Charly's blog

Capodanno di molestie a Milano? L’Italia che verrà

Leggendo questa notizia [1]:

Chissà perché mi è venuta in mente una battuta di Catwoman dal film Batman Returns del 1992 [2]:

“You make it so easy, don’t you? Always waiting for some Batman to save you? I am Catwoman. Hear me roar.”

O, se preferite, il detto anglosassone “be careful what you wish for…”.


—- Milano, 2022 —-

Ma prima la cronaca:

Lei si chiama Chiara, ha 19 anni, e la notte di Capodanno si trovava in Duomo a Milano insieme ad alcuni amici. Lì ha assistito a una delle scene più brutte della sua vita e oggi ha deciso di raccontarla a Open: «Ho visto dei ragazzi che facevano avanti e indietro, sembrava una rissa. Non capivo molto cosa stesse accadendo, così ho cominciato a riprendere con il cellulare». Il video è stato girato proprio da Chiara, testimone del fatto. Davanti ai suoi occhi, infatti, la scena di decine di ragazzi, circa 30, tra i 15 e i 30 anni, «in gran parte stranieri» e assidui frequentatori della Loggia dei Mercanti, poco distante dal Duomo, teatro di risse e violenze, che hanno prima accerchiato e poi abusato una giovane palpeggiandola ripetutamente: «Una scena che è durata 10-15 minuti, durante la quale nessuno è intervenuto, nemmeno la polizia che si trovava poco distante». Probabile, infatti, che le forze dell’ordine in un primo momento non si siano nemmeno accorte della gravità della situazione. Dopo l’abuso, la ragazza è «finita per terra, senza reggiseno, senza maglia e coi pantaloni tirati giù fino alle caviglie». «Urlava “aiuto”, piangeva ma nessuno è intervenuto per difenderla. Solo dopo la polizia l’ha circondata ed è stata portata in ospedale», continua Chiara. «Ho il video, ho il video, ho iniziato a dire alla polizia in piazza. Così sono andata in ospedale con la ragazza, lì ho fatto il mio verbale». Ed è sempre lì che le due sono riuscite a parlare: «Mi ha detto che le bruciava il seno, che non riusciva a mettersi nemmeno la maglietta. Inizialmente pensava che volessero derubarla, e infatti ha lanciato subito la borsa con il telefono». E, invece, no, hanno cominciato a toccarla. «Mi ha fatto vedere anche i segni sul seno. Aveva male ovunque».

E ancora [3]:

«Sono ancora sotto choc, non riesco ancora a realizzare quello che è successo: il mio cervello cerca solo di dimenticare tutto». A parlare all’Ansa è una delle sei giovani che nella notte di Capodanno sono state vittime di violenze sessuali in piazza Duomo a Milano. «Non riesco ancora a dormire – prosegue la giovane – mi sveglio nel mezzo della notte tremando». La giovane ha tentato di difendersi colpendo in faccia uno dei suoi aggressori ma lui, racconta ancora la 20enne studentessa di origine tedesca, «mi guardava ridendo, mi guardava con uno sguardo che diceva: “Fai quello che vuoi, tanto io continuo”». Nel frattempo proseguono le indagini nel tentativo di ricostruire quanto accaduto nella notte di San Silvestro nel cuore di Milano e di identificare i responsabili delle varie aggressioni e molestie segnalate.

Come a Colonia ma su scala ridotta. Per ora.


—- Strong&indipendent? Ma dove sono gli uomini!!!1! —-

Fra le varie colpe della scuola italiana troviamo il vizio capitale di insegnare a (s)ragionare sulla base di concetti etici o, peggio ancora, sulla base dei sentimenti. Ci si indigna, si invita a vergognarsi, si inneggia alla purificazione morale (misero equivalente funzionale delle religioni della salvezza), eccetera, eccetera. Ma su questi pixels non c’è spazio per l’etica perché l’universo è darwiniano, non etico. Qui si ragiona su una semplice base: causa —-D effetto. E si inneggia alla razionalità strumentale, non al bene (qualunque cosa sia, nel caso umano in buona parte il prodotto dell’evoluzione). Perché la razionalità strumentale è davvero etica perché produce risultati in base alle proprie azioni. Più etica della responsabilità di così…

Ma veniamo al classico “nessuno ha fatto niente”. Già, peccato che:

  • Avete la preparazione atletica per affrontare un combattimento reale?
  • Avete la preparazione tecnica per affrontare un combattimento reale?
  • Avete la preparazione psicologica per affrontare un combattimento reale? Una persona non abituata davanti alla violenza prova paura o, addirittura, si blocca;
  • Il quadro legislativo è idoneo alle conseguenze di un combattimento reale? Non è un film, le probabilità di storpiare o mutilare qualcuno sono molto elevate;

A cui poi aggiungere il quadro tattico: dozzine  e dozzine di uomini, magari armati di coltelli e bottiglie. Il che mi porta a una semplice domanda: siete voi i successori dell’Hokuto Shinken [4]?

Appunto. Cosa vuol dire “fare qualcosa”?

Rimangono le forze dell’ordine… che “non hanno fatto nulla!!1!”. Il che mi porta a un’altra domanda: ma cosa avrebbero dovuto fare i poliziotti? Chiedere gentilmente di desistere? Perché, per chi non lo sapesse, i poliziotti sono vincolati a regole d’ingaggio piuttosto restrittive: non puoi aprirti la strada a manganellate né tantomeno far ricorso all’arma d’ordinanza. Vale per loro esattamente come vale per i cittadini, il diritto all’autodifesa equivale a poter agire in modo proporzionale solo dopo aver subito l’aggressione. Aggressione che deve essere reale, non percepita. Se un paio di tizi avanzano con fare minaccioso con annesse minacce non pui mica attaccare per primo, devi aspettare l’aggressione e poi rispondere in modo proporzionale. Se sopravvivi al primo attacco, s’intende.

Non a caso i medesimi poliziotti evidenziano che persino i criminali li deridono perché tanto non possono fare niente [5]:

A scaturire l’ira delle forze dell’ordine, ci ha pensato la mancata condannna di una coppia di ladri, sorpresi nell’atto di rubare. Come raccontano i principali esponenti della polizia, aumentano sempre di più le mancate condanne, contro criminali colti nell’atto.

L’ultima testimonianza risale a pochi giorni fa, quando un poliziotto ha raccontato: “L’ho arrestato per sei volte perché spacciava. Quando gli ho tolto le manette mi ha riso in faccia“. Infatti in seguito all’arresto di questo spacciatore, c’è stato un processo che ì finito senza una minima condanna per il malvivente.

E i poliziotti sono anziani, sottopagati, privi di rispetto sociale perché facccisti e ACAB. Quanto basta per chiedersi perché mai rischiare, mal che vada chiamate Batman (o Batwoman). Non è strano, infatti, che allenatori sportivi, manager e generali dedichino tanta attenzione al morale (/spirito combattivo) dei sottoposti: è la testa, l’approccio mentale, a fare la differenza fra il successo e il fallimento. Ma siamo in Italia e qui c’è la curiosa idea che se ti insulto mi devi dare ragione e non agire di conseguenza.


—- White savior, where art thou? —-

Un elemento non detto ma palese è che il “fare qualcosa” non è generico e rivolto a tutti i presenti. Nessuno accusa le donne di misoginia interiorizzata per non aver picchiato dozzine di stupratori a mani nude, eh. L’accusa è rivolta ai maschi: perché i maschi non hanno picchiato gli stupratori? Accusa deliziosamente divertente per almeno due motivi. La prima, ovviamente, perché ricorda il cliché del white savior, l’uomo bianco che salva il selvaggio o la donna bianca dall’aggressione dei selvaggi. Tarzan, per dire, ne è un esempio lampante.

Anche a Milano, in effetti, a guardare il video di persone bionde dagli occhi azzurri non c’è traccia a differenza di persone scure che parlano arabo (come riportato dai testimoni). Secondo l’US Census nordafricani e mediorientali sono “white” ma quelli colti li considerano “brown”… Se una cosa del genere accaddesse al cinema sarebbe razzismo e white savior ma nella vita reale devi intervenire. Punto.

E questa frattura fra fiction e realtà ci porta al secondo punto: ma che fine hanno fatto le strong&indipendent women? Eliminiamo il Principe dalle favole perché la Principessa si salva da sola e poi nella vita reale pretendiamo di avere il successore dell’Hokuto Shinken pronto a difendere le strong&indipendent women? Quelle che al cinema dall’alto dei loro 50kg picchiano senza problemi uomini di 90 kg? Non vi sembra una posizione doppiamente sessista? Perché pressuppone un ruolo sociale – uomo che difende, donna da difendere – e che le donne non possano difendersi da sole? Con tanto di transofobia: e se mi identificassi come donna a dispetto dei miei 80 kg? Gli uomini sono forse i cani da guardia delle donne?

E non solo, come non citare la culture war d’importazione d’oltreoceano, quella con il femminismo come avanguardia rivoluzionaria? Vogliamo ricordare i punti salienti?

Tutto bello, no? Ma qui siamo adepti al culto della razionalità strumentale, della causa e dell’effetto. E che succede nel credere – grazie al cinema e alle favole, provate a fare un incontro di MMA mixed-gender tanto per vedere come funziona –  che una donna di 50 kg possa stendere senza problemi 4 o 5 uomini di 90 kg? Che poi quando arriva il momento di menare le mani piagnucoli e vuoi l’uomo che ti salva. Che succede a devirilizzare gli uomini? Che poi al dunque non sono in grado di esercitare la violenza richiesta per salvare la strong&indipendent femminista. Che succede a criminalizzare l’uomo bianco in quanto tale se gli aggressori sono “person of color”? Che al dunque ci pensi due volte: prima realizzi che non hai la formazione per combattere, poi pensi che rischi di passare per razzista, perdere il lavoro, avere la vita distrutta magari a causa di un video. Se sopravvivi al combattimento, s’intende. Che succede ad aprire le frontiere inneggiando all’arricchimento culturale? Che poi pratiche straniere vengono impiantate sul sulo europeo, molestie di massa comprese. Salvo poi condannare il tutto dimostrando quanto il multiculturalismo sia una chiachiera: se gli stranieri possono mantenere le loro usanze culturali -comprese quelle in contrasto con le nostre – non dovremmo criticare pratiche del genere, no?

E, soprattutto, tutte belle a gridare ACAB e Stato criminale ma, pensa te, l’imperio della legge non tutela il forte che si difende da solo, tutela il debole. Solo il debole, alla fine, chiede giustizia. E se le pecore rendono pecore i cani da pastore finirà che i lupi mangeranno le pecore…


—- L’Italia che verrà —-

Gli italiani hanno due grossi vizzi: vivono in un eterno presente ignorando il passato senza considerare il futuro e scambiano lo stagno per l’oceano. Vivono nel locale, trascurano il globale. Dai primi anni duemila l’Italia ha presentano un flusso migratorio notevole ma in ritardo di una generazione, se non due, rispetto ad altri paesi europei come la Rgno Unito, la Germania, la Francia o la Svezia. Anche i numeri sono minori [6]:

Il vantaggio dall’arrivare dopo ti permette di imparare dalle esperienze altrui. E cosa vediamo negli altri paesi che hanno una o due generazioni in più di flussi migratori? Beh, andiamo dal terrorismo alle banlieu in fiamme, il conflitto politico che si sposta da una dimensione redistributiva tipica del ‘900 a una identitaria, la scuola a pezzi con relativi episodi di abbandono scolastico, bullismo, violenza verso i docenti. Senza apprezzabili ricadute economiche: se a scuola non vai che skills potrai mai avere sul mercato del lavoro?

Tutti gli approcci europei al problema sono falliti: il multiculturalismo all’inglese, l’assimilazionismo alla francese, il welfare alla svedese. Non è una sorpresa perché le procedure di integrazione e poi di assimilazione richiedono violenza e crudeltà nell’imporre l’adesione a una way of life ritenuta migliore rispetto a quella dei paesi di provenienza. Gli USA assimilano grazie all’American Way of life, alla missione imperiale di civilizzare il mondo. E se non sta bene si finisce rapidamente in galera o con un proiettile nel corpo. Ma nei paesi europei manca sia la convinzione di essere un posto migliore sia la crudeltà di schiacciare l’opposizione con le buone (assicuri lavoro e posizioni solo agli assimilati, vedi gli italo-americani o i deutschamerikaner, e marginalizzi gli altri) o con le cattive. Cosa volete che succeda in paesi dove persino l’assimilazione degli elementi alieni viene considerato razzismo come dice la Murgi#? Che l’epilogo è il Libano o la Somalia.

Ma il caso italiano è leggermente diverso e non solo perché non abbiamo proprio un approccio all’immigrazione. Noi siamo diversi per quantità e qualità:

La prima comunità straniera in Italia è quella Rumena (22,89% del totale), poi abbiamo gli Albanesi (8,47%) e i Marocchini (8,13%). Gli immigrati di origine europea sono il 50,23%, gli Africani il 21,85% e gli Asiatici il 20,61%. Il numero di stranieri residenti è fermo dalla metà del decennio scorso non essendo il nostro un paese particolarmente attrattivo dal punto di vista professionale.

