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Tassa e spendi: la patrimoniale e il mito della ricchezza degli italiani

E alla fine siamo arrivati al dunque [1]:

Roma, 16 mag. (LaPresse) – “Per quel che riguarda il resto siamo tutti consapevoli che in Italia c’è tanto risparmio privato, è uno dei punti di forza“. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.

Messi da parti i discorsi sul superamento del capitalismo e l’adozione di nuovi paradigmi biofilosofici, torniamo sempre alle basi: il vincolo di bilancio e la minaccia della patrimoniale. Ironia e dura replica della realtà l’essere passati dai Coronabond pagati dagli altri alle tasse…

 

—- Patrimoniale, cosa è —-

Per prima cosa definiamo i termini in gioco. Partiamo dalla patrimoniale [2]:

La patrimoniale è un’imposta che colpisce il patrimonio, sia mobile che immobile: denaro, case, azioni, valori preziosi, obbligazioni. Può colpire sia le persone fisiche che quelle giuridiche. Può essere fissa o variabile.

Nel primo caso, viene versata indistintamente da tutti i contribuenti per lo stesso importo. Nel secondo, varia in funzione del patrimonio dei contribuenti. Inoltre, può essere “straordinaria”, vale a dire applicata una sola volta e senza alcuna periodicità, o periodica, quando viene invece versata con cadenza regolare. Si parla di imposta e non di tassa patrimoniale perché corrisposta non a fronte di un servizio ricevuto ma per servizi che lo Stato o gli Enti pubblici corrispondono alla collettività nel tempo.

E, quindi, la definizione di patrimonio: «patrimonio  L’insieme dei beni mobili e/o immobili, ovvero la ricchezza, che un soggetto possiede in un determinato momento» [3].

Un’ulteriore precisazione è quella fra patrimonio e reddito [4]:

  • il patrimonio è il valore di tutti i beni economici che si possiedono in un certo momento;
  • il reddito è il valore di tutti i beni economici prodotti in un certo periodo di tempo;

Capito di cosa stiamo parlando rimane da appurare l’obiettivo da conseguire. In Italia la patrimoniale c’è già come testimoniato da IMU, Tasi e bollli vari con un gettito annuo sui 45 miliardi. Si torna a parlare di patrimoniale per via delle esigenze legate al Coronavirus sia sul versante del debito pubblico sia su quello economico. Considerato che un punto di Pil vale sui 17 miliardi e che le necessità veleggiano tranquillamente sulle centinaia di miliardi, possiamo concludere che si dovrà scegliere fra:

  • abbattere il rapporto debito/Pil;
  • misure a sostegno dell’economia;

Teoricamente si potrebbe procedere con il sostegno all’economia via risorse raccolte tramite la patrimoniale senza dover indebitarsi ma, in termini pratici, la cosa non è fattibile perché la si dovrebbe fare subito. E più plausibile, invece, che sarà un’opzione presa in considerazione solo in mancanza di alternative e con il debito/Pil già oltre il 150%. Logicamente, in ogni modo, si dovrebbe optare per la seconda opzione soprattutto se rimarrà la copertura della BCE sui mercati finanziari.

 

—- Tosiamo le pecore —–

I dati più recenti si fermano al 2017 – a proposito: ma lo Stato ha un’idea chiara della ricchezza delle famiglie da tassare? Se la risposta è no i tempi si allungano – a cura della Banca d’Italia [5]. Segnaliamo subito che la ricchezza delle famiglie si struttura nel mattone:

A fine 2017 la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 9.743 miliardi di euro, 8 volte il loro reddito disponibile. Le abitazioni hanno costituito la principale forma di investimento delle famiglie e, con un valore di 5.246 miliardi di euro, hanno rappresentato la metà della ricchezza lorda.

Percentuali

Dato non sorprendente se ricordiamo che l’80% degli italiani vive in una casa di proprietà. Ma problematico se chiediamo di pagare il 10% del valore di mercato di un appartamento di 150mila euro. Visto che le tegole o i mattoni non sono molto idonei, in mancanza di liquidità si dovrebbe procedere:

  • chiedere un prestito alla banca;
  • vendere l’appartamento per pagare le tasse;

Ma data la situazione di disoccupazione di massa – non poter licenziare non impedirà alle aziende di fallire – vogliamo andare da una persona senza reddito invitandola a indebitarsi modello Subprime o a vendere casa. E se si adottasse la seconda opzione vorrei ricordare che il mercato vedrà un eccesso di offerta di abitazioni in un contesto di depressione economica. In pratica magari si potrà vendere a 50mila un appartamento che oggi vale 150mila a un fondo di investimento straniero che punta a rendere i centri delle città italiana delle località turistiche. In pratica gli italiani si ritroverebbero più poveri ed espulsi dalle città invase da ricchi stranieri.

Immaginiamo un caso pratico. Abbiamo un ristorante a conduzione familiare gestito da padre, madre e due figli. Abbiamo anche tre appartamenti (madre&padre, uno a testa per i figli con relative famiglie). Gli affari andavano abbastanza bene anche se non so se possiamo considerarli ricchi o meno. Ma poi arriva il Coronavirus, il ristorante è chiuso e si ritrovano senza reddito ben tre nuclei familiari. Anche se la futuribile patrimoniale non coprirà gli appartamenti, il ristorante verrà considerato? In un contesto di assenza di reddito?

