamo solo all’inizio della storia e aspetto con ansia i dati del trimestre in corso. Anche se visto il nulla cosmico della Fase 2 – sia sul versante economico on i soldi a imprese o lavoratori, sia sul versante sanitario con tamponi o l’allestimento delle terapie intensive – rimane sempre la domanda che sto ponendo da un paio di settimane a cui, finora, non ho ricevuto una risposta:

Ma se non lavorate come contate di mangiare?

A parte quelli convinti che siamo sul punto di un cambiamento epocale in ambito economico e morale. In effetti passare dall’essere benestanti a essere dei morti di fame è un bel progresso.

 


[1] Cfr. https://www.giornaledibrescia.it/italia-ed-estero/la-calabria-apre-bar-e-ristoranti-%C3%A8-scontro-con-il-governo-1.3476523

[2] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/242058

[3] Cfr. https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=53641

[4] Cfr. https://www.infocamere.it/documents/10193/117074590/Unioncamere%2C+-30mila+imprese+nel+primo+trimestre+%28-21mila+nel+2019%29/3a068c68-5b0d-2479-0f32-5156daee25ae

[5] Cfr. https://www.istat.it/it/archivio/242084

Un commento su “In attesa del bang: i primi dati economici e occupazionali

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Questa voce è stata pubblicata il 30 aprile 2020 da in economia con tag , , , , .
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