Non faremo la fine della Francia o della Svezia ma avremo comunque delle conseguenze analoghe seppur su scala minore. Perché l’Italia dovrebbe avere un esito differente a quello francese o svedese? Avremo anche noi le periferie in fiamme e già oggi basta leggere la cronaca locale per tovare le imprese delle gang giovanili dal background migratorio. Da qui avremo una fuga dei “nativi” dai quartieri a trazione etnica che diverranno presto dei ghetti al di fuori della portata della Repubblica. Il problema è che i flussi migratori seguono le opportunità lavorative e sono geograficamente prossime alle località dove sono presenti le PMI, la spina dorsale del nostro sistema produttivo. Quanto dureranno se prese d’assalto dalla criminalità della racaille? Ma non aspettatevi che la politica prenda atto del problema. Il paese è a trazione sinistrorsa e umanisticosa ed entrambi gli approcci sono caratterizzati dal rifiuto della realtà e delle sue smentite.


— Il conflitto politico che verrà —-

Una delle chiavi di lettura più idonee per leggere il conflitto politico è quella di porsi una semplice domanda: chi subisce gli effetti diretti di un determinato fenomeno? Chi ne trae vantaggio? Su questi pixels si è scritto che la differente reazione ai flussi migratori nasce da un banale fatto:

  • da una parte gli istruiti – che si credono cosmopolitici anche se vivono a 35 km da mammà – che sfruttano la mobilità per migliorare la propria posizione professionale, non sono in concorrenza professionale con i nuovi venuti e se ne possono distanziare grazie agli affitti che possono pagare per via di un reddito maggiore;
  • da una parte i proletari che non possono accedere alle stesse opportunità professionali estere e si ritrovano lo straniero in casa e in competizione per i lavori low skills;

Ma basta cambiare una varabile per cambiare il quadro: che succede se i colti&buoni subiscono le conseguenze del fenomeno? Che succede se la racaille tracima dalle periferie e finisce sotto casa loro? Magari se i colti&buoni non hanno più vent’anni ma veleggiano verso i 50? Succede che avremo uno shift politico verso posizioni più conservatrici, la trasformazione delle ztl in gated community, una nuova passione per le armi da fuoco, magari via licenza sportiva (più facile da ottenere). E che il conflitto politico non sarà solo a carattere identitario ma anche a trazione generazionale. Gli immigrati saranno sì l’8% della popolazione complessiva, ma quanto varia il valore per classi d’età? Quanti sono gli immigrati over 65 e quelli 25-9?

E al tutto aggungiamo il declino del soft power dei paesi dell’Europa occidentale: oggi potete permettervi di guardare dall’alto vero il basso i polacchi o gli ungheresi, ma fra 20 anni? Quando vi supereranno per Pil pro capite (entro il decennio per i polacchi, per la cronaca), quando vedranno lo stato delle città italiane alle prese con i nuovi barbari?

Eh già, un bel casino. Sembra quasi un sci-fi distopico: anziani serragliati in un comunità protette da droni e robot da una parte, racaille rabbiosa e ululante dall’altra. Non male, vero? Ma come ho scritto in apertura, la razionalità è etica, è giusta. Si ottiene quello che si merita, alla fine.


[1] Cfr. https://www.open.online/2022/01/07/milano-duomo-capodanno-molestie-testimonianza/

[2] Cfr. https://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Awesome/BatmanReturns

[3] Cfr. https://www.open.online/2022/01/08/milano-molestie-piazza-duomo-vittima-tedesca/

[[4] Cfr. http://mercsfilmandtv.pbworks.com/w/page/121270566/Kenshiro

[5] Cfr. https://www.direttanews.it/2019/10/14/rabbia-poliziotti-derisi-criminali-giudici/

[6] Cfr. https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Migration_and_migrant_population_statistics

3 commenti su “Capodanno di molestie a Milano? L’Italia che verrà

  1. am
    11 gennaio 2022

    eh charly, e te stai a sbaglia’
    ascolta: https://youtu.be/bklsJk7c3OE?t=128
    Se tratta di contagio emotivo: e’ tutta colpa di internet, e poi giocano a GTA, a playstascion…
    Te invece te metti li’ , li guardi negli occhioni e glielo fai capi’ che sbagliano .
    E la rossa c’ha raggione: tu sei svogliato,eh .

    • Charly
      11 gennaio 2022

      Colpa del Coviddi…

  2. Pingback: Squilibri di genere – La curiosa scomparsa della femminilità nel mondo pop… e il futuro fra uteri artificiali e ginoidi (seconda parte) | Charly's blog

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Questa voce è stata pubblicata il 10 gennaio 2022 da in Uncategorized.
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