Charly's blog

Gli Incels? E quale sarebbe la differenza con la lotta di classe, Kompagno?

Regno Unito, Plymouth, sparatoria nel Regno Unito [1]:

Jake Davison, secondo quanto testimoniato da un video di 11 minuti da lui stesso postato su YouTube alcune settimane prima della strage (e intanto rimosso) si paragonava tra l’altro a “un Terminator”. Nel filmato il giovane parlava di sé come di un essere umano “sconfitto dalla vita”. Aggiungeva di considerarsi socialmente emarginato e faceva riferimento alla categoria dei cosiddetti “incels”: individui di sesso maschile eterosessuali che si definiscono “celibi involontari” e scaricano sulle donne la colpa dei loro fallimenti. La sua identità e i contorni da raptus di follia omicida della vicenda sono stati confermati in una conferenza stampa dai vertici della Devon and Cornwall Police locale, mentre proseguono le indagini su una vicenda che ha lasciato il Regno Unito sotto shock.

Una sparatoria come tante altre? E perché mai? Non sentite l’aroma inconfondibile degli anni ’70 (o del terrorismo anarchico di fine 19esimo secolo)?


—- Gli Incels: cosa sono —-

Come di consueto vediamo di definire il nostro oggetto di analisi. È facile, infatti, confondere le pere con le mere [2]:

Incels, or “involuntary celibates,” are a hate group. That’s not up for debate. Incels—which, along with Pick Up Artists, Men’s Rights Activists, and Men Going Their Own Way, comprise a portion of the manosphere—believe that women (who get labeled “roasties,” “femoids,” and “Stacys”) flock to other men (“Chads”) who are not them. This enrages them as they feel they are owed sex by those same women.

Ma gli Incels hanno poco o nulla in comune con il MGTOW o i Pick Up Artists. Gli Incels sono persone eterossuali, maschi con qualche eccezione, che pur volendo avere rapporti sessuali con l’altro sesso non riescono nell’impresa a causa della mancata avvenenza fisica. Colpa del lookism, in pratica [3]:

Incels share a belief that they are victims of “lookism.” Lookism means that attractive people receive advantages, while unattractive people are the targets of prejudice.

L’idea del “lookism” non è limitata agli Incels e lo possiamo trovare anche nel mondo HR con persone convinte che le assunzioni dipendano dall’aspetto fisico e non dalle capacità e dalla personalità. In quel contesto, ovviamente, il concetto merita la massima attenzione, in questo viene deriso. Stranezze della vita…

Di solito si presenta il fenomeno come una succursale del suprematismo bianco ma, a quanto pare, non è così:

While it is easy to think of incels as uneducated, bitter white supremacists, they are drawn from surprisingly diverse backgrounds. Some incels claim high social status, reporting enrolment at the world’s top universities. In a survey of 400 incels, 50 per cent reported receiving an undergraduate or graduate degree, while 66 per cent identified as middle class or above.

Incels also identify with numerous racial and ethnic groups, labelling themselves and each other with terms like “ricecel” (East Asian incels) or “currycel” (South Asian incels). In a 2019 survey, done through Reddit, of 1,267 incels, 55 per cent identified as white. While not a scientific survey, it suggests many incels identify as men of colour.

Ovviamente gli Incels di colore dicono che è colpa della “razza” [4]:

Another component of the Black Pill is the claimed realities of racial hierarchy in the pursuit of sexual and romantic relationships. In misogynist incel communities, the acronym “JBW” (Just Be White) is a popular expression of white men’s perceived sexual advantages. Data released by dating websites and applications that point to a preference for white men over other ethnicities are pointed to as evidence of all women’s racism, another justification for dehumanizing women. A catch-all label, “ethniccels,” refers to non-white incels, with posts that aims to scientifically prove the undesirability of non-white men in the West and beyond. The “Scientific Blackpill” draws on studies that have shown how Black and Latino men are hypersexualized and viewed as hypermasculine, while Asian men are desexualized and seen as feminine/weak in Western countries.

A proposito di intersezionalità…

Fra l’altro considerato lo squilibrio numerico fra generi in alcuni paesi del mondo – si pensi alla Cina – e il differente grado di emancipazione femminile non è peregrino pensare che gli Anglosassoni siano solo l’avanguardia di un qualcosa che potrebbe diffondersi su scala globale.