Alla fine il problema è sempre quello: quanto soldi dovrà raccogliere la patrimoniale? Se siamo molto selettivi non considerando casi del genere possiamo muoverci sull’ordine di decine di miliardi che in tempi normali sarebbero tanta roba ma che impallidiscono davanti alle esigenze economiche che veleggiano sulle centinaia di miliardi. Se vogliamo fare manbassa, invece, vorrei sapere come procedere nel caso illustrato. O nel caso di una pensionata che vive in un appartamento di proprietà con la pensione minima. Giusto per evitare di scoprire che in Italia i ricchi sono quelli che guadagano 10mila lordi annui…

 

—- Tosiamo le pecore (2) —-

Oltre agli immobili abbiamo anche le attività finanziarie:

Tabella

Ma non cambia lo scenario più di tanto: quante di queste voci sono immediatamente disponibili per pagare la patrimoniale? E se non lo sono, quale sarà l’effetto di dover liquidare il tutto in condizioni di mercato avverse come quelle in essere?

Un altro aspetto da tenere conto è quello generazionale. Parliamo di immobili, investimenti e quanti 15enni conoscete con portafogli azionari? Ricordate la Banca Popolare di Vicenza? Ecco un paio di storie [6]:

Questo racconta, ad esempio, la vicenda di Nadia, classe ‘54, nata e cresciuta a Montecchio. Un marito, un figlio e il conto aperto alla popolare di Vicenza. In tasca mille azioni, valore: 63mila euro circa. Nadia vuole vendere perché deve ristrutturare casa. La banca però le propone altro: un finanziamento di 45mila euro in attesa che il suo borsino venga venduto. Risultato: le azioni Nadia non riuscirà mai a venderle e oggi valgono 100 euro. In compenso ora la banca rivuole indietro il finanziamento. Nadia non ha soldi e si ritrova anche registrata nelle centrali rischi. Tira avanti Nadia. Si arrangia con le pulizie. La disperazione tradotta in operazione aritmetica. Se oggi, chi, come lei, ha mille azioni per calcolarne il prezzo deve togliere uno zero, non al valore, si badi, ma al numero di azioni.

Qui, Carlo, pensionato classe ‘49, è andato in filiale per vendere i suoi 937 mila euro di azioni. Ma che vendere! Si è sentito rispondere dal solerte funzionario. Alla fine Carlo si fa convincere, non vende, in cambio gli danno duemila euro e un finanziamento di 200 mila (soldi che non userà). Oggi Carlo non ha più niente oltre ai 1.500 euro che valgono le sue 15 mila azioni. E poi c’è il ricatto (al limite dell’estorsione) fatto a un’azienda locale che in cambio di 4 finanziamenti da 2,7 milioni si è trovata costretta a comprare azioni della popolare. Per anni Zonin ha venduto un solo prodotto: la banca stessa mandandola nel dissesto. Nel 2013 la Bce ha vietato alle popolari che hanno esaurito i fondi di riacquistare azioni.

E sono solo un paio di esempi, cambiando la banca presa in esame non cambia la sostanza. La patrimoniale, allora, sarà una misura di significato generazionale finendo per colpire le classi d’età più avanzate che dispongono di quel patrimonio dopo aver lavorato una vita. D’altronde è anche qui coerente con le aspettative trovare un paese ricco se è anziano e reduce da decenni di crescita economica.

 

—- La stangata che verrà —-

Come finirà? Difficile a dirsi ma possiamo già escludere fantasiose misure europee siano essi i Coronabond o i Macronbond o chissà che altro. Il Mes è plausibile semplicemente perché le alternative sono fuffa e presenta un tasso d’interesse più basso rispetto a quelli reperebili sul mercato. La Francia può farne a meno perché ha tassi negativi sul decennale, l’Italia no. Un Recovery Fund arriverà anche se con un importo insufficiente (per quanto sarà sempre meglio di niente).

L’impressione è che si passerà al Mes magari creando un Governo di unità nazionale puntando a frazionare i grillini in un’ala di Governo e una movimentista destinata all’opposizione. Per l’anno nuovo mi aspetto una Troika più o meno light per il paese con relativo programma di riforme lacrime e sangue. La patrimoniale non è da escludere anche se l’importo target dovrebbe essere relativamente ridotto. Giusto per evitare di espropriare gli appartamenti alle vecchiette con la pensione minima.

In pratica questo decennio sarà un pochino peggio di quello precedente. Il declino del paese continua e avrà fra i suoi effetti secondari quello di rendere più rapido l’aggancio per Pil pro capite dei paesi Visegrad: il Warszawa shock si avvicina. E scommetto che rinascerà anche la questione settentrionale ma analizzeremo la cosa in dettaglio in seguito.

 


[1] Cfr. https://www.lapresse.it/politica/coronavirus_conte_in_italia_tanto_risparmio_privato_e_punto_forza-2647646/news/2020-05-16/

[2] Cfr. https://www.agi.it/economia/news/2020-04-10/tassa-patrimoniale-8307429/

[3] Cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/patrimonio_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/

[4] Cfr. https://www.dirittoeconomia.net/economia/famiglie/ricchezza_patrimonio_reddito.htm

 [5] Cfr. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ricchezza-famiglie-societa-non-fin/index.html

[6] Cfr. https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2016/06/18/ho-perso-tutto-il-dramma-dei-119-mila-di-pop-vicenza/2840603/

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Questa voce è stata pubblicata il 17 maggio 2020 da in politica con tag , .
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