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Covid: i morti dimenticati dell’Inps

Come abbiamo già avuto modo di vedere, i dati statistici relativi al Covid sono incompleti e parziali sia per quanto riguarda i numero di contagiati sia per il numero dei decessi (con o di Covid?). Non sono dettagli da poco perché senza dati precisi è difficile stablire il tasso di mortalità o di letalità della malattia. Alcuni dati, però, sono certi come quello dei decessi: grazie a questi numeri si può cercare di capire quanto i dati ufficiali siano validi o meno.

 

—- Il clima e la mortalità —-

Oggi analizziamo un beve report dell’Inps relativo alla mortalità del Covid [1]. Lo studio parte da una breve considerazione:

Il clima è uno di quegli elementi che determina delle oscillazioni dei decessi talvolta anche consistenti. La mortalità giornaliera per tutte le cause e per tutte le età risulta notevolmente al di sopra della media da metà novembre a metà aprile, per poi scendere al minimo verso la fine di maggio; tendenzialmente si verifica un leggero incremento nel periodo estivo per poi calare di nuovo rapidamente verso un valore minimo alla fine di settembre.

Clima andamento decessi

A cui aggiungere l’ambiente:

le persone che vivono nelle città hanno un rischio maggiore di mortalità in quanto sottoposti a condizioni di più elevata temperatura (ed umidità), rispetto a coloro che vivono in ambiente sub-urbano o rurale. Questo evidenzia che l’andamento della mortalità non è solo stagionale ma dipende anche dall’area geografica in cui un soggetto risiede.

Il confronto dei dati – morti attessi vs morti effettivi – farà leva sua «una baseline determinata come media dei decessi giornalieri avvenuti negli anni 2015-2019 ponderata con la popolazione residente».

 

—- Dal primo gennaio al 28 febbraio —-

Dal 1° gennaio al 28 febbraio 2020 si riscontra una situazione che viene definita di normalità.

Classe età gennaio febbraio

Decessi gennaio febbraio

Come da attese o la calma prima della tempesta.

 

—- Dal primo marzo al 30 aprile —-

La situazione cambia rapidamente e la distribuzione per classi di età evidenzia un aumento del numero dei decessi giornalieri per tutte le fasce d’età. In particolare al Nord nelle classi 70-79 e 80-89 quasi raddoppiano il numero dei decessi mentre nel Centro-Sud l’aumento è decisamente contenuto.

Classe età marzo aprile

Classi età marzo aprile

Paese

marzo aprile decessi

È facile notare la differenza fra il Veneto e la Lombardia: nonostante abbia avuto a febbraio un focolaio di epidemia da Covid-19, la regione ha saputo contenere la propagazione del virus grazie ad un approccio sanitario differente e più efficace.

Decessi Nord Italia comuni

E il confronto con la baseline? Il periodo dal 1° gennaio al 28 febbraio 2020 registra un numero di decessi inferiore di 10.148 rispetto ai 124.662 attesi, il periodo dal 1° marzo al 30 aprile 2020 registra un aumento di 46.909 decessi rispetto ai 109.520 attesi. Eppure il numero di morti dichiarate come Covid-19 nello stesso periodo sono state di 27.938 con 18.971 decessi che avanzano.

Differenza decessi

Il che ci lascia la domanda: Covid o altre cause? Io opterei per la prima ipotesi ma chissà.

 


[1] Cfr. https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Dati_analisi_bilanci/Nota_CGSA_mortal_Covid19_def.pdf

Un commento su “Covid: i morti dimenticati dell’Inps

  1. Pingback: Covid: un piccolo aggiornamento dei dati all’11/06/2020 | Charly's blog

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Questa voce è stata pubblicata il 25 maggio 2020 da in società con tag , , .
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