Sul piano ideologico gli Incels si basano su una duplice contrapposizione:

  • l’età dell’oro perduta di coppie monogame, matrimoni precoci e ruoli di genere tradizionali;
  • il mondo attuale post-femminista e pure post-MeToo;

Il mondo attuale potrebbe essere definito neo-libbberista – che ormai vuol dire tutto e vuol dire niente – anche sul piano delle relazioni di coppia perché abbiamo un chiaro meccanismo di mercato nell’altra contrapposizione che delinea il fenomeno: da una parte il Chad – bello, muscoloso, popolare – che prende tutte le Stacys, le Playmates. Una cosa del genere, per intendersi [5]:

Da qui nascerebbre uno squilibrio nei partner sessuali con i Chad che avrebbero accesso all’80% del mondo femminile lasciando il 20% a tutti gli altri. Il solito principio di Pareto, 20/80, che però qui perde di efficacia perché non viene dato il numero esatto dei Chad: quanti sono quelli che hanno una vita sessuale attiva? Al riguardo non ho trovato stime. Poi non mi è chiaro perché chi ha accesso alle Playmates debba perdere tempo con le altre. Date un’occhiata alle ex di Cristiano Ronaldo…


—- Kompagni di tutto il mondo, redistribuiamo le vagine! —-

Sarà per via del mio background universitario ma quando leggo cose del genere mi viene subito in mente il buon vecchio comunismo di matrice marxista, quello “scientifico”. Cosa diceva il filosofo di Treviri? Nulla di particolare: anche qui abbiamo una contrapposizione – in questo caso di classi: borghesi vs proletari, Pochi vs Molti – e uno squilibrio seppur in termini di ricchezza/reddito (non sono sinonimi, per la cronaca). E chi stava al vertice della società in termini di possesso dei mezzi di produzione creava per emanazione – o gemmazione, fate voi – tutto il resto: cultura, organizzazione sociale, usi e costumi. In modo da perpetuare il suo dominio, s’intende, e per ingannare i sottomessi per via della terribile “falsa coscienza” che colpiva tutti, ma proprio tutti, tranne i comunisti che per qualche motivo ne erano immuni (Genetica? Alimentazione? Congiunzione astrale?). Da qui, allora, la necessità della lotta di classe, del possesso collettivo dei mezzi di produzione e della redistribuzione della ricchezza. Con modalità di lotta rivoluzionarie e violente come un secolo di conflitti e milioni di morti testimonia oltre ogni ragionevole dubbio.

Il che ci porta ai nostri simpatici – insomma… – Incels. Facendo due ricerche sul tema ho scoperto che anche molti Incel vedono affinità fra la loro “lotta” e l’operato di Marx e, di nuovo, che cos’è la RedPill se non la violazione della falsa coscienza costruita dai Chad? In pratica se i comunisti vogliono redistribuire la ricchezza, gli incels, più modestamente, vogliono redistribuire le vagine. E visto che ogni movimento rivoluzionario è figlio del suo tempo, gli Incels hanno incamerato la retorica del piagnisteo attribuendo il loro scarso successo con il gentil sesso a fattori fisici e ascritti, non modificabili. E adottando, pure, la teoria dell’intersezionalità versante razza: a quanto pare se le bionde non hanno rapporti sessuali con i “people of color” è razzismo. E davanti alle rimostranze delle femministe è facile ribattere che se la discriminazione di razza non vale nei rapporti personali perché dovrebbe valere in altri settori del vivere associato?

A questo punto immagino che il kompagno potrebbe provare a ribattere che la redistribuzione della ricchezza non è la stessa cosa della lotta degli Incels perché le donne sono esseri umani… esattamente come lo sono i ricchi. È facile sostenere, infatti, che esista un diritto al reddito o al lavoro ma si dimentica che il diritto corrisponde al dovere di qualcun altro di assumere, consumare o pagare le tasse. L’imposizione fiscale, il consumo obbligatorio – tipo i film woke che se non li guardi sei un “ciaccista-misocccino!1!” –  o l’assunzione coatta non sono la stessa cosa degli obblighi sessuali? Certo, ma non sono una scala di valore differente, sono solo livelli differenti: un basso livello contro, di fatto, uno stato di servaggio.

Ben lungi dall’essere una follia post moderna gli Incels sono solo la riproposizione della lotta politico-culturale tipici del mondo industriale in un mondo post-industriale. Adesso che siamo in una realtà con un contesto socio-economico totalmente differente che rende vano il comunismo figlio dell’epoca industriale, gli orizzonti sono cambiati puntando non alla ricchezza o ai mezzi di produzione, ma all’identità o al ruolo sociale. Gli Incels, infatti, correttamente mettono l’accento sulla fine dei rapporti tradizionali di coppia che conferivano un’identità sia al lato maschile sia a quello femminile. Con il venir meno del metodo tradizionale è rimasto il mercato, il punto d’incontro fra domanda e l’offerta fra generi che lascia gli Incels sconfitti e allo sbando. Esattamente quanto ritroviamo fra i woke: pretese identitarie, la curiosa idea di essere titolari di qualcosa e di essere vittime dell’ingiustizia opera di qualcun altro (i Chad, l’uomo bianco, i borghesi). Ma se i woke si dilettano con la violenza verbale sui social media e con l’occupazione delle casematte del potere nei media, gli Incels sono più tradizionalisti e vanno in giro a sparare alle persone. Non diversamente ai Kompagni degli anni ’70 che spaccavano teste o sparavano a padri di famiglia in nome del sole dell’avvenire comunista. La merda è la stessa, cambia l’aspetto esteriore ma la sostanza quella è. Gli Incels, in pratica, sono la satira vivente della lotta komunista in nome della redistribuzione della ricchezza declinata, più modestamente, alle vagine. Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni… di vagine, s’intende.


—- Gli Incels: cosa non sono —-

Capito cosa sono gli Incels, è meglio evidenziare cosa non sono. Torniamo ai MGTOW [6]:

The views of MGTOW are indeed unorthodox, even within the sprawling web of groups, lifestyles and cults known as the “manosphere”, where women-haters mobilise against a supposed gynocratic conspiracy. While incels plot violent revenge on women, and pickup artists (PUAs) deploy predatory tactics to “game” women into having sex with them, the men of the MGTOW attempt to eschew relationships with women altogether. They are, literally, going their own way. Far, far away from any women. At all.

———-

Women are essentially portrayed as parasites riding on the coattails of men, who have, throughout history, been responsible for “far greater miracles of science, discovery and human endeavour”. By shaking women off, it is explained, men will be free to pursue ever higher achievements.

Il MGTOW è sostanzialmente un femminismo declinato al maschile: la teoria presuppone che la società a causa del femminismo abbia virato verso un netto ginocentrismo discriminatorio nei confronti degli uomini sia sul piano culturale (rappresentazione nei media) sia su quello sociale con un doppio standard giuridico soprattutto sul versante matrimoniale. Le donne vengono descritte come manipolatrici, incapaci di prendersi le proprie responsabilità e inconsapevoli dei meccanismi di mercato che regolano i rapporti di coppia (la liberazione sessuale è in contrasto con l’impegno sentimentale, ad esempio).

Sono posizioni misogine? Non più di quanto sia misandrico ritenere tutti gli uomini dei potenziali stupratori. In compenso i membri del MGTOW si distinguono completamente dagli Incels perché non praticano nessuna forma di violenza fisica e si distinguono dalle nazifemministe perché non cercano il potere. La loro soluzione è farsi i fatti propri, evitando il matrimonio o le relazioni in quanto tali.

In pratica:

Femministe: vogliamo la parità giuridica!

MGTOW: ehi, va bene.

Femministe: vogliamo lavorare!

MGTOW: ehi, va bene.

Femministe: vogliamo studiare!

MGTOW: ehi, va bene.

Femministe: vogliamo divertirci!

MGTOW: ehi, va bene.

Il che ci porta al nocciolo della questione: ma se degli uomini rifuggono dai rapporti di coppia – quello che negli anni ’90 si sarebbe detto essere single – quale mai sarebbe il problema? Perché le femministe dovrebbero avere il dente avvelenato verso persone che, banalmente, fanno i single? Temo che la risposta sia da trovare nel “momento McCarthy” quando il pubblico realizza che il potere è un attributo che viene fornito da chi è soggetto e non è proprio del presunto potente. Davanti al MGTOW il femminismo è privo di munizioni perché in ogni situazione la risposta è “fate quello che volete ma senza di me”. Il MGTOW non richiede rapporti sessuali coatti, non propugna la superiorità di un genere sull’altro né prescrive limitazioni alla libertà femminile. Semplicemente per ogni punto risponde “ehi, nessun problema, ma io mi tiro fuori”. Difficile argomentare di presunte discriminazioni – qui in Occidente e non in Afghanistan, ovviamente – quando la presunta discriminata bullizza un uomo che vuole solo farsi i fatti propri.


—- E il futuro? —-

Incels, femministe e MGTOW hanno in comune un aspetto: quello di essere minoranze più o meno organizzate che per un motivo o per l’altro ottengono un ruolo nel dibattuto pubblico fornendo un’immagine alterata dei rapporti fra i sessi. E la loro lotta porta a un inasprimento nei rapporti di coppia come testimoniato dal calo dei matrimoni [7]:

A cui aggungere i patemi del mercato delle single over 30 che pubblicano i video su TikTok chiedendosi dove siano finiti i “good men”. Difficile avere rapporti di coppia in un contesto politico fortemente polarizzato non tanto sulla tradizionale linea di divisione destra/sinistra ma su tratti ascritti come la “razza” o il genere.

E il futuro? Beh, come in ogni aspetto della vita umana la robotica farà il suo impatto. Prendiamo un androide/ginoide e ricopriamolo di carne e pelle umana rendendolo indistinguibile al tatto, alla vista e all’olfatto rispetto a un essere umano in carne e ossa. Sul finire del secolo avremo le tecnologie necessarie:

  • un endoscheletro leggero ma resistente – non necessariamente metallico – in grado di replicare le movenze umane;
  • una IA abbastanza sofisticata da emulare la personalità umana senza la necessità di essere senziente. Non si deve scomodare Cartesio per argomentare che non è così semplice giurare sul fatto che tutte le persone intorno a noi siano senzienti e non programmate a sembrarlo;
  • la capacià di far crescere in laboratorio tessuti, organi e muscoli umani;

E mettiamolo sul mercato  a un prezzo valido: perché spendere 15k per un auto quando puoi comprare un ginoide o un androide? Perché spendere tempo in relazioni insoddisfacenti quando basta fare l’abbonamento alla metro e risparmiare i soldi per un auto, una tecnologia comunque obsoleta?

Né la demografia umana verrebbe impattata dal fenomeno. La natalità è in calo mentre l’aspettativa di vita potrebbe aumentare del 50% o anche raddoppiare sotto l’impulso delle nuove tencologie. In più abbiamo già le banche dello sperma, gli uteri artificali sono in arrivo e non ci vuole molto a creare anche le banche degli ovuli. Se nessuno vuole fare più figli si possono sempre fabbricare, persino farli crescere da IA sufficiente avanzate. Usando le parole di Terminator 2 [8]:

Watching John with the machine, it was suddenly so clear. The Terminator would never stop. It would never leave him. It would never hurt him, never shout at him, or get drunk and hit him, or say it was too busy to spend time with him. It would always be there. And it would die to protect him. Of all the would-be fathers who came and went over the years, this thing, this machine was the only one who measured up. In an insane world, it was the sanest choice

Ed è meglio un buon genitore artificiale che un alcolizzato irresponsabile. Una IA non verrà meno al suo compito.

Quanto basta per chiedersi se ci saranno ancora rapporti di coppia. Alla fine per porre fine alla battaglia dei sessi, alle discriminazioni, alle violenze basta eliminare il fattore umano nell’equazione. Che sia un’utopia o una distopia, beh, lascio il giudizio al lettore.


[1] Cfr. https://tg24.sky.it/mondo/2021/08/12/sparatoria-plymouth

[2] Cfr. https://www.harpersbazaar.com/culture/politics/a20078774/what-are-incels/

[3] Cfr. https://theconversation.com/incels-are-surprisingly-diverse-but-united-by-hate-163414

[4] Cfr. https://www.newamerica.org/political-reform/reports/misogynist-incels-and-male-supremacism/a-brief-overview-of-intersections-with-race-and-class/

[5] Cfr. https://www.vox.com/2018/4/28/17290256/incel-chad-stacy-becky

[6] Cfr. https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2020/aug/26/men-going-their-own-way-the-toxic-male-separatist-movement-that-is-now-mainstream

[7] Cfr. https://www.statista.com/statistics/195951/marriage-rate-in-the-united-states-since-1990/

[8] Cfr. https://www.magicalquote.com/moviequotes/watching-john-with-the-machine/

2 commenti su “Gli Incels? E quale sarebbe la differenza con la lotta di classe, Kompagno?

  1. Plurius
    1 settembre 2021

    Gli Incel sono ridicoli perché è nell’evidenza di tutti i giorni che ci sono uomini brutti che, nonostante la loro bruttezza, sono accompagnati con donne come loro o anche più belle. Quindi, il loro problema non sono le donne che non gliela vogliono dare, quanto il fatto che hanno pretese troppo alte o che pretendono che gli venga offerta su un piatto d’argento.

    • Charly
      2 settembre 2021

      Sì ma un turbolibbberista potrebbe dire lo stesso sui poveri:

      nell’evidenza di tutti i giorni ci sono persone che pur nate povere sono diventate ricche. Quindi il problema dei poveri non sono i ricchi ma il fatto che hanno pretese troppo alte e che pretendono che gli venga offerto tutto un piatto d’argento.

      Dalla lotta di classe per la redistribuzione della ricchezza alla lotta di classe per la redistribuzione della vagina il passo è breve 😀

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 agosto 2021 da in cultura con tag , , , , , , , , , .
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