Charly's blog

Dati INAIL – Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali

Di tanto tanto, di solito quando ci scappa il morto, in Italia si solleva la questione degli infortuni e delle morti sul posto di lavoro. Diamo, allora, un’occhiata ai dati dell’INAIL [1]:

Con particolare riferimento all’anno 2019.


—- Le denunce d’infortunio —-

Se consideriamo il 2019, sono giunte all’INAIL 2019 644.803 denunce d’infortunio con un decremento dello 0,1% rispetto al 2018 (592 casi in meno). Nel quinquennio 2015-2019 le denunce d’infortunio sono aumentate dell’1,3%, in particolare nell’Industria e nei servizi (2,1%) e nel conto Stato (2,6%). L’unica gestione in controtendenza è l’Agricoltura con una diminuzione del 13,1%.

Nello stesso periodo le denunce d’infortunio con esito mortale sono diminuite dell’11,6% e la diminuzione è stata rilevata in tutte le gestioni: 126 casi in meno nell’Industria, 6 nell’Agricoltura e 20 nel conto Stato.

Nel 2019 il 78,1% delle denunce – 503.790 casi – appartiene alla gestione Industria e servizi presentando un decremento dello 0,3% rispetto al 2018. Poi abbiamo la gestione per conto dello Stato con 107.976 casi (16,8% del totale), più 1,3% rispetto lo scorso anno. La gestione Agricoltura (33.037 casi, pari al 5,1% del totale), invece, registra un calo del 2% rispetto al 2018.

Sul piano geografico:

Il 31,7% degli infortuni si è verificato nel Nord-Est del paese, seguito dal NordOvest (con il 29,5%), Centro (19,3%), Sud (13,1%) e Isole (6,4%). Il maggior incremento degli infortuni rispetto lo scorso anno si è verificato al Centro (+0,9%), poi nelle Isole (+0,2%), mentre nelle altre aree geografiche si sono registrate diminuzioni fra -1,0% e -0,1%. Le regioni più colpite sono state la Lombardia (18,6% dei casi), l’Emilia Romagna (13,2%) e il Veneto (12%).

Non manca anche una dimensione anagrafica del fenomeno:

Il 23,4% delle denunce ha riguardato i lavoratori di età compresa tra i 50 e i 59 anni (con un aumento dell’1,2% rispetto al 2018), il 23,1% la fascia 40-49 anni (-3,1%), a seguire la classe 30-39 anni (-2,3%).

A cui aggiungere la dimensione di genere: «più di un infortunio su tre ha interessato la componente femminile dei lavoratori (231.086 casi con un incremento dello 0,2% rispetto al 2018); 413.717 casi per gli uomini (-0,3% rispetto al 2018)».

E quella della nazionalità: «Il 16,9% delle denunce ha interessato i lavoratori stranieri; in particolare il 13,0% quelli extracomunitari, +4,6% rispetto al 2018 e il 3,9% quelli comunitari (-1,5%). Poco più di 536mila i casi denunciati dai lavoratori italiani (83,1% del totale, con un decremento dello 0,7%). Le denunce d’infortunio con esito mortale sono state 1.156, con una diminuzione dell’8,5% rispetto al 2018 (-108 casi)».


—- Il fenomeno tecnopatico —-

Particolarmente intrigante è il paragrafo dedicato alla tecnopatia che, a dispetto del nome altisonante, si tratta solo di [2]:

tecnopatia f sing (pl.: tecnopatie)

(medicina) malattia professionale contratta a causa di lavorazione rischiosa, dovuta all’azione nociva, lenta e protratta nel tempo di un fattore di rischio (ad esempio, tipo di lavoro o materiali usati durante il lavoro) presente nell’ambiente in cui si svolge attività lavorativa

Se consideriamo la denuncia delle malattie professionalie, alla data di rilevazione del 30 aprile 2020 sono stati protocollati all’Inail 61.201 casi con un aumento del 2,9% rispetto ai 59.458 dell’anno precedente (1.743 casi in più). Circa l’81% delle tecnopatie denunciate nel 2019 hanno coinvolto i lavoratori della gestione assicurativa Industria e servizi con una crescita pari al 4,2% sull’anno precedente. A seguire l’Agricoltura (18,4% del totale denunce) e il Conto Stato (1,0%) che hanno avuto una diminuzione del numero di patologie rispettivamente dell’1,9% (da 11.502 a 11.283) e del 4,3% (da 670 a 641) sul 2018.

