Charly's blog

Un paio di lezioni dal caso di Kyle Rittenhouse

Uno dei difetti tipici dell’Italia è il provincialismo figlio del complesso d’inferiorità che porta a non curarsi degli affari esteri – la geopolitica? A che serve, ci sono le elezioni a Bologna! – e, allo stesso tempo, il leggere ogni avvenimento in base alle categorie concettuali di casa. Lo si vede bene durante le elezioni presidenziali americane quando i politici italiani sono in trepidante attesa del risultato del Michigan ignorando che quale che sia il colore dell’amministrazione in carica a non cambiare è come gli USA vedono gli italiani (cialtroni&incompetenti seppur simpatici). E peggio ancora quando la politica italiana pensa di importare idee e retoriche da oltreoceano trascurando il non proprio piccolo dettaglio di avere una storia e una struttura socio-economica completamente differente.

Eppure, si sa, l’illuminazione può venire da ogni fonte, persino da casi di cronaca americana. Leggiamo [1]:

Not guilty”, non colpevole per tutte i capi di imputazione: è il verdetto emesso dalla giuria nei confronti di Kyle Rittenhouse, 18 anni, il giovane accusato di aver ucciso con un fucile d’assalto due persone e di averne ferita una terza (tutti bianchi come lui) durante le proteste razziali dello scorso anno a Kenosha, Wisconsin. La decisione, destinata a suscitare polemiche e tensioni in una città blindata dalla guardia nazionale, arriva dopo tre giorni di camera di consiglio e un processo controverso che ha tenuto l’America incollata alla tv.

Possiamo, infatti, trarre due lezioni importanti anche da un caso minore di cronaca americana. Vediamo quali.


—- Fidatevi dei professionisti dell’informazione —-

Dieci anni fa ero impegnato a scrivere la mia tesi specialistica per il corso di laurea in sociologia, argomento la campagna elettorale del 2008. Quella di Veltroni “pacatamente&serenamente” e l’ultima vinta da Berlusconi. Nel capitolo introduttivo esaminavo le caratteristiche dei vari media fra cui il giornalismo. Prendendo spunto dal libro Il giornalista quasi perfetto di D. Randall [2] scrivevo che il compito dei giornali era quello di informare il pubblico, svelare i retroscena, smascherare gli abusi del potere. Il mio correlatore di laurea, il prof. Cepernich, commentò in sede di dissertazione di tesi che questi principi erano altisonanti… e falsi. I giornali non informano il pubblico, servono a confermare i pregiudizi dei lettori.

Torniamo all’oggi e leggiamo di nuovo l’ANSA:

Rittenhouse aveva 17 anni quando viaggiò dall’Illinois al Wisconsin la notte del 25 agosto 2020, in un’estate marcata dalle proteste contro la brutalità della polizia e le ingiustizie razziali, dopo che un agente bianco aveva sparato alla schiena all’afroamericano Jacob Blake mentre cercava rifugio nell’auto della fidanzata, lasciandolo paralizzato dalla cintola in giù. Era arrivato armato perché, così ha raccontato al processo, voleva difendere la cittadina da saccheggi e incendi notturni. Ma quella sera, dopo che era stato dichiarato il coprifuoco, sparò ripetutamente uccidendo Joseph Rosenbaum, 36 anni, e Anthony Huber (26), mentre Gaige Grosskreutz (27) rimase ferito. “Lo feci per legittima difesa”, ha giurato in tribunale tra le lacrime, spiegando di essersi sentito minacciato da alcuni manifestanti. Ma secondo i procuratori, e i video mostrati in aula, fu lui a provocarli puntando l’arma.

    Il processo è stato contrassegnato da una serie di controversie procedurali e dagli stravaganti scatti del giudice 75enne Bruce Schroeder, che è sembrato simpatizzare per la difesa, sostenendo anche che le persone morte non si possono considerare vittime in quanto partecipavano a manifestazioni violente.

    Il caso ha sollevato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica perché mette insieme molte delle questioni che dividono la polarizzata società americana: la giustizia razziale, il diverso atteggiamento della polizia (con cui cooperavano i vigilanti bianchi), il diritto di portare le armi. Per molti il trattamento ricevuto da Rittenhouse conferma quello più favorevole che un bianco e un sostenitore delle milizie armate riceve dalle forze dell’ordine rispetto ai manifestanti anti razzisti, spesso afroamericani del movimento Black Lives Matter.

E non solo [3]:

Senza dimenticare fanpage.it che inizialmente aveva commentato la notizia con il titolo “Usa, la sentenza che fa discutere: Kyle Rittenhouse, che uccise 2 afromericani, è stato assolto”. Salvo poi correggere il titolo. A differenza di affaritaliani.it [4]:

Il quotidiano.net scrive «Nella tensione creatasi, il giovane fece fuoco uccidendo due persone e ferendone una terza» [5]. La Stampa di Torino titola così [6]:

E qui iniziano i problemi.


—- Il giornalismo vs i fatti —-

Cosa possiamo notare nella descrizione della notizia fornitaci dalla stampa italiana? Beh, una certa partigianeria: sembra quasi che Rittenhouse fosse un folle impegnato a sparare a caso nella folla. Peccato che ci sia stato un processo con video, testimoni e verdetto unanime della giuria. E che i fatti siano stati ricostruiti in sede giudiziaria.

Tanto per cominciare le vittime non sono afroamericani ma sono “white” con buona pace della carta sempreverde del suprematismo bianco. La prima vittima si chiamava Joseph Rosenbaum [7]:

She said Rosenbaum was on an antidepressant and medication she said was used to treat his bipolar disorder.

Several clips played during the trial captured Rosenbaum briefly chasing Rittenhouse in a Car Source dealership before Rittenhouse fired four shots at him. Kenosha Police Detective Martin Howard testified one of the videos showed Rosenbaum hiding as Rittenhouse approached the lot and then Rosenbaum beginning to follow him.

Rosenbaum and Rittenhouse moved across the parking lot and appeared to be close to each other when loud bangs were suddenly heard and Rosenbaum fell to the ground, the complaint said. Dr. Douglas Kelley with the Milwaukee County Medical Examiner’s Office testified Rittenhouse shot Rosenbaum four times — twice in the front, once in the back and once along the side of his head, and determined the fatal shot to his back came as his body leaned forward.

Notevole la posizione dell’accusa: «Rittenhouse provoked the shooting by pointing his weapon at Rosenbaum and should have continued to run away instead of shooting». In pratica se minacci qualcuno e quel qualcuno ti punta contro l’arma non è la persona disarmata – che è anche l’aggressore nel caso in questione – a dover scappare ma la persona aggredita che ha in mano un fucile. Ah.

Ma non è finita qui, vediamo la seconda vittima Anthony Huber:

Huber spotted the armed man in the crowded street and he ran toward danger, his girlfriend, Hannah Gittings, told CNN in an interview last year. “He pushed me out of the way and ran off. I tried to grab him,” Hannah Gittings said.

———

Huber appeared to reach for Rittenhouse’s gun with his hand while holding his skateboard in the other, the criminal complaint said. As Huber tried to grab the gun, Rittenhouse pointed it at his body and fired one round, according to the complaint. Huber was seen staggering away and then fell to the ground, the complaint said. He died from his gunshot wound.

During his testimony, Rittenhouse said Huber was “holding a skateboard like a baseball bat,” which he swung down, hitting Rittenhouse in the neck.

Notevole il commento della ragazza:

He was an incredibly intelligent person, literally the smartest person I’ve ever met,” Gittings said. “He knew exactly what was at risk for him chasing down somebody with a weapon.”

Attaccare una persona con il fucile con uno skateboard è veramente intelligente, pare.

L’ultima persona ferita è Gaige Grosskreutz:

Grosskreutz testified he was at the protest to provide medical care, and had packed his medical supplies, including a tourniquet and gauze, as well as his handgun, as he routinely did at other demonstrations.

He testified that on the night of the shootings, he believed Rittenhouse was an active shooter, saying “people were pointing out the defendant, saying he had just shot somebody, that he’s trying to get away.” At some point, Grosskreutz testified, he drew his pistol.

During cross-examination by Rittenhouse’s attorney, Grosskreutz said his handgun was pointing at Rittenhouse during the shooting. On redirect questioning by the prosecution, he clarified he never intentionally pointed his gun at Rittenhouse.

Se poi aggiungiamo al quadro che i tre vantano una discreta serie di precedenti penali – se fossero conservatori sarebbero dei “white trash” ma erano a una marcia antirazzista ergo sono buoni per definizione al netto dei roghi e dei saccheggi – e che l’accusa ha tenuto in aula un comportamento alquanto discutibile [8] non è difficile capire perché la giuria ha assolto l’imputato all’unanimità. Dopo i video, le testimonianze e l’intero processo.

Morale della storia? Che la stampa italiana sul caso in questione ha raccontato balle per motivi di partigianeria politica ignorando i fatti accertati durante l’iter processuale. Avete presente quando i professionisti dell’informazione si lamentano che il numero dei giornali venduti è crollato nell’arco di 20 anni? Colpa di internet? O, magari, perché le persone dovrebbero pagare per avere conferma dei propri pregiudizi quando possono farlo gratis?


—- «A man who was born long before the age of chivalry» —-

L’economia insegna che le persone agiscono in base agli stimoli e la geopolitica aggiunge che la possibilità d’azione è molto limitata essendo fortemente vincolata da fattori strutturali estranei alla portata dell’attore. Bella roba il libero arbitrio, molto narrativo, ma nella realtà ci sono più costrizioni all’agire che possibilità di azione. E questo ci porta alla seconda lezione.

Un tratto tipico del provincialismo è quello di non cogliere le differenze culturali e di giudicare in base al proprio sistema di valori realtà diverse. Non è raro imbattersi in chi evidenzia il fatto che Rittenhouse fosse in trasferta, armato e in compagnia di milizie. Quanto basta per scatenare i soliti riflessi pavloviani del fazzzismo. Peccato che negli USA la presenza di milizie locali poste a difesa delle comunità sia perfettamente normale, sono pur sempre un paese nato da una rivoluzione con una mentalità tuttora adolescenziale. Così come è perfettamente normale possedere armi da fuoco e che, pensa te, in caso di saccheggi e violenze è altrettanto normale imbracciarle a difesa della propria proprietà. Abbiamo già visto che la penna sarà anche più forte della spada ma lo skateboard, stranamente, non è più potente di un fucile. E notoriamente, almeno dai tempi di Tocqueville, gli USA presentano una forte dimensione comunitaria. E cosa succede se nella comunità vicina l’ordine pubblico viene messo in pericolo in “mostly peaceful” manifestazioni? Che ci si pone a difesa della comunità. Alieno per noi italiani, fibra antropoligica negli States.

Ma tutta la storia presenta una chiara morale, vagamente italica: meglio farsi i cazzi propri, al massimo chiamate gli sbirri. È vero che Rittenhouse è stato assolto ma:

  • Ha speso un patrimonio in spese giudiziarie;
  • È stato distrutto a livello mediatico, dipinto come un mostro;
  • La vedo nera per il suo futuro: chi mai assumerà il killer di Kenosha?

E se fossi in lui terrei vicino il fucile. Ci sono già state le pressioni della folla per avere la condanna, cosa vieterà di avere i giustizieri che non rispettano le sentenze di un tribunale? Al netto di un proiettile calibro 5,56 mm standard NATO s’intende.

Ma proviamo a immaginare lo stesso episodio con alcune varianti: e se le vittime, gli aggressori, fossero “people of color”? E se fossero donne? Considerato quanto si è visto – la pressione mediatica, la vita distrutta della vittima dell’aggressione, il rischio di morire durante l’aggressione, la folla che brama sangue (il «crucifige!» è sempre di moda) – io mi porrei una banale domanda: ma perché devo rischiare per gli altri? Soprattutto se come nel caso italiano non hai accesso alle armi da fuoco né hai una preparazione fisica/tecnica/psicologica idonea per lo scontro fisico. E sorvoliamo per carità di patria sul quadro giuridico scritto da persone che hanno letto troppi fumetti per capire come funzioni per davvero la lotta di strada.

Non è strano che in caso di aggressioni, risse, violenze le persone non intervengano a difesa delle vittime. Semplicemente per i fattori fin qui espressi: gli stimoli portano verso quella direzione e razionalmente le persone si adeguano. E potrei citare anche altri elementi: la misandria rampante nella società, un differente rapporto con la legge e la violenza in base al sesso con più maschi in galera e con maggiori tutele giuridiche per le femminucce, il razzismo più o meno palese verso i “white man”. Perché dovrei rischiare per chi mi disprezza, chi mi danneggia, chi si diverte a umiliarmi senza che io possa difendermi? In poche parole [9]:

Gli uomini che amano incarnare i panni del cavaliere che viene a prenderti per risolverti la vita. Ecco, che tornassero nel libro di favole.

(IoedAnnie, Twitter)

Ma i cavalieri erano mantenuti dalla società, riverati e rispettati. Noi no. E perché dovremmo porre la nostra sicurezza in rischio per chi ci deride? Rammentando che chi scrive supera gli 80kg, eredità di 20 anni di palestra, che mi rendono un bersaglio poco plausibile in caso di aggressione. Discorso che non si applica, ahilei, alla femminuccia che pesa sì e no 50kg. Auguri, nel caso. Ricordo solo che pretendere l’intervento maschile in caso di aggressione:

  • è fascista: i problemi non si risolvono con la violenza;
  • è transfobia: e se mi identificassi come donna?
  • è sessista: il genere sessuale è solo un costrutto sociale, ruoli di genere inclusi;

Certo, io mi chiederei anche perché esistono le categorie di peso negi sport da combattimento. Ma che volete? Alla fine ognuno ottiene la società che concorre a costruire anche se non capirò mai perché le pecore stanno creando una società dove i lupi possono fare quello che vogliono.


[1] Cfr. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/11/19/uccise-due-manifestanti-anti-razzisti-a-kenosha-assolto_4ab14a27-9297-412f-9a68-9a020da7ffba.html

[2] Cfr. www.amazon.it/giornalista-quasi-perfetto-David-Randall/dp/8842091553

[3] Cfr. https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2021/11/21/il-verdetto-di-kenosha-spacca-lamerica-il-killer-esulta_55918533-a789-4631-9fb4-c13f6a9cfab4.html

[4] Cfr. https://www.affaritaliani.it/cronache/kyle-rittenhouse-assolto-uccise-due-attivisti-neri-a-kenosha-768030.html

[5] Cfr. https://www.quotidiano.net/esteri/kyle-rittenhouse-assolto-1.7054717

[6] Cfr. https://www.lastampa.it/esteri/2021/11/19/news/usa_assolto_l_uomo_che_uccise_due_manifestanti_anti-razzisti_a_kenosha-468526/

[7] Cfr. https://edition.cnn.com/2021/11/01/us/kyle-rittenhouse-shooting-victims-trial/index.html

[8] Cfr. https://abcnews.go.com/US/wireStory/explainer-rittenhouse-mistrial-requests-81243887

[9] Cfr. https://aforisticamente.com/frasi-citazioni-e-aforismi-sul-cavaliere/

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23 novembre 2021 da in cronaca con tag , , .
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