Sul piano di genere si rilevano 1.098 denunce in più per gli uomini (da 43.466 a 44.564; +2,5%) e 645 in più per le lavoratrici (da 15.992 a 16.637; +4,0%) rispetto all’anno precedente.

Interessante l’andamento geografico:

L’analisi territoriale (rilevata per sede Inail competente) evidenzia che le malattie professionali si sono verificate per oltre un terzo nel Centro del Paese (20.616) con un aumento del 2,5% rispetto al 2018; circa un quarto (14.728) al Sud (+3,0%) e un quinto al Nord-Est (12.181; +2,1%). Seguono il Nord-Ovest con poco più di 7mila denunce (-1,3%) e le Isole con 6.612 casi (+11,0%). Tra le regioni del Centro, quelle che hanno registrato un maggiore numero di tecnopatie sono la Toscana (8.302) e le Marche (6.060) con un aumento rispettivamente del 3,9% e dello 0,8%; per il Sud troviamo l’Abruzzo con 4.342 casi (-2,0%) e la Puglia (3.675; +9,0%) mentre al Nord-Est, l’Emilia Romagna (6.577; +3,0%) e il Veneto (3.282; +2,5%).

Fra le patologie, al primo posto troviamo quelle osteomuscolari (dorsopatie e disturbi dei tessuti molli soprattutto) con 40.703 casi (+4,4% sul 2018), seguite dai disturbi dei nervi (sindrome del tunnel carpale in particolare) con 7.013 tecnopatie (-0,7%) e da quelle dell’orecchio (4.541 casi; -8,1%). Queste patologie incidono complessivamente per l’85,4% (52.257) sul totale delle malattie.

Sul piano di genere oltre 7 denunce su 10 sono maschili a fronte di una quota di lavoratori maschi inferiore al 60% del totale. Il fenomeno è in parte spiegato dal fatto che gli uomini svolgono mansioni più gravose e più pericolose con buona pace dell’uguaglianza dei sessi.

Sul piano anagrafico:

il 79% delle malattie professionali sono denunciate da ultra cinquantenni: nel 2019 la fascia di età 50-64 anni concentra il 62,5% di casi e quella degli ultra sessantaquattrenni il 16,5%. Se si considera anche il genere si osserva che le donne sono tendenzialmente più giovani, infatti nel 2019 quelle con meno di 50 anni rappresentano il 26% e una su quattro ha un’età compresa tra i 35 e i 49 anni. Più maturi gli uomini per i quali gli ultra 64enni sono uno su cinque (meno di uno su dieci le donne). Anche le età medie alla denuncia confermano quanto appena descritto e mostrano una differenza per genere che per il 2019 è di 3 anni: 54 anni per le donne e 57 per gli uomini. Nel decennio è aumentata progressivamente l’età media alla denuncia di malattia professionale: dai 53 anni del 2010 si è passati ai 57 del 2019 e la quota di ultracinquantenni dal 65,8% del 2010 è arrivata al 79,0% nel 2019.

Nulla di sorprendente visto l’invecchiamento in corso della popolazione italiana e l’aumento dell’età pensionabile.


[1] Cfr. https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-dati-inail-2020-luglio-pdf.pdf

[2] Cfr. https://it.wiktionary.org/wiki/tecnopatia

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 22 luglio 2021 da in Diamo i dati con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: